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Servigliano e Amandola, case allagate, strade col fango e ponti sotto osservazione

amandlaservigliano

Nel giro di mezz’ora a Servigliano, coordinati dalal Prefettura, sono confluite sei squadre dei vigili del fuoco con 20 uomini da Fermo, San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno. A questi si sono aggiunti 25 volontari della protezione civile.

SERVIGLIANO – Il Fermano quando è in emergenza si compatta e risponde coordinato dalla Prefettura di Fermo. Emergenza maltempo nella zona della media e alta Valtenna e Protezione civile in azione. Protagonista una “bomba d’acqua” che ha provocato la tracimazione di un fosso con conseguenti allagamenti.

Dopo pochi minuti il sindaco di Servigliano Marco Rotoni ha capito che le forze interne non sarebbero bastate e ha interessato la Prefettura di Fermo e la Soup della Regione Marche. Il prefetto Mara Di Lullo ha inviato un funzionario per coordinare l’attività. Nel mentre è stato attivato un posto di Comando Avanzato, il coordinamento del soccorso tecnico urgente dei Vigili del Fuoco, con il Comandante della Compagnia Carabinieri di Montegiorgio Giglio a gestire ordine e sicurezza pubblica.

Nel giro di mezz’ora a Servigliano sono confluite sei squadre dei vigili del fuoco con 20 uomini da Fermo, San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno. A questi si sono aggiunti 25 volontari della protezione civile dei gruppi comunali di Servigliano, Falerone, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Sant’Elpidio a Mare.

Le strade comunali su cui si sono riversate le colate di fango sono state parzialmente chiuse al traffico e transennate con apposita segnaletica stradale. In piena emergenza sono arrivati anche uomini da Amandola, altra città colpita dalla bomba d’acqua. Qui, il sindaco Adolfo Marinangeli ha coordinato gli interventi e predisposto il monitoraggio notturno del ponte di il ponte di Vesciano. Non solo, forti danni alle strade comunali Bore, San Cristoforo, Marnacchia, Valegnara e Spiazzette. “Un disastro generale” sottolinea il primo cittadini che ha anche dovuto fare i conti con il fiume che ha portato via il sistema di irrigazione dello stadio.

“Nonostante tutto con i mezzi comunali e con l'aiuto della protezione civile le strade sono quasi tutte abbastanza percorribili ma la paura è stata tantissima” prosegue Marinangeli che non appena ha terminato l’emergenza, si temeva per una famiglia in zona Bore rimasta isolata, ha mandato i rinforzi a Servigliano.

r.vit.

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