La Boldrini a Massa Fermana: "Partigiana, sindaca, deputata e maestra: Ada Natali, la nostra pioniera"

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“Fu lei a creare le prime colonie per i poveri, fu lei che puntò su cultura, fu lei che Palmiro Togliatti inviò in Sicilia per parlare con le donne in vista di una difficilissima campagna elettorale” spiega il presidente dell’Anpi Carlo Bronzi.

di Raffaele Vitali

MASSA FERMANA – Chi è stata davvero Ada Natali? Quando la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, si è seduta dietro la scrivania da cui nel 1946 Ada Natali dirigeva il piccolo comune di Massa Fermana, primo sindaco donna della storia d’Italia, la domanda ha avuto una sola risposta: “E’ stata una apripista, una donna pioniera”.

Ada Natali sta riavendo dalla storia pian piano quanto dovuto. Perché la maestra di Massa Fermana, quella che nel ricordarla fa piangere il sindaco Caraceni, non è classificabile solo con il titolo di sindaca, declinato al femminile come ribadisce la Boldrini che richiama all’ordine il primo cittadino per la targa in cui c’è invece scritto sindaco. È stata di più la Natali, che con la sorella Aurora è cresciuta seguendo l’esempio del padre socialista, picchiato con violenza dai fascisti ma mai piegato al loro volere. E così le due sorelle, insegnanti e orgogliose dei loro principi, tanto da finire nell’elenco dei sovversivi di Massa Fermana.

Ma ad Ada non importava, lei aveva in mente, come ricorda la stessa Boldrini, una sola cosa: “Istruire anche gli ultimi, perché l’istruzione era la base della giustizia sociale. Il non saper fare di conto significava essere nelle mani del furbo, dell’approfittatore. E questo la Natali non poteva accettarlo. E così il suo impegno – ribadisce la Presidente, arrivata nel paesino fermano con un plico di documenti sull’attività della sindaca – superava i suoi compiti”.

Lo ha fatto da maestra, lo ha fato da partigiana, lo ha fatto da sindaca, lo ha fatto poi dagli scranni della Camera, da deputata. Le sue leggi guardavano agli ultimi, una proposta, ritrovata dalla Boldrini, fu quella di ridare la casa ai poveri rimasti senza tetto dopo gli eventi bellici. “Era il 1951 e lei si raccomandava al cuore degli onorevoli colleghi” ricorda la Boldrini.

Una donna di polso Ada Natali, di quelle che ti davano anche un ‘ceffone’ come sottolinea commosso il sindaco, che della maestra è stato alunno. L’anno d’oro fu il 1946. L’Italia decide che le donne oltre a votare potevano essere elette. E così si aprirono i seggi elettorali, la Natali fu eletta e le donne divennero parte delle grandi scelte: “Ci riprendevamo – prosegue la Boldrini – quanto dovuto. Guardando la stria, però, dobbiamo renderci conto che le nostre conquiste sono state tante, ma in tempi brevi. Nel 1981 ancora c’era il matrimonio riparatore, solo nel 1996 è arrivato il reato di stupro. Questo per dire che il mondo che ci circonda, che crediamo così arrestato, non è poi così lontano dal nostro vicino passato. Dobbiamo essere orgogliose del cammino fatto da noi donne. E Ada Natali in questo è stata la pioniera”.

Ad ascoltare ci sono nipote e pronipote, accompagnata dal figlio. Generazioni che hanno conosciuto Ada in tempi e modi diversi. La nipote Anna la ricorda come una donna forte, determinata, quella che da sindaco “difese le donne che scioperavano per il contratto di lavoro, il primo del settore cappelli. Lei – racconta – fece tagliare gli alberi per poter far accendere fuochi e così farle scaldare. Venne denunciata dall’opposizione e processata”. Volevano spaventarla, limitarla. E invece, la sindaca Natali venne assolta e proseguì la sua lotta per gli ultimi. Senza dimenticare la famiglia e quella pronipote a cui raccontava favole. “Fu lei a creare le prime colonie per i poveri, fu lei che puntò su cultura, fu lei che Palmiro Togliatti inviò in Sicilia per parlare con le donne in vista di una difficilissima campagna elettorale” spiega il presidente dell’Anpi Carlo Bronzi.

Fu davvero una apripista di quella donna che la Boldrini, la presidente che non tollera il non declinare al femminile parole un tempo solo maschili, vuole esempio anche per il futuro. Magari esempio anche per quelle fasce tricolori che fanno da sfondo alla piccola sala consiliare: 11 i sindaci dei comuni fermani che hanno scelto di onorare la Natali arrivando a Massa Fermana, quattro le donne sedute vicino a Paolo Calcinaro: Pedaso, Toce, Monte Urano, Canigola, Loro Piceno, e Grottazzolina, Farina. “Coraggio, passione, impegno, fatica”. Tutto viene racchiuso in quella piccola targa scoperta a pochi metri dal Comune davanti a onorevoli, imprenditori e politici di ogni livello, dove Ada ha vissuto e dove, da oggi, il suo nome riprenderà forza e splendore come la croce al merito di guerra che la sindaca ottenne nel 1977, primo passo di una storia che stava ricominciando a riconoscerle i meriti.

@raffaelevitali