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Strage di faggi e frassini all'Infernaccio. Ciaffaroni tuona, i carabinieri sequestrano

carambaforestali

Il paradosso è che l’operazione, mal eseguita, era stata autorizzata dall’Unione Montana e dal Parco dei Sibillini, al fine di rimuovere del legname accumulatosi nella zona in seguito ad una valanga.

MONTEFORTINO – “L'ennesimo scempio di natura ambientale nel territorio dei Sibillini - sottolinea Ciaffaroni - commesso da gente che non conosce questa terra e che non può quindi svolgere lavori di estrema delicatezza all'interno di aree protette. Noi siamo per la salvaguardia delle attività tradizionali, a patto però che esse vengano pianificate ed effettuate dagli abitanti del luogo, i quali sono a conoscenza di tutte le procedure per la conservazione di questi splendidi siti”. Il sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, li avrebbe presi e cacciati senza tanti salamelecchi, se solo avesse potuto.

Un caso scuola quello accaduto pochi giorni fa nelal zona dell’Infernaccio dove sono entrati in azione gli uomini della Stazione Carabinieri Parco che hanno sequestrato ben 400 quintali di legname in seguito ad una sconsiderata operazione di taglio a raso all'interno di un bosco d'alto fusto. “Le piante appartenevano a diverse specie tra cui acero montano, faggio e frassino, situati in un'area boschiva di circa 3.000 metri quadri” spiega il sindaco.

Il paradosso è che l’operazione, mal eseguita, era stata autorizzata dall’Unione Montana e dal Parco dei Sibillini, al fine di rimuovere del legname accumulatosi nella zona in seguito ad una valanga. Di fronte allo scempio, il direttore del parco Carlo Bifulco precisa: “Condanniamo con fermezza tale operazione, che rappresenta un grave danno ambientale nel territorio del Parco e che è avvenuta, inoltre, in un'area appartenente alla Rete Natura 2000. Si tratta infatti di un habitat di interesse comunitario prioritario (bosco di faggio), molto vicino alla zona A riserva integrale del Parco, quindi ad elevato livello di tutela”.

L’intento del parco era di eliminare pericoli, visto l’alto numero di turisti: “Ci appelliamo dunque al buon senso di tutti - conclude Bifulco - affinché sia scongiurato il ripetersi di situazioni simili, che possono arrecare un danno non solo al delicato equilibrio biologico del Parco ma anche una profonda ferita ambientale per tutto il territorio”.

Ciaffaroni è stato quello che si è accorto prima di altri di quello che stava accadendo e per questo chiede nuove politiche: “È sconcertante che chi ha il compito di gestire delle aree demaniali così importanti e di tale livello naturalistico, ossia la comunanza agraria di Rubbiano, si avvalga di tali sistemi di lavoro e di soggetti che, evidentemente, non sanno come si amministra l'immenso patrimonio boschivo dei Sibillini. Quanto avvenuto sull'Infernaccio - conclude Ciaffaroni - è una grave ferita per tutto il territorio. Vigileremo con ancor più forza affinché episodi simili non si ripresentino e perché i responsabili vengano perseguiti a norma di legge”.

Per fortuna l’intervento dei carabinieri forestali ha evitato il peggio: “La nostra tempestiva azione – spiega il tenente Colonnello Roberto Nardi - ha evitato che l’illecito fosse portato ad ulteriori conseguenze con ulteriori danni all’ambiente, in particolare nell'area dell'Infernaccio, di così rilevante interesse naturalistico. I Carabinieri Forestali esercitano nel Parco una sorveglianza capillare del territorio che consente di reprimere con sollecitudine gli illeciti ma soprattutto di prevenirli evitando ulteriori danni all’ambiente”.

Raffaele Vitali

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