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FermoTech raddoppia: sedi a Montegiorgio e Massa Fermana. "Portiamo tecnologia e innovazione nelle Pmi"

28 Marzo 2025

MONTEGIORGIO - Innovazione, territorio e sinergia. È il giorno del MontegiorgioTech, ufficialmente FermoTech Extended. È l’ingresso delle università nel comune guidato da Michele Ortenzi, ma anche di Massa Fermana, che è partner dello sviluppo.

“Siamo qui grazie al sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, che mi raccontò di un bando per i comuni del cratere da preparare insieme con le università. La prima telefonata al professor Michele Germani, vero ideatore del percorso di ricerca, e poi il successo: finanziamento ottenuto” spiega Ortenzi.

Un laboratorio di ricerca e sviluppo a servizio delle aziende del territorio e, si spera, di giovani che vogliono portare le loro competenze. Non a caso ci sono anche altri sindaci all’inaugurazione, da Montappone a Rapagnano, passando per Monte Vidon Corrado e Servigliano. E poi le associazioni di categoria con i rispettivi vertici: Luciani, Confindustria, Menichelli, Confartigianato, Tomassini, Cna.

L’OBIETTIVO

“Abbiamo un tessuto imprenditoriale pronto ad affrontare il futuro con visione e investimenti. Noi oggi  offriamo una nuova opportunità”. Gli obiettivi sono chiari: rivitalizzazione del tessuto industriale del cratere, formazione degli addetti sulle nuove tecnologie, introduzione laureati e ricercatori nelle aziende, supportare la nascita di start up e spin off. “Saremo partner attivi del momento imprenditoriale presente, portando tecnologie e competenze per gli addetti, ma cercheremo di favorire lo sviluppo grazie a servizi avanzati” precisa Germani che metterà a disposizione dottorandi, assegnisti e ricercatori.

Per realizzare tutto questo è stato ottenuto un finanziamento, via Bando Sisma per il trasferimento tecnologico, di 5milioni di euro, il 50% alla Politecnica, il 16% per ognuno degli altri tre partner.

Il progetto è finanziato per tre anni, se andrà come previsto, poi confluirà dentro FermoTech, che si è dotato da tempo di una vera società. “Coesione, sviluppo e nuove generazioni: tre pilastri dietro questo progetto che ha grandi potenzialità. L’innovazione tecnologica è fondamentale per il distretto del cappello, che rappresento, se ben abbinata alle competenze umane. Per questo a Massa ci sarà un secondo laboratorio” riprende Gilberto Caraceni che ha investito nell’acquisto di una ex fabbrica in pieno centro per cui è prevista una completa ristrutturazione e poter realizzare aule e laboratori dedicandogli 300 metri quadri.

UNIVERSITA’ PARTNER

Le Università sono convinte di aver fatto la scelta giusta. Per il rettore Univpm, Gian Luca Gregori, “innovare e mettere in atto i meccanismi di trasferimento tecnologico in maniera efficace per raggiungere il sistema delle Pmi: è la strada vogliamo creare ecosistemi per l’innovazione”. L’Unicam si è affidata a Andrea Polini, responsabile ricerca: “Noi partiamo da un territorio complesso, per noi fare sinergia è fondamentale. Siamo convinti che ogni ateneo avrà vantaggi, siamo davvero per la open innovation. Portiamo intelligenza artificiale e progettazione come prime competenze, in modo da aiutare così il territorio ad arrivare in Europa”.

Infine l’Uniurb con Giovanni Piersanti, delegato alla ricerca: “Qui si promuove l’innovazione e si sostiene la crescita economica, puntiamo sul settore chimico-biomedicale. Speriamo davvero di supportare studenti e dottorandi e farne una vostra grande risorsa”.

Immancabile è la regione, lo conferma Andrea Putzu, consigliere e assessore ombra del Fermano: “Avere a fianco il commissario Castelli è fondamentale. Oggi facciamo festa, ma sono i prossimi che diranno se siamo sulla strada giusta per avvicinare i giovani alle imprese”.

In queto momento ci sono stanze ben arredate, in futuro molto di più. lo chiarisce Michele Germani: “Un milione di euro servirà per acquistare software e strumenti, ma dopo esserci confrontati con le associazioni di categoria. Questo fino a maggio 2027, quando si chiuderà il progetto, che sono certo proseguirà dentro FermoTech che farà ddi Montegiorgio e Massa sedi periferiche stabili. Il tutto in attesa delle vere sedi dove poter installare macchinari più grandi”.

Come accaduto aa Fermo sotto la guida di Paolo Calcinaro: “Anni fa partimmo da un’idea illuminante di Gianni Della Casa (ex dirigente, ndr), ma con la volontà del comune di investire parte del bando vinto, da 6 milioni di euro per la strategia urbana, in altro che non fossero edifici. Decidemmo che il Comune dovesse fare qualcosa per le imprese, consapevoli che se cresce il tessuto economico, si riducono i problemi sociali. da qui l’idea del centro di ricerca. E quando è uscito il bando sisma, con Ortenzi ci siamo confrontati e abbiamo pensato a Montegiorgio come porta sulla Valtenna”.

IL FUTURO

Sempre affidandosi a Roberto Bedini, titolare di Nextlab, il partner privato: “Oggi FermoTech è società e organismo di  ricerca, avendo ottenuto l’accreditamento ministeriale. Non siamo una seconda università, ma siamo finalizzati allo sviluppo di ricerche industriali per il trasferimento tecnologico. Il che significa occuparsi di giovani, start up, aziende, formazione: il perimetro di azione è complesso, articolato e ampio”.

Risuona spesso la parola innovazione, che deve interessare le aziende ma anche gli enti locali. come ricorda a tutti il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli: “Un mio obiettivo è quello di abbinare la ricostruzione dei luoghi alla rinascita delle comunità. Per farlo servono giovani e lavoro. Dare ai laureati e agli studenti in generale una prospettiva è decisivo, dobbiamo evitare che se ne vadano. Di certo non sono io a governare la demografia, ma – prosegue castelli chiudendo la mattinata di inaugurazione dei laboratori – ma possiamo provare a mitigare quanto accadde. Abituare imprese e imprenditori all’innovazione è un compito collettivo. Ripartiamo dalle parole di Draghi in Senato, l’Italia ha investito poco in questo settore e questo ci costa come dei dazi al 45%. Credo in questo progetto, l’ho sostenuto e mi auguro che verranno presto  raccolti i frutti”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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