12112017Lun
Last updateLun, 11 Dic 2017 5pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

'Agamennone' re dei teatri antichi alla conquista di Falerone: parte la super rassegna Tau

Teatro Romano

La stagione dell’amore è l’evocativo titolo, tratto da una canzone di Franco Battiato, dell’appuntamento in programma a San Severino Marche (Parco Archeologico di Settempeda, Terme Romane) il 25 luglio.

FALERONE – Falerone è una delle tappe più affascinanti la diciottesima rassegna “Teatri antichi uniti”, realizzata dall’Amat, che partirà il prossimo 28 giugno al teatro romano Helvia Recina di Macerata. Il teatro romano del primo secolo avanti Cristo aprirà i suoi cancelli il 14 luglio e il 3 agosto.

Quattordici appuntamenti costituiscono il cartellone di spettacoli di grande richiamo sia culturale sia turistico nei luoghi più suggestivi della regione. Oltre al teatro romano di Falerone e all’Helvia Recina di Macerata, il TAU sarà anche al teatro romano di Ascoli Piceno, all’Area Archeologica di Santa Maria in Portuno di Corinaldo, all’ex chiesa di San Francesco di Fano, al Palazzo Campana di Osimo; farà tappa pure nella Chiesa dell’Annunziata e alla Rocca Costanza di Pesaro, al parco archeologico di Settempeda con le terme romane di San Severino Marche e all’anfiteatro di Urbisaglia.

E prima degli spettacoli, va in scena la terza edizione degli “AperiTAU. Sorsi e passeggiate di storia”. Sono visite gratuite alle aree archeologiche e di interesse culturale accompagnate da un brindisi realizzato da aziende rigorosamente marchigiane. Il tutto accompagnato anche quest’anno dal contest social in collaborazione con IgersMarche. Sul sito www.nuovascenamarche.it si trova il regolamento completo. Gli appassionati di teatro, archeologia o semplici instagramers potranno scattare foto delle bellezze archeologiche della regione, degli aperiTAU e delle serate; postandole su Instagram utilizzando l’hashtag #instatau si potrà partecipare all’estrazione di biglietti gratuiti per gli spettacoli Amat della rassegna o degli spettacoli 2016/2017.

Si potrà cominciare a scattare già il 28 giugno all’Helvia Recina di Macerata durante la serata inaugurale della rassegna, dal titolo “Bellezza tanto antica e così nuova”, dedicata alla memoria di Khaled al-Asaad (direttore del sito archeologico di Palmira). Due gli appuntamenti: il primo è “Un’orazione pubblica per Khaled al-Asaad” di Asmae Dachan (giornalista e scrittrice); il secondo vedrà protagonista Pamela Villoresi, attrice di grande fascino e talento, accompagnata da Stefano Saletti e dalle sue attente e sensibili composizioni. Insieme alla voce di Barbara Eramo è la protagonista di “Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite”. È un viaggio di grande fascino nell’Odissea di Omero, affidato a straordinari interpreti come Moni Ovadia e Teresa Mannino, quello proposto in tre tappe con il progetto di Sergio Maifredi Odissea un racconto mediterraneo prodotto dal Teatro Pubblico Ligure. “Odissea è la prima fiction a episodi. Questa è una delle sue forze. I racconti vivono assoluti. Il montaggio avviene nella testa dello spettatore che può conoscere o ignorare gli episodi precedenti”, scrive Sergio Maifredi. La narrazione orale di questa affascinante opera è affidata il 13 luglio a Osimo (Palazzo Campana) a Moni Ovadia con il Libro XXI Odisseo e la gara dell’arco, il 27 luglio a Urbisaglia (Anfiteatro Romano) e il 28 luglio ad Ascoli Piceno (Teatro Romano) a Teresa Mannino con il Libro XII Le sirene, Scilla e Cariddi.

Il 14 luglio a Falerone al Teatro Romano debutta in prima nazionale “Agamennone” con Paolo Graziosi e Daniela Poggi diretti da Alessandro Machìa. La riscrittura di Fabrizio Sinisi sceglie di focalizzare l’azione sulle conseguenze del ritorno di Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, dilatando il tempo che intercorre tra questo ritorno e la sua morte, cortocircuitando i rapporti tra i personaggi con una lingua robusta, limpidissima, capace di tenere insieme altezze poetiche e concretezza teatrale. Rispetto all’originale di Eschilo Sinisi decide di far dialogare Clitemnestra e Cassandra, pensando ad un confronto tra le due donne che, solo per un attino, sembrano potersi avvicinare. Gli unici elementi che rappresenteranno il pubblico saranno il coro, la città e la società, riassunti in un unico attore, un corifeo senza più coro.

