FERMO – La presa di posizione e critica di Ance Marche, con tutti i suoi presidenti provinciali, nei confronti della gestione del prezzario, dentro e fuori dal cratere delle Marche, ha suscitato reazioni discordanti.
Il supporto politico è arrivato da Anan Casini, consigliera regionale del Pd: “L'allarme lanciato dai massimi vertici dell'Ance Marche, che suona come una pesante bocciatura del commissario straordinario Guido Castelli, conferma le nostre valutazioni di allora ma, quel che è peggio, traccia con estrema e drammatica chiarezza il fosco scenario che si prospetta se il governo nazionale non interverrà immediatamente con dei correttivi: cantieri fermi, imprese al collasso e perdita di posti di lavoro. Tra l'altro, trovo gravissimo che il commissario, il quale passa le giornate a inviare decine di comunicati stampa autocelebrativi, non abbia trovato il tempo di incontrare l'Ance per discutere dell'aggiornamento del prezzario, costi della Ricostruzione, fermo da tre anni nonostante l'esplosione dei costi dell'energia e dell'inflazione".
Il tempo però lo ha avuto per la Confartigianato, come sottolineano i presidenti della sezione Edili e Impianti, Giuliano Fratoni e Luca Pelacani: “Ci sono stati passi avanti per l’aumento del costo parametrico seppur non così consistente come si auspicava. Ricordiamo che gli artigiani sono il motore della ricostruzione, in quanto all’interno dei cantieri troviamo edili, impiantisti idraulici ed elettrici e non solo: tutte le figure che partecipano attivamente al cantiere".
Quello che auspicano è che gli aumenti interessino tutta la filiera perché le MPI sono in prima linea nella ricostruzione. "Ma – precisano – il prezzario regionale, fermo dal 2022, dovrebbe essere rivisto con grande attenzione. Da una parte, i prezzi di diversi materiali stanno aumentando e c’è un concreto rischio di speculazioni soprattutto legate ad una oscillazione verso l’alto, ma dall’altra è altrettanto vero che auspicate modifiche del prezzario dovrebbero essere calibrate, perché poi impattano direttamente sui prezzi fuori dal cratere. Un prezzario troppo squilibrato non sarebbe coerente per i lavori sulla costa o nel nord del territorio”.
Il lato positivo non lo riesce proprio a vedere Anna Casini: “Denunciammo pubblicamente il grave errore compiuto dal governo Meloni con la cancellazione del Superbonus. Non era difficile immaginare le pesanti ripercussioni che si sarebbero abbattute su un settore economico strategico e sulla Ricostruzione. Purtroppo in questa vicenda - spiega Casini - Acquaroli è il grande assente. Di fatto il presidente ha abdicato al suo ruolo mettendosi nelle mani di Castelli. Non lo abbiamo mai sentito spendere una parola critica sugli sciagurati provvedimenti con cui il governo Meloni sta affondando la Ricostruzione, né lo abbiamo visto condividere i timori di terremotati e imprese”.
Eppure, per Confartigianato Ascoli, Fermo e Macerata, che si augura un periodo di transizione sulla fine del 110, funziona il metodo Castelli: “Si distingue per un dialogo continuo e costruttivo con tutte le parti coinvolte, sia prima sia dopo ogni decisione che riguarda la ricostruzione. Questo approccio trasparente e collaborativo rappresenta la via più efficace per risolvere le problematiche in corso, favorendo un processo di decisione condiviso e una gestione ottimale. Ha anche detto di essere pronto ad analizzare eventuali proposte migliorative dell'ordinanza in uscita; a noi il compito di studiare e ricavare dati utili per definire dove intervenire, adottando migliorie ove necessarie”.