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Violoni e l'allarme dell'Ance: "Non è a rischio solo la ricostruzione, ma tutto il sistema edile marchigiano"

21 Febbraio 2025

FERMO – Le costruzioni sono a rischio e se si ferma l’edilizia, rallenta l’economia. “Il nostro è un grido d’allarme. E se lo lanciamo ad alta voce si comprende la gravità della situazione. Soprattutto temiamo quello che potrebbe accadere se la politica non cambierà strada” esordisce Stefano Violoni, presidente Ance Marche.

La nuova ordinanza sisma è quella che non piace, con la rivisitazione del prezziario. “Ogni azienda ha una responsabilità sociale. Parliamo di manodopera, di sicurezza, di rinnovi contrattuali, di continua ricerca di migliorare per rendere l’edilizia un settore qualificato e qualificante. Quello che chiediamo alla politica è di utilizzare le aziende locali nei lavori pubblici, proprio perché rappresentiamo famiglie ed economia locale” prosegue Violoni.

Nelle Marche valiamo il 10% del Pil, abbiamo 43mila addetti. “Superiamo politiche stringenti e complesse, lo facciamo perché crediamo nel nostro ruolo. Il problema è che chi prende decisioni le cambia troppo spesso. Se è necessario rivedere i corrispettivi dell’area sisma, considerando che quello del cratere è inferiore del 20% a quello regionale, che a sua volta pare voglia essere ribassato creando ulteriori problemi, va fatto per migliorarli”.

Aggiunge il presidente Ance Macerata: “Noi contrastiamo lo spopolamento delle aree interne con i nostri lavori di ricostruzione. Lavoriamo per le nostre aziende, ma anche per far vivere un territorio dove crescono i nostri figli. La nuova ordinanza prezzi non azzera gli accolli per i proprietari. Un nostro studio parlava di 25-30% di aumento necessario, mentre sarà tra il 3 al 5% con qualche incremento maggiore solo per situazioni particolari”.

Incrementi che tra l’altro pesano sulle aziende, visto che si basa su un prezzario del 2022. “I sacrifici si chiedono sempre e solo alle imprese edili, come accaduto con il Superbonus che ha chiesto alle aziende di diventare banche, con le meno strutturate che sono così andate in difficoltà”.

La ricostruzione è ancora piena di progetti mancanti, perché lo scenario economico che si profila prevede un esborso da parte dei privati, che spesso non sono in grado di reggerli. “O che magari non vogliono”. Si dice sempre ‘la ricostruzione finanzia tutte le case’, ma così si disincentivano molti proprietari, soprattutto di seconde case. “Concentrazione degli incarichi come problema? Se la politica non crea un clima attrattivo, è evidente che la concentrazione è obbligata” ribadisce Crucianelli.

Mentre crescono gli stipendi dei dipendenti dell’11%, il sistema va a penalizzare le imprese. “Qui si raccontano favole, non ci sono i guadagni che qualcuno paventa. La politica non dovrebbe lavorare per impoverire il territorio. Noi siamo una regione con pochi spazi per abbancamenti, un piano cave carente e che soffre la concorrenza di regioni confinanti che hanno il 30% di sconto sul costo del lavoro. E dire che – sottolinea amareggiato – avevamo trovato un equilibrio, ora finiamo dentro un imbuto che rischia di trasformare le tante risorse per i lavori in un problema. Temo che aumenteranno i cantieri abbandonati” tuona Ubaldi, presidente Ance Ascoli.

“Oggi non è solo in bilico la ricostruzione post sisma: l’intero settore marchigiano delle costruzioni rischia di essere demolito”. Non usa mezze parole Stefano Violoni. “Servono soluzioni per portare avanti la ricostruzione nell’era post-superbonus, tuttavia riteniamo le misure finora individuate totalmente inadeguate. Se nulla cambia, la ricostruzione è in bilico” ribadisce Resparambia, vicepresidente regonale. “Con commesse finanziariamente non realizzabili, inevitabilmente, si andrà incontro ad un blocco della ricostruzione a partire dal prossimo anno” ribadisce Massimiliano Celi, Ance Fermo.

Un appello alla politica quello dei costruttori: “Pur riconoscendo che la regia è in mano al commissario straordinario Castelli, riteniamo che i governatori delle Regioni come i vicecommissari per la Ricostruzione hanno un ruolo e dovrebbero essere i primi a profondersi” conclude Violoni.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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