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Fiumi, monitoraggio costante. Prime erosioni sull'Ete vivo. Dopo anni di 'zero', la Regione stanzia 10 milioni di euro

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I primi due interventi urgenti sono stati fatti sul Tronto e il Menocchia. Lungo l’Ete vivo ha operato invece la Provincia di Fermo, per difendere la carreggiata.

di Raffaele Vitali

FERMO – Dai monti al mare, l’attenzione è tutta concentrata sui fiumi. “Le temperature sono ancora costanti, la quantità di neve è enorme ma non si sta sciogliendo in modo irregolare. Questi due fatti che al momento non hanno provocato criticità”. L’ingegner Babini è il dirigente responsabile per la zona Marche Sud della regione Marche. È lui che monitora assieme alla Provincia, che non ha più la competenza sui fiumi, lo scorrere delle acque.

La maggiore attenzione nel Fermano è indirizzata sull’Ete vivo che è quello maggiormente cresciuto. “Il controllo è continuo, non ci sono situazioni in cui il livello dell’acqua è salito troppo. Qualche criticità lungo la Valdete con le prime erosioni a causa delle sponde scadenti”. Sponde che andrebbero rinforzate. “Abbiamo stanziato nella variazione del Bilancio dell’anno scorso 7 milioni di euro, equamente divisi tra Marche nord e Marche sud. Il Genio Civile quindi – sottolinea l’assessore Fabrizio Cesetti – ha risorse per agire. Tra l’altro, abbiamo aggiunto altri due milioni in questo Bilancio”. Dopo anni di capitolo Genio Civile lasciato a secco, finalmente i primi stanziamenti. Ecco che allora le parole di Babini, “le risorse sono quasi a zero per la manutenzione”, ora possono diventare parole d’azione.

I primi due interventi urgenti sono stati fatti sul Tronto e il Menocchia. Lungo l’Ete vivo ha operato invece la Provincia di Fermo, per difendere la carreggiata. “I problemi maggiori li presenta però il Nera che – ribadisce Babini – pasa in mezzo alle abitazioni e a uno scorrere alto e basso”. Il programma di interventi è già stato redatto, verranno tolti dei tubi e abbassate le briglie.

Il Comune di Sant’Elpidio a Mare sono già due volte che attenziona gli Enti superiori sulla situazione dell’Ete morto, “presenza di tronchi o, comunque, di elementi esterni che vanno necessariamente rimossi e non stiamo parlando solo della zona che riguarda il nostro Comune”, ma Babini rassicura: “Abbiamo sensori e sistemi di controllo via cellulare. Al momento non ci sono situazioni critiche. E in ogni caso, dove si presenteranno interverremo”. Per lavori di somma urgenza Cesetti ha anche inserito a bilancio 500mila euro per il Genio Civile: “Sono pochi, certo. Ma intanto ci sono e vanno usati”. Nell’immediato, ma soprattutto facendo ripartire una programmazione di manutenzione che nel Fermano è ferma dal 2011, quando la Provincia dopo le tragiche alluvioni fece i lavori di ripristino. “Dobbiamo assolutamente modificare il corso dei fiumi, ci sono troppe anse che poi portano l’acqua a scorrere male e a erodere i terreni. Se è vero che ci sono responsabilità dei frontisti, è pur vero che situazioni su cui bisogna intervenire a livello regionale.  Le Risorse ora stanziate le useremo” proseguono in tecnici. Altrimenti, per fare un esempio, dell’Oasi di Pierino resterà ben poco, visto che nel giro di un paio di anni ha perso ettari di terra mangiati dal fiume.

@raffaelevitali 

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