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Quando il #DireFare diventa #DettoFatto tra i Sibillini: palestra, scuola e sala polivalente per superare il sisma

scuolaacquasanta

Tre esempi vincenti ad Acquasanta, Pieve Torina e Amandola dove il privato ha fatto aiutando il pubblico in difficoltà.

di Raffaele Vitali

AMANDOLA - Tra due settimane gli alunni della scuola Primaria di Acquasanta avranno una palestra dove correre, giocare, ritrovarsi. Il primo ottobre 150 alunni della scuola primaria di Pieve Torina invece avranno un tetto, banchi e tutto quello che serve per dire scuola. Esempi di una ricostruzione che funziona grazie al supporto del privato, di associazioni, di Fondazioni.

Il primo caso è il frutto dell’idea, diventata poi iniziativa e infine raccolta fondi da 190mila euro, avuta da due giovani brillanti: Marcello Mancini e Sara Pagnanelli. Dopo la scossa del 24 agosto si sono guardati e hanno deciso che volevano aiutare queste terre colpite e hanno scelto, dopo un rapido consulto anche con il sindaco di Ascoli Guido Castelli, di puntare su Acquasanta, guidata dal sindaco Sante Stangoni. Un comune che sembrava schiacciato, oltre che dalle scosse, dal dolore di Arquata e Amatrice, distrutte e piene di morti. È nato cosi DireFare, l’iniziativa che ha coinvolto 40 tra formatori, manager, leader italiani sparsi nel mondo. Da Sacchi a Pupi Avati, tutti hanno scelto di prestare completamente gratuitamente il proprio tempo. In 700 hanno comprato un biglietto da 190 euro, in migliaia hanno comprato il libro, in tanti i braccialetti. Poi è arrivata la Fondazione Carisap e ha messo altri 50 mila euro, poi la ditta che ha costruito la scuola che ne ha messi altri 90 mila e in un mese il legno è cominciato a salire, fino a coprire i 700metri quadri di area, che è per Acquasanta ma che può diventare il riferimento per gli sportivi di quel pezzo di cratere. “Da DireFare a DettoFatto” commentano i protagonisti che hanno scelto semplicemente una strada per raggiungere lo scopo: “Portare quel che sappiamo fare”. E come loro ogni protagonista che si è pagato anche vitto e alloggio. Vivono di Performance Strategies Mancini e Pagnanelli e di certo aver raggiunto lo scopo in così poco tempo è la riprova che sanno come muoversi. Oggi e nel lavoro.

Il secondo caso è diverso. Un’opera più grande, un milione e mezzo di euro il valore. Una intera scuola è stata realizzata a Pieve Torina, comune guidato dal giovane e battagliero Gentilucci. Un comune che ha l’80% delle case inagibili, che ha visto la sua popolazione emigrare verso la costa, principalmente a Porto Sant’Elpidio, ma che non ha mai perso lo spirito di rivalsa, di ripresa. La nuova scuola è stata costruita a tempi di record, come la palestra di DireFare, su un terreno di 1.290 mq, grazie a un progetto cofinanziato da Auser, associazione di volontariato e promozione sociale. “La campagna che lanciammo il giorno dopo il terremoto ha avuto una risposta straordinaria, con migliaia di donazioni anche piccole, ma molto sentite. Abbiamo raggiunto la cifra di 184.687 euro. Siamo orgogliosi di destinarli alla costruzione della scuola, è il segnale che la vita può ricominciare davvero” afferma il presidente dell'Auser Enzo Costa. Su indicazione della Protezione Civile, del Commissario Straordinario per la ricostruzione delle zone terremotate e del Miur, era stato individuato per la ricostruzione della scuola il Comune di Pieve Torina, 1.400 abitanti, devastato dal sisma. Auser, ma non solo, perché di soldi ne servivano tanti: Enel Cuore, Miguel e Jacklyn Besoz (Amazon), Cds Marche Sud Onlus, Diego Piacentini, Monica Nicoli, Confederazione Nazionale delle Misericordie. Insieme hanno raggiunto 1,5 milioni. La scuola sarà inaugurata nei primi giorni di ottobre per iniziare il nuovo anno scolastico 2017/2018, con un ritardo minimo rispetto al consueto calendario. “Prevede al centro un'ampia palestra e diventerà anche luogo di aggregazione per l'intera comunità”.

C’è anche un terzo esempio che sta per arrivare a compimento ed è quello del centro polivalente, destinato alla comunità di Amandola, in fase di costruzione. Un dono dell’Arcidiocesi di Fermo, che ha voluto con forza creare "Un Centro di Comunità" assieme alla Caritas. Una struttura da 250mila euro resa possibile grazie anche, come per la palestra, al supporto della ditta costruttrice, in questo caso la Segheria Alto Tenna. Il commento del sindaco? Un altro hasthag che ceritifica il pensiero comune: #Amandolariparte.

@raffaelevitali

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