ANCONA - Quasi 4.200 operatori e più del 28% dei terreni coltivati nelle Marche sono sotto il segno del biologico e contribuiscono a rendere la nostra regione tra le più green d'Europa.
Questi i dati che sono stati presentati al Sana di Bologna dalla presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni che è anche la referente nazionale di Coldiretti Bio e ha così incontrato oggi il ministro alle Politiche Agricole, Francesco Lollobrigida. Una presenza, quella del biologico, che dai campi si trasferisce poi sugli scaffali e nei mercati contadini che si stanno gradualmente affermando come un nuovo canale di vendita.
Secondo l'indagine su "il biologico e i mercati contadini" condotta da Ismea assieme a Coldiretti Bio e Campagna Amica che fotografa un fenomeno nuovo ma dagli enormi margini di crescita, divulgata in occasione del Sana di Bologna, alla presenza della presidente di Coldiretti Bio Maria Letizia Gardoni. "Le Marche – spiega la presidente Gardoni – hanno già raggiunto l'obiettivo del 25% di superficie agricola biologica fissato dalla strategia europea nell'ambito della Strategia Farm to Form entro il 2030.
Il biologico deve tornare a restituire piena centralità all'agricoltore e al suo ruolo di innovatore, sia nelle tecniche produttive che nelle dinamiche commerciali di filiera, rilanciando il rapporto diretto tra agricoltore e consumatore anche nel biologico, come elemento essenziale per uno sviluppo dei territori e delle comunità".
La nostra regione è seconda solo al Trentino Alto Adige per incidenza di attività biologiche (114 per milione di abitante secondo l'ultimo report BioBank) e dietro all'Emilia Romagna per la ristorazione (17,5/milione di abitanti). Una media superiore anche per quel che riguarda la presenza di aziende biologiche all'interno dei mercati di Campagna Amica. Mentre la percentuale di aziende bio presenti nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia è al 12%, nei mercati coperti dei capoluoghi marchigiani si raggiunge il 20%.