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Profumi e colori. A spasso per Servigliano, dove il Medioevo riempie tutti i sensi

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Serate imperdibili tra cibo e spettacoli, in attesa della Quintana, per il cinquantennale del Torneo Cavalleresco Castel Clementino.

di Raffaele Vitali

SERVIGLIANO – Varcare uno degli accessi di piazza Roma significa entrare in uno spazio temporale completamente diverso da quello vissuto percorrendo la Faleriense. Il medioevo, per la precisione il 1450, accoglie il visitatore che sceglie Servigliano per qualche ora della sua giornata. I giorni di Castel Clementino, la quintana in cui i rioni si sfidano per la conquista del Palio, cambiano volto alla città ideale progettata da Virginio Bracci nel 1771.

“Non si può parlare di giorni per la Quintana, perché a Servigliano la viviamo tutto l’anno. È dentro di noi, la respiriamo”. Le parole di Maurizio Marinozzi, ex sindaco e oggi motore organizzativo del 50ennale come presidente dell’Ente torneo cavalleresco, racchiudono il segreto del successo di questa rievocazione storica. Che rispetto alle altre si contraddistingue per la cura dei dettagli, ma soprattutto per la serata delle taverne medievali. Una cena che diventa un evento, con tanto di chef giurato, che spinge i rioni a cucinare piatti medievali, esclusivi per l’occasione, servendo a tavola in abito d’epoca e facendo mangiare i fortunati che hanno prenotato un posto con posate di legno.

Tra le tavole imbandite si muovono i rionanti, ma non basta, perché il banchetto medievale era anche festa con balli, cornamuse e combattimenti. E in questo l’organizzazione che abbina la Pro Loco a Roberto Frinconi funziona. Nel cuore della piazza l’Antica fiera di arti e mestieri crea il clima ideale tra alabarde, profumi e ninnoli di pelle, con le immancabili cartomanti che provano a regalare un sogno a chi sceglie di sfidare la sorte. Nei quattro angoli, invece, Porta Marina, Porta Navarra, Santo Spirito e Ponte Vecchio in attesa della quintana si sfidano a colpi di zafferano, porcini, maltagliati e cinghiale, così morbido che il coltello serve solo per le foto degli instagramers.

Con il costume d’ordinanza gira per la piazza il sindaco Marco Rotoni, accompagnato per una sera dall’ospite d’eccezione che deve giudicare un piatto medievale per rione: Enrico Mazzaroni. “Uno chef deve lasciare la sua cucina solo per occasioni importanti, questa lo è” precisa il re del Tiglio Invita che dai Sibillini è sceso sula costa dopo il sisma. Ad animarlo la curiosità e anche la voglia di ricercare nuove ricette. “Giorni che uniscono i sensi in cui cerchiamo di superare ogni anno il livello raggiunto. Cresce la ricerca, grazie anche al supporto di professori, cresce la cucina, con cuochi che durante l’anno fanno altro ma che per un giorno si trasformano in perfetti cuochi medievali” aggiunge il magnifico messere Rotoni. E Mazzaroni, con il suo immancabile sorriso, annuisce: “Piatti ben fatti, c’è grande ricerca e anche abbinamenti particolari. Una cena stupenda”.

Ogni rione dà il massimo, sapendo che quando si tratta di cucinare è Paese Vecchio, che da trent’anni ha affidato il rione a Giancarlo Ferretti, che sta un passo avanti. Come si sa che Santo Spirito è il rione più vittorioso grazie al leggendario cavaliere Gianfranco Ricci, “anche se da troppo tempo non esultiamo” ricorda il console Marco Rossi.

Il bello di passeggiare a Servigliano durante la Quintana è che c’è una festa ogni sera fino alla giostra di domenica pomeriggio con, però, due imperdibili appuntamenti: i Gams, tra fuochi e bandiere, venerdì e il corteo storico sabato sera. Certo, per capire davvero il senso di questa rievocazione, in cui il cavaliere più veloce e preciso infilerà gli anelli sorretti dal moro, servirebbe una guida. Se passeggiando incontrate Stefano Pompozzi, l’uomo dei cavalli per i serviglianesi, il presidente di Marcafermana e spalla in Provincia della presidente Canigola per tutti, fermatelo e fatevi incantare tra aneddoti e curiosità. “Vivere le taverne è un po’ come stare nel backstage della Quintana, qualcosa di unico per capire il senso di appartenenza che - spiega Pompozzi - unisce giovani e non, che fa sentire Servigliano, per almeno due settimane, il centro di tutto”. Ancora più di quanto già lo è chi ha scelto come campo di gioco un otto, simbolo dell’infinito e del senza tempo, che cavalieri e fantini, solo top class in azione tra cui il serviglianese Cordari, devono invece fermare prima possibile giro dopo giro e poter così incrociare il sorriso della propria dama, come successo passeggiando a tanti turisti che hanno incontrato tra le bancarelle antiche il volto di Sara Fagiani, dama di Porta Marina.

@raffaelevitali

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