Falerone sarà protagonista del secondo dei tre appuntamenti con il “Miles Gloriosus” interpretato da Ettore Bassi, Corrado Tedeschi e Justin Mattera: il 2 agosto a Pesaro a Rocca Costanza (nell’ambito di Rocca Costanza Scena Aperta), il 3 a Falerone (Teatro Romano) e il 4 a Urbisaglia (Anfiteatro Romano). “Per festeggiare i 2200 anni dalla morte di Plauto mi è stato chiesto di allestire uno dei suoi capolavori. La scelta è ricaduta facilmente sul Miles Gloriosus. In questo nuovo allestimento ho scelto di mettere in piedi una versione che ricordasse la vita di Roma e mettesse in evidenza anche idee e materiali dei nostri tempi”, afferma il regista Cristiano Roccamo.

Anna Bonaiuto intensa signora della scena giunge all’Area Archeologica di Santa Maria in Portuno di Corinaldo il 15 luglio con De rerum natura, capolavoro poetico–filosofico del poeta latino Tito Lucrezio Caro, vissuto negli anni immediatamente prima di Cristo, in cui l’autore indaga sulla natura delle cose e invita gli uomini a conoscere la realtà per liberarsi dalle passioni e assumere una responsabilità personale di fronte alle proprie azioni.

Piergiorgio Odifreddi in 'Come stanno le cose. Il mio Lucrezio, la mia Venere' propone il 19 luglio al Teatro Romano di Ascoli Piceno nell’ambito di L’Altra Italia una rilettura del De rerum natura, il capolavoro di Tito Lucrezio Caro scritto nel primo secolo prima della nostra era, raccogliendone la sfida per l’affermazione di un pensiero razionale e mettendone in luce le intuizioni scientifiche successivamente sviluppate in epoca moderna. Odifreddi propone un commento dal vivo del testo, accompagnato da letture e interventi musicali.

Un coinvolgente racconto teatrale Supplici a Portopalo. Dalla tragedia di Eschilo alle parole dei rifugiati, basato sul dramma Le Supplici di Eschilo, è in scena all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia il 20 luglio grazie alla maestria interpretativa di Vincenzo Pirrotta e Gabriele Vacis che firma anche la regia. "Qual è il ruolo del teatro oggi? Può una tragedia di Eschilo, un’opera di 2500 anni fa, raccontare il nostro presente? Il testo di Eschilo si intreccia e si confonde con le tragiche testimonianze dei migranti che, esuli dai loro paesi e in fuga dalla guerra, dalla fame e dalla carestia, dopo viaggi estenuanti per terra e per mare, giungono sulle coste del Mediterraneo a chiedere asilo, a cercare una nuova patria. Così il racconto teatrale si fa orazione civile e riflessione collettiva".

La stagione dell’amore è l’evocativo titolo, tratto da una canzone di Franco Battiato, dell’appuntamento in programma a San Severino Marche (Parco Archeologico di Septempeda, Terme Romane) il 25 luglio. Il progetto curato da Francesco Rapaccioni per i Teatri di Sanseverino è affidato a giovani talenti locali che si confrontano con il tema dell’amore al centro delle più diverse riflessioni nella letteratura classica antica.

Dialoghi degli dei, alla Chiesa dell’Annunziata di Pesaro il 29 luglio, è un divertissement squisitamente letterario, in cui l’autore Luciano, attingendo dal patrimonio del mito, offre una rappresentazione originale, ironica e sorprendentemente quotidiana della cosmogonia classica. Al centro dello spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica sono gli scontri “familiari” tra Zeus ed Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes e Apollo che resistono alla sfida del tempo offrendo occasioni di ilarità.

La conclusione del TAU è il 10 agosto a Fano – città che entra nel circuito dei Teatri Antichi Uniti - nella ex Chiesa di San Francesco con Erodiade di Giovanni Testori, uno spettacolo che ha raccolto grandi consensi di critica e pubblico, grazie alla interpretazione "intensa e trasfigurante" di Iaia Forte, riproposto in esclusiva per l'estate 2016. A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell’uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, madre di Salomé. Alla fisicità prorompente di Iaia Forte e alla sua capacità espressiva spetta il compito di raccontare quello che Testori definisce un personaggio "a metà fra un Dio astratto e quello incarnato", in continuo incontro-scontro con se stesso, con il divino, con l'amore e con il senso della vita stessa.

cm

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Fede, giovani e integrazione: i primi pensieri fermani di monsignor Pennacchio

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.