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Intervista. Il buon giorno di Ceroni: "Grande lezione a Renzi e al Pd, ecco cosa fare ora per il Paese"

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Il senatore di Forza Italia: "Non è la legge elettorale che può truccare la rappresentatività. Un voto in più non può comandare. Se non c’è maggioranza, bisogna mettersi d’accordo. Renzi non lo ha capito e ha sbattuto la faccia. Sono convinto che il 70% di ieri sia un bel dato da cui ripartire”.

di Raffaele Vitali

RAPAGNANO – Senatore Remigio Ceroni, si è svegliato più sereno questa mattina nella sua Rapagnano?

“Sono andato a dormire contento e mi sono svegliato meglio. Perché comunque c’è stato un grande risultato ed è stata data una bella lezione al presidente del Consiglio, a dimostrazione che le riforme devono essere condivise da tutte le forze politiche in campo e che questo parlamento non ha legittimità per stravolgere la Costituzione”.

Cosa succeder ora?

“Bisogna approvare la legge di stabilità, perché è un adempimento urgente e necessario. Va riscritta, perché largamente priva di coperture e quindi genererebbe un’altra montagna di debito pubblico. Poi bisogna inventare qualcosa per creare un po’ di occupazione vera, non quella dei voucher, mettere mano alla legge elettorale, che deve essere con un sistema proporzionale per eleggere un parlamento estremamente rappresentativo. Ridiamo il voto ai cittadini”

Rischio ingovernabilità?

“Ma no. Non è la legge elettorale che può truccare la rappresentatività. Un voto in più non può comandare. Se non c’è maggioranza, bisogna mettersi d’accordo. Renzi non lo ha capito e ha sbattuto la faccia. Sono convinto che il 70% di ieri sia un bel dato da cui ripartire”.

Chi potrà fare tutto questo che lei ritiene necessario prima del voto?

“Spero che il presidente della Repubblica che ha competenze, capacità e storia possa governare la situazione nel modo più semplice non obblighi come Napolitano qualcuno a stravolgere il sistema”.

Toccherà comunque al Pd?

“La forza in Parlamento è sproporzionata al consenso che ha nel Paese. Non va dimenticato”.

Venendo alle Marche si aspettava un risultato così forte del NO?

“Mi riempie di soddisfazione. Merito di tanti. Ho visto impegnati vari strati della società e tutto sommato al gente non si è fatta condizionare più di tanto da una campagna spregiudicata del presidente del Consiglio. Anche su questo dobbiamo porre rimedio. Chi svolge un ruolo così importante non può fare campagne elettorali usando la carica che detiene. I sindaci sopra i 20mila abitanti devono dimettersi se vogliono candidarsi alle Politiche. Perché non valga anche per il premier? Se vuole fare campagna elettorale, deve lasciare”.

Rapagnano la pensa come Ceroni guardando i dati?

“Sostanzialmente. I miei cittadini capiscono gli umori e vedono prima la soluzione”.

Anche la Provincia di Fermo ha urlato un No più forte. Se lo aspettava?

“Sono contento, giusta risposta al Governo che ha escluso Fermo e parte del fermano dal cratere del terremoto. È stata la giusta risposta”.

Da senatore, l’eliminazione del Senato si riproverà oppure no?

“La soluzione è ridurre deputati e senatori in maniera proporzionale: meno duecento e meno cento. Poi è giusto tagliare per un periodo i compensi, viste le difficoltà del Paese. Sono favorevole al sistema bicamerale. Ritoccando appena i regolamenti si potrebbe produrre lo stesso effetto di velocizzazione di una soppressione”.

Dà forza questo voto al centrodestra in vista delle amministrative?

“Di certo rafforza il fronte anti Pd, che si è isolato”

Ma di Grillo cosa pensa Ceroni?

“Sostiene alcune tesi condivisibili, ma sul piano della proposta molti miei colleghi sono troppo scarsi”.

@raffaelevitali

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