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Dazi, le aziende hanno paura. "Le Marche perderanno 200milioni". Calcinaro: "L'elezione di Trump è stata festeggiata troppo"

2 Aprile 2025

Sei aziende italiane su dieci sono preoccupate delle conseguenze per l'export dei dazi americani. Le associazioni di categoria ne parlano da tempo, la politica si è improvvisamente accorta che le conseguenze saranno pesanti. E anche i dazi, paradossalmente, sembrano diventare una questione di destra e sinistra, quando è invece pura e semplice economica, con conseguenze quantificabili.

Secondo uno studio condotto dall'Università di Macerata per le Marche si prevede un impatto pari allo 0,2% del Pil nel 2025, si tratta di oltre 200 milioni di euro. Attualemente il mercato americano vale il 3% del Pil e il 9% dell'export. In generale tra i settori più colpiti: prodotti agroalimentari, tessili e macchinari. "Meno domanda, calo della produzione, quindi meno lavoro e profitti, con conseguenze sul reddito disponibile delle famiglie e delle società" spiegano i professori di Macerata.

Uno studio commissionato dalle Camere di Commercio, secondo un'elaborazione di Promos Italia su dati Istat, evidenzia che per l'anno 2024 valgono 91 miliardi gli scambi tra Italia e Usa nel 2024, in calo dell'1,9% rispetto all'anno 2023. In particolare, cala del -3,6% l'export italiano, da 67 miliardi nel 2023 a 65 miliardi nel 2024. L'import in un anno cresce del 2,6%, da circa 25 miliardi nel 2023 a circa 26 miliardi del 2024.

C’è anche un 45,6% delle imprese che ritiene che la nuova amministrazione americana non influirà sulle loro strategie, al contrario il 22,8% si vorrebbe espandere verso mercati emergenti come Sud-Est Asiatico, Africa, America Latina e Medio Oriente. “Lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le diverse aree geografiche. Per le imprese italiane - ha spiegato il presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo - significa che l'export verso gli Stati Uniti e altri mercati chiave continuerà a rappresentare un pilastro”.

Da qui le prese di posizione anche concilianti, come quella del ministro al Made in Italy, Adolfo Urso: “Chiediamo all’Europa di agire con responsabilità al fine di evitare una escalation, che accrescerebbe il danno. La soluzione non è quella di reagire ma di predisporre una politica strategica industriale che restituisca competitività alle nostre imprese e, nel contempo, aprire nuove strade con accordi bilaterali, per esempio con l'India e i paesi emergenti nell'Indo-Pacifico, dopo quello con il Mercosur”.

Per il Paese, il Made in Italy vale 750 miliardi di euro, 430 miliardi sono di esportazioni. “L'Italia è diventato nel 2024 il quarto Paese esportatore al mondo, superando Corea del Sud e Giappone. Ora è il momento di consolidare questa posizione, cogliendo le opportunità offerte dalle economie emergenti come India, Indonesia e Malesia e accelerando la digitalizzazione dei processi produttivi”.

Più critica l’onorevole del Pd marchigiana, Irene Manzi: “La politica protezionistica di Trump metterà in ginocchio le nostre aziende e a rischio posti di lavoro. Per questo, l'atteggiamento accondiscendente della premier ci preoccupa enormemente. I dazi faranno malissimo al sistema produttivo del nostro Paese. Per quanto riguarda le Marche. Chiediamo al Presidente Acquaroli e alla sua Giunta di farsi sentire come, peraltro, stanno facendo altri governatori: non si può sacrificare il nostro tessuto produttivo sull'altare di un'alleanza politica con l'amministrazione Trump che sta volontariamente penalizzando tutta Europa”.

Critica arriva anche da Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo ben visto da Acquaroli: “Da oggi, legittimamente, Trump inserisce i dazi su tutti i prodotti esportati negli Usa provocando sicuramente un colpo a molte nostre aziende e quindi alla crescita italiana: forse era meglio tenere un profilo più basso quando se ne festeggiava l'elezione. Segno di una politica nazionale ormai tarata sempre più per fare colpo sull'elettorato al momento”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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