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Dentro il cantiere dell'Ambro (video). L’arcivescovo Pennacchio: “Celebrerò la messa della notte di Natale nel santuario”

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Progetto finanziato dalla Carifermo. I tanti grazie del sindaco Ciaffaroni, l’uomo capace di rilasciare tutte le organizzazioni coinvolgendo tutti gli enti preposti alla tutela del bene. “Oggi per me è una bella giornata. Ma lo deve essere per le Marche”. FOTO E VIDEO

di Raffaele Vitali

MONTEFORTINO – “Una sfida che la banca locale ha voluto intraprendere”. Un milione di euro per far risorgere il santuario dell’Ambro. “Abbiamo scelto un immobile simbolo per far capire che si può ripartire dal cuore del terremoto, l’epicentro è stato a dieci chilometri da qui”. Si riparte solo investendo e credendoci. L’ingegner Amedeo Grilli, presidente della Carifermo, ripercorre gli step, con il primo fatto dall’ex arcivescovo Luigi Conti. Ma è un ripercorrere che guarda al futuro, alle necessità di una zona che chiede strutture immateriali, dai ripetitori ai sismografici, per poter essere al pari con il mondo.

L’ITER

Dal 19 febbraio si lavora senza sosta, dopo che il 30 giugno 2017 la Carifermo intraprese la strada di investire le sue risorse in un solo luogo “difficile da raggiungere e isolato, nonostante le migliaia di persone che ogni anno raggiungono questo posto”. Da agosto sono partite le campagne di rilievo, il primo settembre la firma della convenzione con l’Arcidiocesi per individuare le opere da realizzare, poi il placet della Regione, il 24 gennaio la chiusura del progetto e il 5 febbraio l’approvazione del progetto da parte del comune di Montefortino. Il 15 febbraio la firma con l’impresa, il 19 febbraio la prima piccozza per arrivare alla chiusura del recupero per dicembre 2018

Da qui la scelta di una tecnologia di recupero all’avanguardia guidata dall’impresa Alessandrini, condivisa dalla Mapei, che ha scelto di lavorare al fianco della Carifermo. “Noi ci siamo ed è questo il luogo da cui deve ripartire la speranza” aggiunge Grilli.

IL VESCOVO

Se Conti ha dato il la, l’arcivescovo Pennacchio, accolto da padre Gianfranco Priori, è il nuovo motore e il protettore del piano di recupero. “Gratitudine” è la parola usata per riassumere il suo pensiero verso la Carifermo. “I luoghi di culto non hanno solo una rilevanza religiosa, quando il Divino incontra l’umano diventa un tutt’uno. Noi possiamo agevolmente dire che è la promozione delle persone che viene incoraggiata, non solo la devozione. Intorno a questo santuario c’è la storia e la cultura di un popolo. Noi diamo un segnale di recupero dell’umano, non solo della struttura”. “Se sarà pronto, la messa di mezzanotte la celebrerò qui. Sempre se i frati me lo concederanno” è la promessa di Pennacchio.

IL PREFETTO

Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro non è voluta mancare: “A me il fine interessa poco, guardo sempre il metodo, che è la via, il modo con cui si approccia una sfida. Poi le cose si raggiungono e si superano, ma lo splendore è dato dal cammino comune, legato alla relazione umana. E questo ho trovato in questo territorio. Il sindaco di Montefortino ha il diritto di avere in questo territorio un santuario così importante, è il più antico delle Marche. E se anche Pennacchio è qui è per un disegno divino. Con la sua apertura darà un valore ulteriore a quello che la banca e la fondazione Carifermo fanno per recuperare un simbolo. E il fatto che un architetto così giovane abbia nelle sue mani il recupero chiave del territorio è un altro simbolo di un territorio che ha qualcosa di speciale”.

IL SINDACO

Il sindaco Ciaffaroni, ribadisce Grilli, in 48 ore è stato in grado di rilasciare tutte le organizzazioni coinvolgendo tutti gli enti preposti alla tutela del bene. “Oggi per me è una bella giornata. Ma lo deve essere per le Marche”. Non è solto dire ‘grazie’ Ciaffaroni, ma oggi parte da qui: “Il primo va all’impresa Alessandrini e all’architetto Giulia Alessandrini e all’ingegner Terzi che dopo la scossa del 30 ottobre insieme all’architetto Cardamone della Sovrintendenza ha messo a repentaglio la vita per mettere in sicurezza questo bene prezioso. Perché il tetto rischiava di cadere”. Poi c’è il grazie a chi ha garantito la sicurezza dei cittadini e a chi ha impedito che i beni venissero depredati “e penso alle forze dell’ordine e alla prefettura”. Il grazie all’Anas: “Oltre al recupero dell’Ambro, ci permetterà la messa in sicurezza della strada per arrivarci”. E poi, per una volta c’è il grazie alla Regione Marche, “sempre sensibile e vicina”, ma c’è anche lo stimolo: “Ora aspettiamo la banda ultralarga che garantisce una mobilità reale. Bisogna agire sulla provinciale 210, il presidente Ceriscioli ha promesso l’intervento di ammodernamento. Bisogna sollecitarlo, perché sono certo che lo farà, altrimenti il mio grazie più grande, quello alla Carifermo, resterebbe strozzato dalla viabilità”.

