*Siamo consapevoli che i 226 esuberi previsti sui 500 dipendenti non possono essere accettati così come ci sono stati rappresentati: sui prossimi tavoli ci aspettiamo che Beko faccia delle aperture significative e che il piano industriale dia una prospettiva vera a questo territorio.
Laddove non c’è salvaguardia e conservazione di ricerca e sviluppo, c’è un segnale preoccupante per il distretto marchigiano e umbro, che chiaramente vogliamo difendere. Questi stabilimenti rappresentano la storia industriale del Centro Italia. È irrinunciabile per noi difendere il distretto fabrianese che ha insegnato all'Italia e all'Europa il modo di fare industria, come realizzare elettrodomestici.
Bisogna restare uniti e coesi nella difesa del lavoro degli impiegati e degli operai, delle sedi e dei siti produttivi della nostra regione. Siamo al fianco dei lavoratori per la tutela dell'occupazione e di un distretto che ha fatto la storia della manifattura marchigiana e italiana nel mondo. Un patrimonio che difenderemo restando compatti.
La trattativa sul piano industriale prosegue senza sosta: ora è cruciale la salvaguardia del settore impiegatizio di Fabriano e di quello della Ricerca e Sviluppo, la cui tutela è essenziale per il distretto marchigiano e dell'intero Centro Italia. Questi siti rappresentano la storia dell'industria e siamo certi che possano avere un ruolo strategico per la Beko su scala europea ed anche globale.
Per questo, continuiamo a lavorare insieme al Governo ed il Mimit affinché si costruisca una soluzione sostenibile. Li ringraziamo per i passi avanti finora compiuti e per il grande impegno da subito dimostrato in questa vertenza di cui hanno compreso la portata per il nostro territorio.
Gli esuberi non sono accettabili: ci aspettiamo che Beko riveda il piano industriale garantendo una prospettiva concreta per questo territorio. Il Governo e la Regione sono pronti a mettere in campo politiche attive per sostenere l'occupazione, ma questo distretto e il patrimonio che esso rappresenta ed esprime per noi è irrinunciabile e ha ancora tantissimo da dare a livello globale.
Lo ribadisco, il nostro primo obiettivo è combattere per migliorare ulteriormente il piano industriale, salvaguardando tutti i posti di lavoro, che il distretto non sarebbe in grado di riassorbire, e garantendo competitività. Restiamo uniti: la nostra manifattura ha un grandissimo valore che continueremo a far valere in ogni sede.
*Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche