Uniti anche dopo la morte: a Monte San Pietrangeli il nuovo cimitero è matrimoniale

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Il commissario prefettizio: “Il progetto preliminare è stato deliberato e molto probabilmente il Comune riuscirà a deliberare il progetto definitivo ed esecutivo entro la fine di maggio".

di Raffaele Vitali

MONTE SAN PIETRANGELI – Il riposo eterno, a Monte San Pietrangeli, è garantito per almeno altri 100 anni per 200 defunti. Il commissario prefettizio Francesco Martino, a pochi mesi dalla fine del suo compito, a maggio si vota, ha completato un importante percorso.

“L’ampliamento del cimitero è realtà. Sul tavolo quando sono arrivato c’erano progettualità ma non progetti. Ed erano tutte irrealistiche”. Mentre di reale c’è la grave situazione dei loculi “con una insufficienza quasi emergenziale e quindi ho cercato di lavorare sul come si potesse ampliare il cimitero” sottolinea Martino. “Il progetto preliminare è stato deliberato e molto probabilmente il Comune riuscirà a deliberare il progetto definitivo ed esecutivo entro la fine di maggio. E comunque sarà una nave varata, perché il preliminare è quasi un definitivo” prosegue il commissario.

L’ampliamento sarà quindi realtà entro l’autunno. Una spesa di 290 mila euro per 200 posti salma in più. Sono 160 i loculi, visto che 40 sono matrimoniali. “Il progetto si autofinanzia, visto che la concessione di 99 anni, viene pagata da ogni cittadino, che prenota il suo posto con una caparra di 500 euro”.

Il progetto in realtà è stato il lavoro minore, perché il problema principale è stato dato dal terreno in cui si terrà l’ampliamento: “Il mio plauso va al dottor Bonelli, segretario comunale, che si è trovato di fronte a un’area che non risultava di proprietà comunale. Quell’area, infatti, che è poi quella dove oggi c’è il parcheggio, non era mai stata trascritta in conservatoria quando il privato ne fece cessione onerosa al Comune”.

L’ente la acquistò nel 1998, ma mai ci fu la registrazione. “Il problema principale era – prosegue Martino - che alcuni proprietari sono defunti. Abbiamo convocato gli eredi e abbiamo dovuto far comprendere loro che già c’era stata la cessione a titolo oneroso. Hanno compreso evitando così di dover avviare la procedura di esproprio. A dicembre abbiamo firmato l’atto pubblico”.