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Micam. Piccoli, dinamici e uniti: la famiglia Lupetti ha trasformato 'La bottega di Lisa' nel regno di texani e mocassini

23 Febbraio 2025

di Raffaele Vitali

MONTEGRANRO/MILANO – Piccoli e dinamici, ‘La bottega di Lisa’ incarna lo spirito dell’artigiano che varca i confini locali per diventare cittadino del mondo. Si aprono le porte del Micam e gli stand si riempiono. Un buon inizio per la fiera della calzatura che anima i padiglioni di Fiera Milano Rho.

Conduzione familiare, fratello e sorella alla guida, Laura e Luca Lupetti, ecco l’azienda Penelope titolare del brand ‘La bottega di Lisa’. “Siamo noi, ma in realtà c’è sempre mia mamma Gigliola che aiuta, purtroppo non più nostro padre che l’azienda l’ha fondata nel 2012, dopo una vita nel mondo calzaturiero” racconta Laura.

Una classica storia marchigiana, con i figli che seguono le strade dei genitori, ma dopo percorsi di studio che hanno aumentato le competenze da riversare poi sull’impresa di famiglia. “Il nome? È dedicato a nostra sorella, scomparsa tropo presto. Lei non era interessata alle scarpe, ma sapeva quanto fossero importanti per tutti noi. Ora ci accompagna ogni giorno”.

La produzione è interna, la fascia tende all’alto. “Una scarpa pensata e lavorata, dalla tintura in capo allo spazzolato per arrivare ai materiali, tutti vegetali e sostenibili che ci permettono di creare qualcosa di unico. Ovviamente fondo in cuoio cucito. Poi ci sono i dettagli, come le borchie e i ricami che ci caratterizzano”.

Il texano è da sempre il prodotto di punta, il mocassino sempre più morbido è il modello che porta l’azienda nel futuro. “Abbiamo scelto di non produrre sneakers, ma con la morbidezza e la comodità offriamo una valida alternativa. Il nostro target è la donna over 40”.

Con queste caratteristiche sono approdati a Milano. “Il Micam per noi è una certezza. Bisogna esserci. È il luogo che ti fa raggiungere qualche buyer che per realtà piccole come la nostra sarebbe altrimenti impossibile. Noi abbiamo due pezzi di campionario, quindi devi scegliere dove andare a puntare. Se Francia e Germania sono il core business, qui al Micam intercettiamo spagnoli e danesi, per fare un esempio”.

Non hanno bisogno di chissà quanti mercati, “produciamo 50 paia al giorno”. Il 2024 è stato un anno complesso: “Abbiamo dovuto reagire alla morte di nostro padre Alessandro. Lui era il tecnico, l’uomo che con un tocco riconosceva la qualità della pelle. Per noi, cresciuti qui dentro, è stato necessario accelerare, aumentando impegno e competenza. I clienti ci hanno dato fiducia e l’abbiamo chiuso resistendo”.

Per la bottega di Montegranaro la dimensione in questo caso è una risorsa: “Essendo pochi e quasi tutti di famiglia nei momenti più difficili è stato più semplice fare sacrifici, li abbiamo condivisi tutti. Con questo spirito di famiglia, del tutti uniti, entriamo nel 2025 consapevoli che le difficoltà non mancano e che per i clienti potremmo essere un ‘ammortizzatore di costì, perché possiamo fare delle economie che sono invece più difficili per i grandi. Basterà? La qualità del prodotto ci fa ben sperare, vedremo dopo i primi ordini” conclude Laura mentre il fratello torna a firmare i blocchi, i clienti non hanno tempo d perdere.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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