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"Il terremoto non ci ferma". 17 Comuni fermani uniti per il turismo: progetto in Regione da 400mila euro

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Il terremoto diventerà una grande occasione. “Noi crediamo che sia possibile riportare le persone. Abbiamo outlet, ristoranti, bellezze artistiche: non siamo qui per piangere, ma per fare. Vogliamo passare ai fatti” ribadiscono i primi cittadini.

di Raffaele Vitali

BELMONTE PICENO – “Patto ideale e concreto tra di noi partendo dalla resilienza”. Una tavola rotonda in mezzo alla natura. Si parte dalla chiesetta di Santa Maria in Muris. “Un gruppo di Comuni omogenei si mette insieme e prova a raggiungere l’obiettivo. Siamo andati insieme in Regione, speriamo che questo sia l’inizio di collaborazione di territorio” sottolinea Ivano Bascioni, sindaco di Belmonte Piceno. “Abbiamo appena messo le rotelline alla bicicletta, quindi sappiamo di partire con un gap rispetto ad altri territori. Ma la sventura del terremoto noi vogliamo che diventi un’occasione culturale e turistica a livello di territorio”.

Sono 17 i Comuni coinvolti: Amandola Belmonte, Falerone, Massa Fermana, Monsampietro, Montefortino, Montappone, M.V.Corrado, Montefalcone, Montegiorgio, Monteleone, Montelparo, Monterinaldo, Santa Vittoria e Smerillo. I sindaci si sono seduti al tavolo con il presidente della Regione Luca Ceriscioli e gli assessori Pieroni e Cesetti. Hanno portato il loro piano e una richiesta: 400mila euro, 100mila per il marketing territoriale, 190 mila per la cultura con un focus sulla Dieta mediterranea, 100mila per guide turistiche esperenziali. “Nessuno nega i disagi, ma noi vogliamo parlare di futuro. E farlo partendo dall’identità collettiva. Ci hanno ascoltato e abbiamo trovato apertura ed è fondamentale visto che nel campo dea promozione la Regione ha autonomia”.

IL PROGETTO

La conditio sine qua non dell’idea è nell’opera che il laboratorio Piceno della dieta mediterranea sta svolgendo per connettere tutti gli indicatori d’eccellenza della realtà. “Se siamo qua la spinta nasce da questo tipo di attenzione alla qualità della vita, al buon vivere, alla tradizione. Una parte poco attenzionata e che invece può diventare un volano” prosegue Marco Rotoni.

Il collante è l’amicizia tra i sindaci e l’amore per il territorio: “Abbiamo capito che per cercare di risolvere i problemi dobbiamo agire in comune mettendo ognuno in risalto le proprie specifiche”. Un progetto che lega istituzioni e altre realtà come Filofest. “Una iniziativa a cui nessuno di noi poteva dire di no, che prevede anche la realizzazione di pacchetti turistici”.

I sindaci come scolari hanno seguito i compiti dati dalla Regione, portando al loro fianco l’università di Macerata e due aziende private, il Gruppo Andreani e la Globe Inside: “Ora quindi sta anche a loro darci sostegno. Ci confronteremo con tutte le altre realtà del territorio che fanno rete. Noi oggi abbiamo una rete di identità che può dialogare con gli altri” ribadisce Rotoni.

IL LABORATORIO DELLA DIETA MEDITERRANEA

Tre anni fa è nato il Laboratorio Piceno della dieta mediterranea per mano di Adolfo Leoni. “Nasce da noi perché qui venne attestata scientificamente da equipe internazionali in cui l’unico studioso italiano era Flaminio Fidanza di Magliano di Tenna”.

Il Laboratorio si definisce “un contenitore di contenuti, dal Filofest alle Parole della Montagna di Simonetta Paradisi, da Antichi sentieri e nuovi cammini all’Associazione cuochi. Noi nasciamo inclusivi”. Oggi si brinda al dialogo con le istituzioni: “Abbiamo 46 produttori della terra di marca, che sabato e domenica saranno al teatro di Fermo per Tipicità in the city. Loro sono la base da cui partire”. Un anno fa 55 studenti europei pe sei giorni hanno studiato nei teatri di Amandola, Montegiorgio, Fermo e Amandola passando tra aziende e luoghi: “Sono state fatte quattro tese su di noi, raccontando i luoghi.” E c’è molto da raccontare tra luoghi che uniscono il genius loci, l’anima dei luoghi che parla.

Paolo Foglini, diabetologo, è a fianco di Adolfo Leoni ed è l’uomo capace di portare 120 primari a Montegiorgio per parlare di Dieta mediterranea, del sano mangiare tre volte al giorno. Il progetto verrà presentato domenica nel convegno ‘Un nuovo turismo si può’ e verrà rilanciato per i Sibillini il percorso ‘di patrimonio immateriale dell’umanità’ assieme alle langhe alle cinque terre. “E’ incredibile che questo percorso non riesca a travalicare proprio le montagne”. Attenzione anche ai borghi, “che significa buona vita e qualità”, che nel 2017 sono stati scelto come focus a livello nazionale.

Il terremoto diventerà una grande occasione. “Noi crediamo che sia possibile riportare le persone. Abbiamo outlet, ristoranti, bellezze artistiche: non siamo qui per piangere, ma per fare. Vogliamo passare ai fatti” ribadiscono i primi cittadini tornando sempre al numero chiave: 17 Comuni uniti.

MARCAFERMANA NO

C’è un assente alla tavola rotonda, Marcafermana. Ma i sindaci evitano polemiche? “Rappresenta da sempre la costa, che problemi diversi. E comunque i canali di finanziamento sono differenti. Questa nostra zona ha criticità maggiori e vive un lungo gap rispetto alla costa. Noi crediamo che con il nostro progetto possa avere la possibilità di fare un passo avanti. Non è un conflitto”. Anzi. “Noi vogliamo facilitare il compito di Marcafermana. È un bene per l’associazione che si chiedano ulteriori fondi. Tanto lo sappiamo, serve l’apporto finanziario della Regione, altrimenti la collaborazione non basta”.

E chissà che con questo progetto che unisce realtà diverse “la costa non capisca finalmente che collina e montagna servono anche per tornare anche al mare”. Ad aiutare il pensiero, poi, c’è il buon cibo come quello portato fuori dalla chiesa romanica da aziende a km zero: Fontegranne, Properzi Marcello, panificio Belforno e Caffè centrale.

@raffaelevitali

 

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