MONTEFORTINO – Ricostruzione compromessa dalla fine del 110% e dal non adeguamento del prezzario? Le due critiche di Ance, la mezza difesa della Confartigianato stimolano uno dei sindaci del cratere, Domenico Ciaffaroni che guida Montefortino. Ma anche lo stesso commissario Guido Castelli.
“Tante parole, ma l’ordinanza in uscita agisce in un intervento combinato: da un lato l’incremento del parametrico che tiene conto degli aumenti Istat dal 2022, anno dell’ordinanza 126, dall’altro maggiorazione su parametri esistenti e l’introduzione di nuovi per rispondere alla ricostruzione che effettivamente richiede un accollo ai cittadini, ovvero quella più pesante.
Un esempio su tutti, la possibilità di cumulare il 10% definito per i Comuni del cratere ristretto con il 10% del cantiere disagiato; senza dimenticare punti innovativi, come il 10% per la realizzazione di strutture portanti in legno o il fondamentale +20% per le strutture alberghiere, strategiche per rilanciare l’Appennino Centrale” spiega Ciaffaroni.
Aggiunge Castelli: “Tra il 2023 e il 2024 la ricostruzione ha fatto registrare incrementi senza precedenti, come testimonia il fatto che negli ultimi due anni è stato liquidato il 57% di quanto sinora complessivamente erogato dal 2016 a oggi. Nelle Marche, solo nello scorso anno abbiamo versato nelle casse delle imprese più di 1 miliardo di euro e nel 2025 siamo già a 170 milioni”.
Che poi entra nel merito della questione più calda: “Dobbiamo governare la transizione tra una ricostruzione che fino al termine dell’anno potrà beneficiare dell'integrazione con il 110% e una ricostruzione che si basa esclusivamente sul contributo sisma. Tutto ciò con l'obiettivo prioritario di eliminare o ridurre il rischio accolli a carico dei terremotati generato dalla bolla inflattiva e dalle manovre speculative che si sono scaricate sul mercato dell'edilizia anche a causa del superbonus” ribadisce il commissario.
Quello che poi chiariscono i due politici è che “non tutti i terremotati si sono avvalsi del 110 e che, in molte pratiche di ricostruzione, non si sono generati accolli. Alla luce di ciò, un aumento massivo del cosiddetto contributo parametrico avrebbe prodotto l'effetto di dare in più a chi non ne ha bisogno e dare meno a chi ne ha reale necessità".
Come base di riferimento, per beneficiare delle maggiorazioni, è stato indicato il Puc e cioè il prezzario unico del cratere "che è del 2022 e che sarà comunque aggiornato. C'è piena disponibilità ad accogliere eventuali osservazioni migliorative dell'ordinanza parametrico (peraltro appena validata dalla Corte dei Conti) così come a una condivisione del percorso che porterà al Puc 2025. Auspico che il confronto possa estendersi anche ad altre urgenze: la carenza di manodopera, gli alloggiamenti degli operai, la tempistica dei cantieri, la concentrazione delle lavorazioni in capo a singole aziende, la trasparenza dei subappalti e i flussi di manodopera”.