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Montefortino, manca solo una firma: massi da rimuovere, tre ponti da costruire e poi l'eremo

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Lavoreranno tre ditte diverse, una per rimuovere e tagliare la legna, una per togliere i massi e una per rifare i ponti. Un sistema che accelererà la ripresa.

MONTEFORTINO – Ci crede Domenico Ciaffaroni e non arretra: “riapriremo la strada che porta alle Pisciarelle e proseguendo all’eremo di San Leonardo”. Lui ci crede, anche se davanti a sé ha una montagna di rocce crollate dal monte, pietre che nei suoi piani sarebbero dovute scomparire da settimane.

“Stiamo aspettando il decreto della regione che autorizza la spesa al Tennacola. Rimuovere la frana e rifare i tre ponti è l’obiettivo” aggiunge. Lavoreranno tre ditte diverse, una per rimuovere e tagliare la legna, una per togliere i massi e una per rifare i ponti. Un sistema che accelererà la ripresa.

Una volta superato il primo blocco si potrà salire verso la chiesa costruita da Padre Pietro: “Non abbiamo niente in mano, tolte le scheda Aedes. La curia preme per farlo rimettere a posto come chiesa, ma non ha 50anni e quindi non è una priorità. Per questo stiamo pensando ad altro e troveremo il modo. Di certo, se non riapro la strada è inutile parlare di quello che c’è dopo i massi”. Incluso il meraviglioso lago azzurro che si era creato con il terremoto: “È rimasto poco, l’acqua è quasi scomparsa. Ma lo ricostruiamo, perché è troppo bello e sarebbe una attrazione unica nel suo genere” conclude il sindaco di Montefortino.

Raffaele Vitali

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