FERMO – I dazi al 20% sono arrivati. Dopo tante parole il ‘Liberation day’ di Donald Trump è realtà. Le implicazioni per l’Europa, e l’Italia, sono molteplici. Peer quanto riguarda la moda, la presidente di Confindustria Accessori Moda, Giovanna Ceolini, non nasconde la preoccupazione. Per il nostro settore, gli Stati Uniti valgono quasi 3 miliardi di export, dato in calo rispetto al 2023 visto che era al 3,5. È inevitabile che questi dazi, aumentando i costi per i consumatori americani, provocheranno una riduzione della domanda per i nostri prodotti, con conseguenze negative per le nostre imprese e per i posti di lavoro”.
Si è entrati in piena guerra commerciale “che farà danni da entrambe le parti” ribadisce convinta Ceolini. Che poi lancia un appello a Italia ed Europa: “Devono rimanere compatte per tutelare le aziende. Il nostro settore, già messo a dura prova da difficoltà economiche e incertezze geopolitiche, non può permettersi un ulteriore ostacolo: per questo confidiamo in un intervento tempestivo ed efficace delle istituzioni europee”.
L’impatto sulle Marche lo ha analizzato nel dettaglio Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli guidata dal segretario Menichelli e dal presidente Mengoni. “Prevediamo un calo dell’export del 16,8% a livello italiano, considerando che le Marche sono la sesta regione in Italia per grado di esposizione sul mercato statunitense, si comprende l’impatto”.
I settori più coliti saranno l’agroalimentare, in particolare il vino, che tra l’altro stava crescendo. E poi la moda che già soffre cali tra il 3 e il 4% nel Maceratese e nel Fermano. Infine, l’automotive, che avrà un impatto sul Piceno, decima provincia italiana per export verso gli Usa in questo settore.
Una soluzione, peer dialogare con gli americani, “è quella di confermarsi partner affidabile e magari collaborare negli acquisti di beni per la difesa (tema di grande attualità) e applicazioni di tecnologie digitali, creando così una bilancia che porti benefici ad entrambi i paesi”.
Resta poi la sfida dei nuovi mercati. “I negoziati in Ucraina ci auguriamo portino almeno ad una tregua duratura e alla ripartenza commerciale con tutta quella zona dell’est Europa. C’è poi la crescita del mercato interno legato ai flussi turistici, nelle Marche la spesa di chi arriva dall’estero è cresciuta del 42,5%. Tra accoglienza e vendita di prodotti, possiamo e dobbiamo migliorare” la chiosa di Menichelli e Mengoni.
r.vit.