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Montegiorgio, fine di un'era: gli Sforza restano fuori dal consiglio e con loro la forza del Pd

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A Montegiorgio c’è un nuovo leader indiscusso ed è Alan Petrini. Volto del centrodestra nell’amministrazione Benedetti, delfino dell’ex senatore Remigio Ceroni, ha collezionato ben 602 presenze.

MONTEGIORGIO – C’era una volta il glorioso Pd di Montegiorgio, prima Ds e prima ancora Pci. Era un feudo, come quello di Grottazzolina e Porto Sant’Elpidio. Era, perché dopo dieci anni di Benedetti e una parvenza di forza mantenuta, tra scissioni, pesante fu lo strappo con Letizia Bellabarba che ieri è passata dalla candidatura allo scrutinare al seggio di Piane, e prove di cambiamento, il Pd è stato annientato.

La bocciatura più clamorosa è quella di Carlo Sforza, segretario del Pd e figlio di Cataldo, da decenni volto della sinistra in paese insieme con Fabrizio Cesetti. E l’assessore regionale ieri sera ha girato a lungo per il centro storico, prima di scomparire nella notte, scesa sulla lista di Marco Ramadori. L’ingegnere, voluto con forza dai vertici del partito montegiorgese, ce l’ha messa tutta. Ha portato idee e pacata consapevolezza di un ruolo complesso. Ma se il giovane cavallo di punta finisce addirittura fuori dal consiglio comunale, fermandosi a 201 voti, era davvero una mission impossible. "Ho speso ogni singolo minuto del mio tempo, mettendo da parte praticamente tutta la mia vita, per un progetto ed un’idea di paese, per e con passione, come sono abituato a fare" scriveva a seggi aperti Sforza, ma non è bastato.Meglio di Sforza jr ha fatto Fabiola Girolami, battagliera consigliera uscente con 220 preferenze, e Massimiliano Gentili con 286. Sono loro, con Ramadori che si siederanno nei banchi di opposizione, affiancati da Simone Vecchi, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

A Montegiorgio c’è un nuovo leader indiscusso ed è Alan Petrini. Volto del centrodestra nell’amministrazione Benedetti, delfino dell’ex senatore Remigio Ceroni, ha collezionato ben 602 presenze. Probabilmente non sarà vicesindaco, gli accordi prevedrebbero altro, ma di certo avrà deleghe pesanti in una Giunta che si preannuncia al femminile se Ortenzi confermerà la volontà di seguire l’esito del voto. E il Pd? Come a livello nazionale a Montegiorgio deve iniziare una vera opera di riflessione, cercando di recuperare chi è uscito ma di certo dando una immagine diversa alla città che ha bocciato prima i nomi che le idee di Ramadori.

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