L’AD VITALI ROSATI

Se tutto si fa è perché la banca locale funziona e ora ha alla guida una donna battagliera, l’Ad Anna Vitali Rosati: “Rappresento le 380 persone, i nostri dipendenti, che da giugno hanno corso un po’ di più, abbracciando l’obiettivo di poter sostenere questa iniziativa, che significa lavorare per un bene comune che parla ai cuori e rafforza l’identità. Questo impegno economico ha dato una motivazione vera alla banca, noi dobbiamo riportare i numeri dopo le azioni, che devono esprimere una politica che vada verso l’affermazione dell’identità dei nostri territori”.

LA SOVRINTENDENZA

L’architetto Cardamone è la riprova che si può lavorare insieme: “In modo romantico ci avviciniamo ad affrontare la ricostruzione e il miglioramento sismico. È accaduto nel 1997, con l’80% degli edifici storici sono crollati o danneggiati. E invece servirebbe un approccio tecnico: va verificato tutto quello che è accaduto. La scadenza del Natale è stata voluta dai cittaidni e dalla caparbietà del sindaco, che ha operato dentro la legalità, ma al limite. La Carifermo non ha fatto solo questo, ma altri interventi, come quello a Sant’Angelo in Piano, chiesa di fine ‘300”.

LA REGIONE e LA PROVINCIA

Il dirigente Orsetti è arrivato a Montefortino. “Il primo intervento lo abbiamo finanziato con 151mila euro. E poi abbiamo seguito il tema della conservazione del patrimonio mobile, attraverso la rete museale dei sibillini che ha portato a Milano i capolavori più importanti con un fine di promozione”. La Provincia ha rilasciato i permessi in maniera tempestiva, “e ci mancherebbe altro”, ma oltre a questo il vicepresidente Pompozzi chiosa con “l’incrocio di due icone del territorio: la Carifermo e il santuario dell’Ambro”.

IL PROGETTO

“Non amo fare annunci, ma in questo caso sì. Perché il segnale deve essere chiaro. Noi dobbiamo arrivare nei tempi e bene”. Le parole di Grilli, presidente Carifermo, sono la benzina dei tecnici.

L’architetto Giulia Alessandrini è l’architetto progettista ed è a lei che spetta la presentazione del progetto che recupera il santuario nato nel 1000, legato alla pastorella che ricevette il dono della parola dopo l’apparizione della madonna. “All’inizio una cappella votiva, poi nel ‘600 la prima chiesa progettata dall’architetto della casa di Loreto con la costruzione della volta e delle cappelle. Nel corso del novecento è stato aggiunto il conventino e negli anni ’30 il campanile con il porticato” spiega.

Il sisma del 30 ottobre 2016 ha danneggiato la volta, con importanti lesioni e un abbassamento di 12 centimetri. Gravi danni anche all’apparato decorativo. “Noi mettiamo in sicurezza il santuario tutelando tutti i beni architettonici e storici. Restauro della volta, delle cappelle laterali, dell’abside, del campanile in modo da poter riaprire il santuario” ribadisce l’Alessandrini.

L’ingegner Diego Damen ha curato la parte strutturale per il miglioramento sismico: “Ripariamo e miglioriamo arrivando a un livello di 0,803”. Il professor Terzi, ordinario di Tecnica delle costruzioni della Politecnica delle Marche è stato invece l’uomo dei sopralluoghi, delle indagini sulla struttura: “La navata è stata fessurata nella parte centrale per tutta la sua lunghezza, la volta ha avuto cedimenti significativi ed era a un passo dal collasso. L’impresa Alessandrini è riuscita a realizzare una messa in sicurezza in tempi rapidissimi. Un intervento propedeutico ai lavori, visto che il ponteggio realizzato per puntellare la volta servirà per il ripristino. Confidiamo di avere la chiesa pronta per la messa dell’arcivescovo alla vigilia di Natale”.

I MATERIALI

La Mapei, presente in cinque continenti, ha preso questo cantiere come luogo di utilizzo dei suoi materiali dedicati al recupero di luoghi simbolo. “Uno dei nostri segreti è pensare globalmente, agendo localmente. Oggi ho sentito vibrare l’anima, un luogo dove la condivisione è vera e non solo digitale. Dopo la basilica di Assisi essere qui è una nuova sfida anche per noi” conclude l’ingegnere responsabile.

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