Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Il Festival della Comunicazione approda a Fermo. I Paolini: mitezza e correttezza per informare. Tutti sono comunicatori

20 Febbraio 2025

FERMO – Don Michele Rogante e monsignor Rocco Pennacchio presentano il Festival dedicato alla comunicazione, organizzato insieme con i Paolini, che si terrà a Fermo. “Ogni anno il giorno dell’ascensione, quest’anno il primo giugno, si celebra la giornata delle comunicazioni sociali che viene accompagnato dal messaggio dal Papa” introduce don Michele.

Comunicare è importante anche per la Chiesa: “Ancora resta in ombra tanto bene che attraverso le singole persone si compie. Siamo ancora troppo discreti. E poi è nella nostra missione evangelizzare, quindi comunicare l’esperienza vissuta da Gesù. Ogni comunicazione è una mediazione. Il Papa ogni anno lancia un messaggio”.

Rispetto della dignità dell’uomo e verità dei fatti, questi sono i due perni “della comunicazione cristiana, ma sono anche quelli della comunicazione in generale. Ne sono convinto” ribadisce il vescovo che cita più passaggi del messaggio di Papa Francesco e il suo ‘condividete con mitezza’.

“Dobbiamo disarmare la comunicazione, che a volte sull’onda dello scoop o del sensazionalismo può creare divisione più che comunione. In questo modo si polarizza e individualizza il messaggio, si crea così la separazione tra le persone”.

Una informazione che è condivisione quelal che chiede ai giornalisti locali, incontrati per l'occasione. “Ma soprattutto che veicoli speranza, aiutate ad alimentarla veicolando il bene e l’amore. Non chiediamo di far diventare miele le notizie drammatiche, ma di darle senza esasperazione. Cercando di dare prospettiva e orizzonte”.

Mitezza, speranza e infine, conclude il Papa, parla di cuore. Collaboriamo con i Paolini, che editano Famiglia Cristiana e Jesus, per il ‘Festival della comunicazione’. “Nove giorni in occasione della festa dell’ascensione, una rassegna di eventi che racconteranno i vari linguaggi della comunicazione, dal cinematografico al gestuale, dal manuale allo spirituale, cercando di seguire la traccia della mitezza e della speranza” ribadisce Pennacchio.

Un’equipe al lavoro con Adolfo Leoni, don Enrico Brancozzi, Annalisa Cerretani e Chiara Curi per preparare la ventesima edizione del Festival. “Verrà coinvolto tutto il territorio diocesano, gli eventi toccheranno Civitanova, Montegiorgio e tanti alti comuni, non solo Fermo” chiarisce don Michele

Suor Cristina e don Ampelio Crema rappresentano i Paolini, sono loro i fondatori del festival partito da Salerno 20 aanni fa: “L’unica giornata voluta dal Concilio Vaticano II è quella delle comunicazioni sociali. Noi Paolini viviamo nella comunicazione, abbiamo case editrici, testate, tv e radio che si mettono a disposizione per riempire di contenuti questo giorno”.

Un festival itinerante, che ogni anno parte da zero e cerca di dare spunti anche agli uffici territoriali. Cinque sono i temi che verranno focalizzati: “Fermo ci ha risposto con entusiasmo quando abbiamo posto le cinque vie: conoscenza, linguaggi, che sono tanti e diversi, bellezza (le risorse artistiche e paesaggistiche), aggregazione, solidarietà. Vogliamo che il festival faccia emergere i germogli di speranza, cercando di non essere aggressivi nel modo di informare, cercando di dare spazio alla mitezza che è come una farfalla”.

Comunicare è aprirsi all’altro, il festival a Fermo deve richiamare sul creare ponti e non sull’alzare muri, di puntare sulla cultura della cura e la comunicazione non ostile. “Ci sono speranze che vanno scoperte”

Appuntamento dal 30 maggio all’8 giugno, ci saranno anteprime e mostre. “Coinvolgeremo scuole, parrocchie e tanti giovani prima dell’evento”. La città ci crede, lo conferma l’assessora Annalisa Cerretani: “Questa è la chiesa, la vogliamo vicina e protagonista. Noi siamo sempre pronti quando si può far conoscere al meglio il nostro territorio, in cui abbiamo bisogno di operatori di pace. Anche noi politici dovremmo cercare di esserlo”.

Lo slogan del festival è ‘Accendiamo la speranza, una diversa comunicazione è possibile’. Consigli utili li lasciano i paolini: “Attenzione alle fonti e alla verità, saper dire le cose con mitezza e non con arroganza. Non insistere sull’onda emotiva che trasforma un piccolo scandalo in qualcosa di enorme. Saper essere maestri di informazione, non ‘terroristi’ dell’informazione”.

Si parlerà di tante problematiche, "una sfida è riuscire a svegliare negli insegnanti e nei genitori sull’utilizzo dei mezzi. Il cellulare è una Ferrari senza patente, bisogna educare”.

Ma chi sono i comunicatori per i Paolini? “Per noi ogni persona lo è. Cerchiamo di toccare ogni target, dai bambini, che coinvolgeremo ad aprile, fino ad arrivare ai giovani e agli adulti. Tutti possono essere comunicatori e noi li raggiungeremo con ogni linguaggio”.

Che non può essere quello delle 4 S che animavano i giornali, ovvero sesso, sangue soldi e sport “L’unica S che userai è quella di speranza. Tornando all’inizio, la parola ‘mitezza’ indica anche altro: non è solo approccio pacato, è ponderazione, gentilezza e attenzione prendendosi i tempi giusti. Allarghiamo lo sguardo e impariamo a contestualizzare quello che viviamo con quello che c’è fuori. Fatelo anche a livello locale” l’appello finale del vescovo Pennacchio.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram