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2 dicembre da applausi. Riapre il sentiero dell'Infernaccio e arriva il vescovo Pennacchio: ora si pensi all'eremo di padre Pietro

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È stato difficile raggiungere questo risultato, ma la determinazione del sindaco Domenico Ciaffaroni alla fine ha fatto breccia in più cuori, a cominciare da quello del consigliere regionale Francesco Giacinti che in Regione ha difeso con forza questa opera di ricostruzione.

di Raffaele Vitali

MONTEFORTINO – Natale tra le stelle, davanti al laghetto azzurro nato dopo il dramma del terremoto, guardando la gola dell’Infernaccio da dentro e non più da lontano. Dal due dicembre tutto questo sarà possibile farlo, perché finalmente, a poco più di un anno dalle scosse che hanno devastato il centro Italia e i suoi monti Sibillini, il sentiero più amato dai turisti torna accessibile. È stato difficile raggiungere questo risultato, ma la determinazione del sindaco Domenico Ciaffaroni alla fine ha fatto breccia in più cuori, a cominciare da quello del consigliere regionale Francesco Giacinti che in Regione ha difeso con forza questa opera di ricostruzione.

Ora, la passeggiata all'interno delle Gole dell'Infernaccio che conduce fino all’eremo di San Leonardo, costruito da padre Pietro roccia su roccia, o alle sorgenti del Tenna, è pienamente sicuro. Il 2 dicembre sarà il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli a percorrerlo. Simbolicamente è un ritorno a quei monti su cui le Marche credono e investiranno importanti risorse a livello promozionale nel 2018. Grazie a 150mila euro di lavori sono stati ripristinati 3 ponticelli (uno prima della gola, e gli altri due prima e dentro la galleria) ed una passerella, oltre allo spostamento delle macerie che bloccavano la strada di accesso.

Se il sentiero è aperto, ora la speranza e l’impegno deve riguardare l’eremo. Perché la messa in sicurezza non è più rinviabile. Se dovesse esserci un’altra maxi nevicata come quella del gennaio scorso, le mura lesionate dal sisma potrebbero non reggere e il lavoro del ‘muratore di Dio’ sarebbe distrutto. Un luogo amato da fedeli e non, visto che tutti ci si ritrovano, come simbolo di pace, serenità e lavoro. Proprio il 2 dicembre è il giorno dell’ingresso a Fermo del nuovo vescovo Rocco Pennacchio, alle 15 a Teatro, alle 17 in Duomo. Non è un caso la simultaneità, almeno per chi crede. Perché se Pennacchio riaprirà dopo un anno le porte del duomo di Fermo, rimesso in sicurezza con lavori da centinaia di migliaia di euro, allo stesso tempo il sentiero renderà meno lontana la chiesa costruita dal frate cappuccino.

Gli aiuti dovranno arrivare dal cielo, per quanto riguarda pali di ferro e materiale pesante, ma anche da terra ora non ci sono più intoppi. Sere solo la volontà politica. Quella che devono mettere curia, regione e Ministero, visto che l’eremo è, indubbiamente, anche se di recente costruzione un bene da tutelare. “La Regione ci è sempre stata vicino, pronta a rispondere alle esigenze della popolazione - ha commentato il sindaco Ciaffaroni -. Ritorna così a vivere una delle parti più importanti del Parco dei Sibillini, conosciuta in tutta Europa. Questo farà ripartire l'economia del territorio garantendo l'arrivo di turisti per le strutture che sono sopravvissute al sisma e per quelle che abbiamo delocalizzato”. La speranza anche per il primo cittadino è che si arrivi alla messa in sicurezza dell’eremo, in attesa della piena ricostruzione. Ceriscioli il 2 dicembre potrà vedere con i suoi occhi lo stato della chiesa e poi deciderà il da farsi, intanto si gode il successo: “Un vero e proprio regalo di Natale anticipato per tutte le persone che vogliano conoscere la magia del nostro territorio”.

@raffaelevitali

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