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Violenza contro le donne, tutti i numeri: sono italiane nel 70% dei casi. La Cna di Fermo fa squadra con On the Road

17 Marzo 2025

di Raffaele Vitali

FERMO – Le donne vittime di violenza crescono, “ma questo è un segnale da leggere in maniera approfondita, perché significa che hanno preso consapevolezza della situazione e hanno trovato il coraggio di denunciare” chiarisce Chiara Ferrari, coordinatrice del centro anti violenza di Fermo. partendo da qui, è nato un percorso basato su dei webinar che uniscono Cna Impresa Donna, On the Road e Ambito Sociale, il tutto per dire ‘Non sei sola’.

“E’ un anno che lavoriamo su questo progetto, per fare le cose bene serve tempo” sottolinea Andrea Caranfa, direttore Cna Fermo. “Un tema di attualità di cui si parla troppo poco. Le violenze hanno molte facce, non è solo questione fisica. Noi vogliamo coinvolgere le imprese, ma anche le lavoratrici, a cui diamo supporto e coraggio. E come noi associazioni come On The Road, che accompagna nel percorso di recupero giovanissime e anziane” prosegue.

Nel merito degli incontri entra Maria Giulia Pezzoli, responsabile Cna Impresa donna: “Quattro incontri su Teams, tutti dalle 16 alle 18 (vedi locandina). Si parte dalla violenza maschile contro le donne, poi il funzionamento dei Cav, terzo incontro sulla rete antiviolenza, infine il 29 maggio un focus sul centro dedicato agli uomini autori di violenza. Abbiamo scelto il web per coinvolgere più persone possibili”.

La presidente di Cna Impresa Donna, Maura Donzelli, è il motore di queste politiche di conoscenza: “Oltre che supportare donne e ragazze, il CAV è vicina anche ai bambini che si trovano in condizioni di violenza. Ho così incontrato i vertici ed è nata una collaborazione. Poter dire a una donna che ha digitato il 1522 ‘Non sei sola’ è fondamentale. Chi ha il coraggio di denunciare va accompagnata nel suo percorso di ritorno alla vita”.

Combattere la solitudine, fermare violenze fisiche e psicologiche, favorire la crescita, c’è un po’ di tutto dietro il progetto che nasce dentro il mondo artigianale, in cui le imprese sono quasi delle famiglie. “Abbiamo rapporti che vanno oltre il lavoro, educare e formare è ancora più importante anche per superare timidezze che magari non fanno emergere i problemi” chiarisce Caranfa che punta a far diventare la Cna di Fermo un ‘punto sicuro’.

Se si parla di  lotta contro la violenza sulle donne e supporti, è inevitabile fare squadra con Chiara Ferrari, coordinatrice del centro antiviolenza di Fermo, e con la cooperativa On the Road, guidata da Laura Gaspari. “Sensibilizzare e prevenire è fondamentale quando si parla di violenza di genere. Come si fa una segnalazione, come intervenire sono alcuni dei punti da conoscere al meglio”. E che verranno  spiegati.

I NUMERI DEL CAV

Il Cav di Fermo è attivo dal 2009, gestito da On the road: 747 le donne accolte fino al 2024, circa una cinquantina ogni anno, mentre nel 2024 sono state 65. “C’è stato un incremento significativo, questo significa che le donne contattano e iniziano percorsi di presa in carico”.

Nel 69% dei casi le vittime sono donne italiane. “Sfatiamo il pregiudizio che la violenza di genere sia legato agli stranieri, come diciamo spesso per proteggerci”.  L’età di chi viene supportato è per il 29% dai 31 anni a 40 anni, il 27% dai 41 ai 50 anni. “Stiamo vedendo un incremento delle 18enni e non mancano i casi degli over 60”.

Nel 56% dei casi parliamo di violenza fisica e psicologica, con la seconda che è la più difficile da riconoscere e la più socialmente accettata. “L’autore delle violenze nel 97% dei casi è un compagno, un marito o un ex, solo nel 3% parliamo di colleghi o parenti” precisa Ferrari.

Un ruolo lo gioca la casa rifugio, segreta, per donne con o senza figli, sempre con capofila l’Ambito XIX: “Qui accogliamo chi ha bisogno di protezione. Un luogo dove cerchiamo di creare il reinserimento delle donne. Dal 2017 al 2024 sono state 37, più 54 minori”.

Nel 2024 dieci donne e sedici minori. “Principalmente straniere a cui manca la rete sociale di supporto e che quindi hanno bisogno di allontanarsi dalla casa e non hanno alternative”. L’età principale coinvolta è nella fascia 31-50 anni, come nazionalità 11% donne italiane, 22% africane, il 30% asiatiche, l’11% America e poi europee. Per lo più violenze psicologiche e fisiche, oltre a violenze economiche per il 15% dei casi e sessuali nel 4% dei casi. “L’autore è per il 77% il marito, 13% il compagno, 10% un altro familiare, padre o figlio. Dati in linea con le Marche”.

L’AMBITO SOCIALE

“Lavoriamo nel silenzio, ma mai come in questo caso è necessario far conoscere il lavoro e sensibilizzare. Lo facciamo con più soggetti, anche perché c’è una fase di sgancio che è decisiva e che richiede supporti. Noi aiutiamo per creare un diverso e sicuro percorso di vita. Dobbiamo concentrarci sulla rete di intercettazione del problema, che abbiamo siglato in prefettura, ma dobbiamo dare alle donne la possibilità di affermarsi. Da qui l’attivazione di nuovi appartamenti per lo sgancio, percorsi di inserimento nel lavoro, su cui lavoreremo anche con la Cna per andare oltre l’approccio assistenziale per creare un vero inserimento lavorativo” ribadisce Alessandro Ranieri, coordinatore Ambito XIX.

Si parla anche di Cuav, i centri per uomini autori di violenza: “Bisogna agire sulla parte maschile. Ci sono percorsi di gruppo che nascono dopo l’invio dei tribunale che li affidano a percorsi di consapevolezza, anche per sconti di pena”. Pochi sono invece ancora i casi di uomini che subiscono violenze, si parla di una percentuale inferiore al 3.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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