Ritardi sulla ricostruzione post sisma. Ceroni show in Senato: "Sfascio tutto e vado via. Servono le risorse"

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Uno degli errori è stato credere che la ricostruzione fosse l’ennesima occasione per rubare: “Così si rischia di perdere di vista l'obiettivo di contenere i disagi, di ricostruire e di far ripartire la speranza”.

ROMA – Scintille al Senato durante la discussione sulla ricostruzione post sisma. “Tempi ridicoli per parlare, tre minuti. E dopo un minuto già lampeggiava. Hanno provato a zittirci, ma mi sono imposto: ‘sfascio tutto e vado via’. Alla fine ho fatto il mio intervento, unica voce delle Marche, visto che i parlamentari del Pd sono rimasti silenti. Vedremo se la prossima settimana ci saranno davvero delle novità, come annunciato dal premier Gentiloni: al momento la cosa certa è che su 635 stalle ne hanno consegnate 70 e costruite due. E poi non c’è un solo mattone in giro”.

A parlare è il senatore Remigio Ceroni, leader di Forza Italia nelle marche e sindaco di Rapagnano. “Signor Presidente – ha detto Ceroni rivolgendosi a Gentiloni - lei è marchigiano come me e rappresenta bene la nostra indole laboriosa e poco incline alle polemiche. Tuttavia, non si può tacere che le Marche, che vivo e rappresento, sono in condizioni drammatiche dopo ciò che è successo. I provvedimenti che il Governo ha adottato per affrontare l'emergenza terremoto si sono rivelati insufficienti, inadeguati e, per certi aspetti, completamente sbagliati”.

Uno degli errori è stato credere che la ricostruzione fosse l’ennesima occasione per rubare: “Così si rischia di perdere di vista l'obiettivo di contenere i disagi, di ricostruire e di far ripartire la speranza”. È qui che la luce del microfono di Ceroni inizia a lampeggiare, come se avesse finito il tempo. Ma era passato solo un minuto e il senatore si infuria, da qui la frase ‘sfascio tutto e vado via’.

“Consentitemi di parlare e di esprimere il mio pensiero”. E così è stato con un susseguirsi di punti sull’inefficienza del sistema messo in piedi nel centro Italia. “Parliamo delle risorse: non sono sufficienti. O comunque, perché non vengono pagati gli albergatori, che stanno ospitando 5.300 persone sulla costa? Sono 30 milioni di euro, che sono sulle spalle degli albergatori (per questo l’assessore regionale Fabrizio Cesetti ha chiesto di presentare un emendamento al decreto per stanziare subito l somma, ndr), i quali non riescono più ad avere le forniture e sono esasperati. Lei ha annunciato un nuovo provvedimento, signor Presidente del Consiglio: lo faccia presto. Deve essere un provvedimento semplice e chiaro, che possa consentire ai progettisti di far ripartire la progettazione e di far intravedere una speranza, perché ad oggi non abbiamo messo neanche un mattone. E lo faccia presto, prima che la protesta possa sfociare in qualcosa di incontrollabile”.