50milioni per allargare la Servigliano-Amandola. Ecco Il progetto che piace a Renzi e Ceriscioli

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Il progetto preliminare c’è già, lo realizzò e donò Adolfo Marinangeli alla Provincia il 10 aprile di due anni fa e mira a risolvere i punti critici di questa arteria senza realizzare nuove strade, ma con un ampliamento in sede che porterebbe la 239 ad assomigliare alla Mezzina.

di Raffaele Vitali

SERVIGLIANO/AMANDOLA – L’occasione è ghiotta per avvicinare finalmente la montagna al mare. E non ci deve pensare Maometto, basta che il presidente Luca Ceriscioli confermi nei fatti l’interessamento mostrato durante un incontro con i comuni terremotati dei Sibillini. L’obiettivo di Amandola e a scendere Santa Vittoria, Smerillo e Servigliano è semplice: far rientrare negli interventi post terremoto, o quantomeno nel pacchetto piccoli comuni del Governo, anche il completamento della provinciale 239, quella che da Servigliano arriva fino alla città dei Sibillini.

Un progetto da 46milioni di euro per 17 chilometri di tragitto che fino a Monte San Martino presenta poche insidie e che invece dal paese maceratese ad Amandola necessita di gallerie passando tra colline e fiume Tenna. Il progetto preliminare c’è già, lo realizzò e donò Adolfo Marinangeli alla Provincia il 10 aprile di due anni fa e mira a risolvere i punti critici di questa arteria senza realizzare nuove strade, ma con un ampliamento in sede che porterebbe la 239 ad assomigliare alla Mezzina con una larghezza di 10,5 metri.

I finanziamenti più che dalla ricostruzione sarebbero intercettabili nella legge sui piccoli comuni, mentre, a proposito di post terremoto, torna in vita la Pedemontana, quel pettine rovesciato che collegherebbe Comunanza a Caldarola, per poi proseguire verso Fabriano. Un sogno fermo dal 1991, anno della prima progettazione, che invece piace e tanto a Renzi e Ceriscioli. Tra l’altro costa meno di 200milioni di euro e sarebbe un segnale importante, visto che collega quasi tutti i comuni colpiti dal terremoto del 24 agosto.

In questa visione più ampia rientra perfettamente il prolungamento della provinciale verso Amandola. I lavori prevedono la realizzazione di 530 metri di gallerie artificiali, 260 di gallerie naturali, 690 di viadotti. Chilometro dopo chilometro la Faleriense diventerebbe ampia e sicura, oltre che più veloce. Tra l’altro, lungo il tragitto, la nuova viabilità permetterebbe al realizzazione di parchi e aree naturali, come quella prevista attorno alla basilica di San Ruffino in stile Fiastra grazie a una variante di 300 metri e a un viadotto. Due gallerie saranno realizzate in zona San Martino e una in zona Brecce. Numerosi i tratti raddrizzati con le curve che diventeranno piazzole di sosta.

Il progetto c’è, l’interesse del presidente Ceriscioli anche. Il premier Renzi ne è stato messo a conoscenza, ora sta alla politica, ai sindaci di montagna e costa compatti sul progetto che giace in Provincia da due anni, spingere per dare un futuro al collegamento che manca alla Provincia di Fermo, pensando anche, per fare squadra, al completamento della Valdaso verso Comunanza per cui bastano 25 milioni di euro. Se la Pedemontana tornerà a essere una priorità per le Marche, “arteria del turismo” l’ha definita Ceriscioli, le due provinciali fermane non possono restare indietro.

@raffaelevitali