di Raffaele Vitali
FERMO – Anche la mafia si evolve. Nel tempo è passata da associazione sanguinaria a macchina da soldi. e siccome in tempo di crisi chi si muove nell’illecito raramente ci perde, ecco che il Rapporto ecomafia 2020, realizzato da Libera-Legambiente e Cgil, fotografa una situazione inquietante nelle Marche, dove spicca in negativo Ancona e non resta esente il Fermano.
Sono aumentati i reati contro l’ambiente, anche nelle Marche che scendono in classifica nazionale dell’illegalità ambientale piazzandosi al 15°. Sono infatti 990 i reati (il 2,9% del totale) con 1.042 persone denunciate, 4 arresti e 280 sequestri.
I REATI
Nel ciclo del cemento sono 238 i reati registrati con 264 persone denunciate, 3 arrestate e 40 sequestri. Nella filiera dei rifiuti sono 194 i reati accertati con 225 persone denunciate e 73 sequestri. Nella classifica delle archeomafie le Marche si posizionano tredicesime in classifica nazionale con 12 opere rubate (2% del totale). Per quello che riguarda i reati contro la fauna, le Marche al nono posto con 383 reati (4,7% del totale), 360 persone denunciate, 1 arresto e 133 sequestri. Nella classifica nazionale sugli incendi, le Marche sono sedicesime con 49 reati (1,3% del totale), 15 persone denunciate e 5 sequestri.
Nel Fermano nel ciclo dei rifiuti tre reati e tre persone denunciate, mentre ad Ascoli 58 e 55 con quattro sequestri. Per quanto riguarda invece la filiera dei rifiuti, i casi aumentano, inclusi quattro sequestri sui 14 reati accertati.
A livello generale, la Provincia di Ancona si posiziona 13° tra le 20 più interessate dal fenomeno con 170 reati accertati. Tutti i dati sul sito www.noecomafia.it
L’ANALISI
Nel dettaglio entrano Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente e Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche: “Non bisogna però abbassare la guardia, perché le mafie sfruttano la crisi economica e sociale causata dalla pandemia per estendere ancora di più la loro presenza. Nelle Marche bisogna monitorare con impegno la ricostruzione e, più in generale, è fondamentale completare il quadro normativo per contrastare gli affari sporchi dell’ecomafia”.
“Il combinato della ricostruzione, del recovery plan e del 110% faranno arrivare nella nostra regione centinaia di milioni dedicati al settore edile – commenta Daniele Boccetti, Segretario Generale Fillea Marche -. Senza contare infrastrutture ed edilizia ospedaliera che già erano in programma. Per cui l’attenzione deve essere massima così come i controlli che devono essere capillari. È importante qualificare il settore (imprese-lavoratori-materiali) e investire sulla sicurezza e sulla formazione”.
L’ultimo appello è di Libera Marche: “In un momento di rilancio e ripartenza del Paese è fondamentale l’azione delle forze dell’ordine, ma anche un’azione culturale preventiva: per questo è fondamentale che il rispetto delle regole, la trasparenza e l’attenzione ad una economia sana possono preservare anche la nostra regione dalla pervasività della criminalità organizzata”.