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Vendite crollate del 90% nei paesi terremotati. Il festival di Marcorè occasione di rilancio per l'agricoltura

neribattistaceri

La musica è un modo per tenere alta l’attenzione su un’economia che nelle aree del cratere coinvolge circa 15mila aziende agricole a gestione familiare, con 247 agriturismi.

AMANDOLA – Non solo musica, con Fabi, De Gregori, Gazzè, Mannoia, Silvestri, anche tanta campagna marchigiana con le sue produzioni tipiche, che stanno scontando danni indiretti importanti prodotti dal sisma dello scorso anno. Questo vuole essere il festival RisorgiMarche di Neri Marcorè (13 concerti gratuiti, dal 25 giugno al 3 agosto): un modo per tenere alta l’attenzione su un’economia che nelle aree del cratere coinvolge circa 15mila aziende agricole a gestioen familiare, con 247 agriturismi.

“Il nostro settore – spiega Alberto Mazzoni, presidente dell’Istituto marchigiano vini e collaboratore del festival - ha subito qui un crollo fino al 90% delle vendite sul mercato locale provocato dalla crisi del turismo e dallo spopolamento dovuto all’esodo forzato. E stiamo parlando di un’area che, oltre a registrare prima del terremoto in media 1,4 milioni di presenze turistiche annue, presenta la maggiore densità di aziende agricole per kmq a fronte di una piccolissima dimensione media; quindi di imprese con poche autodifese, che subiscono in pieno la tempesta perfetta che si è venuta a creare”.

Marcorè vuole dare risalto anche alle produzioni e così per ogni concerto, lungo la strada che porta agli eco-spettacoli, saranno allestite ‘isole del gusto’ (fruibili dalle 12.30) con 20-50 aziende dell’enogastronomia e dell’artigianato che venderanno le proprie specialità, a partire da ciauscolo, olive ascolane, norcineria varia, vino cotto, olio, distillati e prodotti dell’artigianato locale.

Non solo, perché il concerto deve essere il momento di serenità, ma anche di ripresa economica: spazio per gli assaggi prima e dopo i concerti (iniziano alle ore 16.30), per l’acquisto di gadget ricordo (zainetto, magliette e vino), per la degustazione dei vini marchigiani che sono la vera locomotiva per l’export e la ripartenza del brand Marche.

A dirlo è Nomisma: l’agroalimentare marchigiano è sempre più centrale nell’economia della regione con una crescita quattro volte superiore al manifatturiero. Si è mantenuta stabile l’occupazione (70mila addetti) e il valore aggiunto sull’economia regionale è stato negli ultimi anni quasi doppio rispetto alla media nazionale (12% contro 7%). In termini assoluti, la numerosità delle imprese dell’agricoltura nell’area marchigiana del cratere è ampiamente prevalente, con il 26,9% sul totale delle imprese. Per tutti loro canteranno De Gregori e company in un festival organizzato assieme a Tam. Si parte domenica con Niccolò Fabi e lo Gnu Quartet, ore 17 a Spelonga di Arquata.

Raffaele Vitali

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