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La Regione latita, la Provincia agisce, ma servono molti soldi. Canigola: "Il fiume si mangia le strade"

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“Dopo i lavori fatti nel 2012, post alluvione 2011, è mancata completamente la manutenzione del fiume. E quindi tutte le opere di pulizia di rinforzamento degli argini, che dopo le varie piene dovrebbe essere fatta, non è mai stata eseguita”.

FERMO – Ieri la ricognizione, oggi l’azione politica in vista di quella tecnica. Dopo i sopralluoghi lungo i fiumi del Fermano, presidente Moira Canigola quale è la situazione nella provincia di Fermo?

“Triste, molto triste”.

Come mai?

“Dopo i lavori fatti nel 2012, post alluvione 2011, è mancata completamente la manutenzione del fiume. E quindi tutte le opere di pulizia di rinforzamento degli argini, che dopo le varie piene dovrebbe essere fatta, non è mai stata eseguita”.

Cosa è mancato?

“Per mancanza di risorse ma anche per un passaggio di competenze dalla Provincia alla Regione, passaggio che ha fatto perdere l’attenzione verso i corsi d’acqua”.

E ora?

“La situazione è pesante. L’intenzione è di creare un tavolo tecnico, coinvolgendo la Regione. Purtroppo se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Ci presenteremo con un documento con fotografie e problematicità tecniche per far comprendere la gravità della vicenda”.

Quali i problemi principali?

“I frontisti vedono la terra mangiata, noi perdiamo strade. Quindi è necessaria un’azione congiunta con i proprietari delle terre”.

Dove sono i problemi maggiori?

“Sulla Lungotenna, con due smottamenti che hanno provocato la chiusura della strada. Il primo blocco richiede trentamila euro almeno di lavori, il secondo tratto, invece, presenta una situazione molto più complessa, perché il dislivello è di quasi dieci metri. I lavori però vanno fatti insieme, ma il secondo costa qualche centinaio di migliaia di euro perché non si tratta solo di ricostruire la strada”.

Dal Tenna all’Ete Vivo?

“Stiamo facendo diversi interventi per cercare di ristabilire gli argini. Abbiamo posizionato numerose barriere di cemento, potato piante e portato via enormi tronchi posizionati nel letto del fiume. Lavori che sarebbero di competenza della Regione, che noi svolgiamo per poter garantire la sicurezza della viabilità”.

Quando andrà in Regione?

“Spero quanto prima, entro la prossima settimana. I lavori sono ingenti, il letto del fiume va ricentrato (l’assessore Cesetti ha sostenuto settimane fa che ci siano 9milioni di euro pronti a Bilancio, ndr)”.

Ma non è che è tutta colpa dei lavori fatti nel 2012?

“No, assolutamente. Al tempo venne allargato il letto del fiume per farlo defluire in maniera più tranquilla, in modo da ridurre la forza del fiume. Le piogge torrenziali sono un problema ulteriore perché condensano una quantità di pioggia in pochi attimi e questo influisce sul decorrere delle acque”.

Altre criticità?

“La zona di San Marco alle Paludi, che si era allagata pochi giorni fa. Nasce un tavolo tecnico con il comune di Fermo e i proprietari terrieri, perché le cause sono diverse. Tutta la collina ha un solo canale di sfogo collegato con un semplice tombino che è preposto a raccogliere le acque piovane della strada e non quelle della collina. Numerose le operazioni: regimentazioni delle acque, con un numero di solchi maggiori che alleggeriscano il canale. E poi c’è un canale sul tombino, con una nuova canalizzazione per cui le acqua vanno nel tombino che viene collegato, sotto strada, al fiume. Abbiamo già l’ok del privato, quindi speriamo di risolverla quanto prima”.

@raffaelevitali

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