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Dissesto idrogeologico, i Cinque Stelle lanciano l'allarme per la Provinciale Valdete

5. Esempio delle fessurazioni di terreno delle colline sulla riva destra del torrente Ete Vivo
4. Zona Ponzano. Lavori in corso sulla provinciale Valdete franata.
2. Zona Ponzano. Il tratto di carreggiata franato che ha necessitatao dei lavori di ripristino

"I lavori di ripristino sono una guerra perduta".

MONTEGIORGIO -  "I problemi idrogeologici lungo l'Ete Vivo, l'Ete Morto e il Tenna? Si tenta di rimediare alla meno peggio". E' questo il pensiero espresso in una nota del M5S Media Valtenna (Gruppi M5S associati  Montegiorgio e Monte San Pietrangeli). L'allarme viene lanciato dopo i recenti fatti avvenuti con le abbondanti piogge delle scorse settimane. L'ennesima dimostrazione che nel territorio vi è un problema serio da affrontare in primis per la sicurezza dei cittadini. Secondo i pentastellati locali in considerazione del grave dissesto idrogeologico che si è determinato per quanto attiene ai corsi d'acqua – Ete Vivo, Ete morto e Tenna -  della provincia Fermana vi è "una condizione che si è pericolosamente e drammaticamente avvicinata con tutta probabilità ad uno stato di prossimo ed inevitabile collasso". L'attenzione viene riposta lungo la strada provinciale Valdete, superato il bivio di Grottazzolina, direzione Montegiberto, recentemente chiusa al traffico: "Si tenta di rimediare al solito e prevedibile crollo di un tratto di carreggiata organizzando, alla meno peggio, un argine con massi squadrati di cemento. Un tipo d'intervento che, già in prossimità del ponte di Calderette, ha dimostrato tutta la sua inconsistenza: i massi non resistono affatto alle piene. Inutile quindi nascondere che il destino della strada è oramai segnato. D'altronde il torrente Ete Vivo, privato dei suoi argini naturali dallo scellerato intervento di riprofilatura spondale attuato dalla Provincia nel 2011, è divenuto una bestia impazzita". Quindi proseguono: "I risibili e inconsistenti, interventi di protezione, consolidamento e rinforzo spondale effettuati della Provincia per arginare la situazione, non solo non hanno portato alcun beneficio, ma hanno, nella frammentarietà tipica della logica della "somma urgenza", dissennatamente procastinato il tempo per interventi strutturali di più ampia portata e risolutivi.  Così un errore dopo l'altro, si è giunti, ad una condizione – dispiace dirlo – di assoluto non ritorno. La strada Valdete è un malato terminale, dove i disperati accanimenti terapeutici della Provincia non possono più nulla per rovesciare un destino segnato. Tanto è vero questo che nelle ultime settimane l'emergenza fiumi nel Fermano, con la conseguente l'interruzuione di alcune strade provinciali ha assunto notevole rilevanza nella cronaca locale di quotidiani e testate web". I cinquestelle ricordano come "ad oggi, dopo l'alluvione del 2011, si chiude oramai il sesto anno da quando, per la Valdete e per la zona Casette d'Ete e oltre, si sono aperte le porte di un inferno idrologico che, come ogni inferno che si rispetti, difficilmente lascerà speranza a chi vi è precipitato dentro. Non ci riferiamo solo ai cittadini residenti dei luoghi, ma anche a quelli, che - non sono pochi – per le ragioni più disparate, in quei luoghi sono costretti a transitare. Noi 5 Stelle riteniamo, - oramai è da qualche tempo che lo stiamo segnalando - che la lotta, o piuttosto la guerra, che è stata intrapresa per imbrigliare e porre in sicurezza i due torrenti Ete Vivo ed Ete Morto, è stata persa, nonostante le energie e lo scandalo delle cospicue risorse infrottuosamente impiegate (milioni e milioni di euro). I due torrenti hanno vinto ed esigono il loro tributo di vittoria. Ma, attenzione, il tributo da consegnare all'Ete Vivo non sarà solo la strada provinciale Valdete, che dovrà essere abbandonata e quindi ripensata e spostata altrove, o anche, come del tutto prevedibile, la fascia di terreni, sia quelli opposti al versante del torrente che costeggia la strada, sia quelli a questa adiacenti, ma anche le colline". "Quanto all'Ete Morto, la sua condizione sembrerebbe – aggiungono- meno grave nel senso che i problemi di viabilità ed erosione di terreni agricoli non sono proprio così eclatanti come nel caso del torrente gemello. A preoccupare non poco è invece la possibilità, tutt'altro che remota, di possibili esondazioni che verrebbero, con effetti drammatici, a interessare lo stesso centro abitato di Casette d'Ete".

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