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Il 'contemporaneo' Puccini e il coraggio di regista e direttore: la Madama Butterfly pronta a stupire Fermo

3 Aprile 2025

FERMO – La lirica si riprende il teatro dell’Aquila, che è da sempre la sua casa. Dopo la prima a Fano, sabato alle 21 arriva la Madama Butterfly di Puccini. Opera resa possibile dalla Fondazione Rete Lirica in cui debutta la direttrice artistica Stefania Donzelli al fianco della nuova direttrice Caterina Pierangeli.

Fondazione nata per produrre e oggi sempre più riferimento anche nella formazione. “Ci crediamo a tal punto nella formazione che è nata Rete Lirica Academy, un progetto che vuole avvicinare giovani anche di fuori regione. E lo facciamo con delle audizioni. Un’Accademy di perfezionamento per chi vuole lavorare nell’Opera. Cerchiamo ruoli minori da inserire e formeremo anche giovani cantanti per debutti” introduce la direttrice.

A Fano sono partite le prime audizioni e già abbiamo individuato dei cantanti che potrebbero debuttare nella prossima stagione. Si sono presentati 27 candidati di  ‘buon livello’ giudicati anche dalla professoressa Donzelli. Partner di questa operazione di formazione è Confindustria Ascoli, anche dal punto di vista economico. “Più spazi per i giovani, vogliamo formare artisti che poi magari gireranno per le scuole”.

RETE E FORMAZIONE

Debutto sold out per il capolavoro di Puccini a Fano. "Seconda uscita a Fermo dove, grazie al progetto di Fondazione Marche Cultura e Rainbow, verranno girate delle immagini per un cortometraggio da presentare a Osaka durante l’Expo per far emergere l’aspetto culturale ed estetico della regione. Per fermo è un’ulteriore vetrina" riprende l'aassessora Micol Lanzidei.

 “Un capolavoro di sentimenti in cui la protagonista mette in mostra le sue capacità di amare. Il cast ha risposto al meglio, con Vittoria Yeo che rende nel miglior modo la protagonista. È una Butterfly che prende l’anima” ribadisce Pierangeli.

Il presidente Francesco Ciabattoni riparte dall’Accademy, per far capire come la Rete Lirica si muova su progetti chiari, per arrivare all’opera. “Noi coinvolgiamo i giovani, con l’anteprima, e poi incontriamo tutta la popolazione nelle serate ufficiali in cui si respirano sentimento, bellezza e specificità. Se non ci fossero, non avrebbe senso fare lo spettacolo. Siamo unici perché ci muoviamo 360 gradi, dai ragazzi ai migliori artisti”.

Dal regista ai musicisti passando al direttore, Puccini rivive al meglio. “Noi vogliamo muovere la sensibilità delle persone” prosegue Ciabattoni.

Una tematica attualissima, l’incrocio tra culture differenti che si ritrovano. L’opera lirica permette di coinvolgersi e di ragionare su questioni anche di attualità. “La Rete lirica sta crescendo nei rapporti e con Confindustria, ci interessa il rapporto con il privato per le risorse e per l’incrocio di progetti” ribadisce il presidente.

DENTRO L’OPERA

La soprano Donzelli è entusiasta del progetto sulla formazione: “I ragazzi sono abituati a spettacoli di diverso tipo, ma i sentimenti eterni dell’opera li conquistano. Puccini è un compositore del 900 con tematiche attualissime, seppe raccontare soprusi, stupri e femminicidi, purtroppo siamo in piena attualità”. Il tutto sarà reso con grandi artisti e costumi ricercati affidati al regista Bonajuto e al direttore d’orchestra Della Sciucca.

“La prima ha ricevuto otto minuti di applausi, a riprova della capacità del sistema Fondazione Rete Lirica di agire, anche ora dopo pochi mesi dal rinnovo dei suoi vertici. Vogliamo dare spettacoli di qualità sempre più alta, per cui ci servono contributi e risorse. Siamo impegnati anche su questo tavolo” ribadisce Giulio Cesare Pascali, consigliere del Cda in quota Fermo.

“C’è una grande ricerca al dettaglio. Ci siamo mossi in un Giappone di inizio 900, quello di cui non si conosceva poi molto. Sempre seguendo il modello della grande Renata Scotto. Un’Opera in cui tutti recitano e in cui ognuno dà senso anche quando no canta, ecco il dettaglio cinematografico”.

L’Opera deve cambiare, deve diventare moderna. Lo sa bene Cesare Della Sciucca, giovane direttore d’orchestra: “Il compito dell’artista è quello di dire qualcosa di nuovo, altrimenti non saremmo in scena son Puccini. Serviamo la partitura, il nostro compito è capire quello che vogliono dirci e trasformarlo uno spettacolo fruibile nel 2025. Non basta il cantante che si mette davanti e canta, il pubblico vuole scoprire e vedere lo spettacolo. Per questo abbiamo avuto il coraggio di fare scelte non convenzionali, ma a mio avviso se Puccini, che seguo da ragazzino, avrebbe apprezzato: deve esserci teatro.

Ci vuole coraggio, quello che ha messo sempre Giovanni Di Stefano, presindete e direttore artistico dell’Opera Giocosa di Savona, partner della produzione delle ultime tre opere messe in scena nelle Marche. “insieme – conclude proprio Di Stefan - dobbiamo svecchiare il mondo della lirica, partendo dalle figure apicali. È questo un impegno che dobbiamo avere”.

In scena ci saranno 52 elementi di  orchestra, 25 coristi, 5 figuranti, 10 solisti. E poi una trentina dietro le quinte: “Superiamo i 150 lavoratori, è una macchina complessa ma di grande risultato” conclude il regista.  Biglietti ancora disponibili e acquistabili (8-50 euro) alla biglietteria del teatro dell’Aquila.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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