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La terra trema, le mucche non fanno più latte: calo del 30% sui Sibillini. Le aziende non chiedono aiuto per paura di dover chiudere

latte di mucca

Confagricoltura sollecita infine che i decreti attuativi prevedano interventi immediati (come stalle mobili e prefabbricati) per far sì che gli agricoltori possano continuare a svolgere sul posto la loro attività produttiva.

AMANDOLA – Il terremoto miete vittime, distrugge case, ma soprattutto toglie il presente e quindi mette a rischio il futuro. E non c’è un domani senza lavoro. Lo ha capito prima di altri Diego Della Valle, che ha promesso una azienda ad Arquata, lo stanno mettendo in risalto le associazioni di categoria che si trovano a fronteggiare i problemi delle imprese, agricole o artigianali.

Le nuove scosse alimentano paure per la popolazione ma stressano anche gli animali costretti a vivere all'aperto. Le prime ad accusare il colpo sono le mucche che stanno producendo il 30% di latte in meno secondo la Coldiretti sugli effetti del sisma nelle campagne dove si contano crolli, con stalle, fienili e laboratori inagibili. “Fondamentali diventano - sottolinea la Coldiretti – i 31 milioni stanziati dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. L'intervento con misure per la suinicoltura e per il latte ovino sostiene 19mila aziende lattiere di montagna e prevede un aiuto doppio per le imprese delle aree colpite dal sisma”.

Le stalle più recenti, quelle costruite con criteri antisismici, non sono crollate, ma si sono comunque verificati danni con le lastre di cemento armato che compongono il pavimento che non sono piu' incardinate e gli spazi tra l'una e l'altra si sono molto allargati. “Gli animali devono dunque essere accuditi dagli allevatori che non possono trasferirsi lontano dalle abitazione”. Sono così a rischio eccellenze alimentari come il Vitellone Bianco Igp, il pecorino dei Sibillini, le lenticchie di Castelluccio e la patata rossa di Colfiorito, tra le tante.

In questo quadro, emerge un altro problema sollevato da Confagricoltura: “Siamo nella situazione paradossale che le aziende agricole terremotate non denunciano i danni subiti per non vedersi bloccare l'attività aziendale che non si può fermare; con gli animali da allevare e mungere e con le operazioni colturali in atto, non si possono avere battute d'arresto”.

Si è allargata l'area devastata dagli eventi sismici di fine agosto e da quelli di questi giorni, con problematiche che si sono aggravate per edifici e strutture già disastrati, ma con tantissime nuove emergenze. Confagricoltura sollecita infine che i decreti attuativi prevedano interventi immediati (come stalle mobili e prefabbricati) per far sì che gli agricoltori possano continuare a svolgere sul posto la loro attività produttiva. Per quanto riguarda i finanziamenti per la ricostruzione e per il ripristino servono congrue e specifiche misure dei piani di sviluppo rurale.

r.vit.

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