AMANDOLA – Tra i tanti requisiti necessari peer diventare un ‘Villaggio montano’ certificato dal Cai, il Club Alpino Italiano, ce ne è uno che deve fare particolarmente piacere al sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli.
Nell’accordo firmato che porta la città dei Sibillini dento il progetto ‘Vimont’ si legge: “Località che favoriscono condizioni economiche e sociali adeguate alle persone che ci vivono, con lo scopo di favorire la vita in montagna in tutte le stagioni dell’anno”.
Con queste parole il Cai certifica l’impegno a mantenere viva la comunità dei Sibillini. Ma non solo, perché altro criterio fondamentale, che il sindaco Marinangeli sottolinea soddisfatto, è che tutto questo viene fatto “attraverso sostenibilità ambientale, pianificazione turistica responsabile ed economia circolare”.
D’ora in poi Amandola fa parte di un ristretto circuito che si basa sul motto ‘Abitare, vivere la montagna, non sfruttarla’. I Villaggi Montani certificati dal Club Alpino Italiano sono stati presentati durante gli Stati Generali del Turismo Outdoor e per la prima volta si aprono a Marche e Abruzzo grazie agli inserimenti di Amandola e Cansano.
“Amandola e Cansano hanno preso una decisione coraggiosa, e hanno scelto di seguire un percorso di qualità, evitando le soluzioni facili e commerciali che spesso sembrano più attraenti. I risultati arriveranno, ma richiederanno tempo, e saranno visibili nel medio-lungo termine. Il CAI sarà al fianco di questi Comuni, sostenendoli con tutte le sue forze” spiega il vicepresidente del Club Alpino, Giacomo Benedetti.
La commissione ha studiato la città dei Sibillini. I certificatori sono rimasti conquistati dal centro storico, dai suoi portici e dalle chiese. Le caratteristiche hanno fatto anche dimenticare che si trovi aa soli 550 metri di altitudine, perché proprio per la sua posizione conformazione è stata considerata la porta di accesso ai Sibillini, per chi vuole raggiungere Garulla Superiore e Inferiore, Campolungo e i vari sentieri che permettono di arrivare in vetta al Monte Amandola e a Castel Manardo.
Ma non solo, perché, sottolinea il CAI, è sempre dalla città guidata da Marinangeli che si può arrivare a Montefortino e Montemonaco per poi perdersi tra l’Infernaccio e il Vettore. Il Cai ha anche riconosciuto la volontà del comune di fare parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, senza paura di limiti o vincoli, ma perché convinti dal potenziale della natura.
A tutto questo si aggiunge la capacità di reazione post sisma e le politiche adottate, su tutte Sibillini Romantici e il museo del Paesaggio. Amandola è così parte di una rete che, spiega il CAI, “ha lo scopo di preservare le tradizioni locali, incentivare il turismo responsabile e favorire lo sviluppo di comunità montane che, pur rimanendo fedeli alle proprie radici, possano affrontare le sfide del futuro”.
Con Amandola e Cansano tra i Villaggi Montani ci sono Balme e Crissolo in Piemonte, Paularo in Friuli, Triora in Liguria, la Valle di Lozio in Lombardia e la Val di Zoldo in Veneto. Ma anche i Villaggi degli Alpinisti: i centri altoatesini di Mazia/Matsch in Val Venosta e di Longiarü/Campill in Val Badia.
r.vit.