Ortezzano e Rapagnano, quattro liste e due sindaci certi: il quorum fa paura

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Poliziotti in corsa nella terra di Carboni: candidarsi ed essere eletti, 3 entreranno di sicuro in Consiglio, permetterà un riavvicinamento alla terra natia e una nuova opportunità: fare politica portando idee diverse e di certo spunti per la sicurezza.

RAPAGNANO/ORTEZZANO – Il problema non sono loro, i candidati sindaci, ma il sistema. Perché se a Ortezzano spunta una lista composta da poliziotti ‘forestieri’ e a Rapagnano una con candidati di Porto Sant’Elpidio e dintorni, non c’è nulla di male.

È il sistema che lo permette, che non lega il candidato al territorio e che soprattutto, per quanto riguarda Rapagnano, costringe il candidato dato per vincente, in questo caso Remigio Ceroni, a cautelarsi per non dover arrivare al 50% più uno dei voti. Viste le esperienze vicine, da Monte San Pietrangeli a Monterubbiano, la lista unica non porta bene, ma porta solo il commissario prefettizio. Ecco che la fida diventa vera sulla carta, due liste, ma già scontato il finale.

A Ortezzano nessuno mette in discussione la vittoria di Giusy Scendoni, la 40enne che ha investito in cultura e in storia, riaprendo vecchi gioielli dimenticati e portando Ortezzano in giro per l’Europa (Acciarri, Agostini, Bassetti, Calisti, Carboni, Carboni, Giulietti, Marcantoni, Marchionni, Piermarini). La sua avversaria è Marzia Sabatucci, 41 anni di Ascoli, da anni impegnata sulle strade di Ravenna con la Polizia. Al fianco della candidata a sorpresa, poche ore prima il sindaco uscente immaginava di essere la sola donna in corsa, ci sono uomini e donne di Giulianova, San Benedetto, Roma (Di Vittori, Pagliacci, Vannicola, Sabatucci, Bruni, Esposito, Cocci). Candidarsi ed essere eletti, 3 entreranno di sicuro in consiglio comunale, permetterà un riavvicinamento alla terra natia e una nuova opportunità: fare politica portando idee diverse e di certo spunti per la sicurezza.

A Rapagnano è andato invece in scena il ‘Ceroni power’. Il coordinatore regionale di Forza Italia non voleva rischiare nemmeno un po’. Il suo sesto mandato lo voleva conquistare con il sorriso. E siccome non basta avere tasse base e scuole nuove, Rapagnano è uno dei comuni che ha saputo intercettare più fondi negli ultimi anni, meglio trovare un candidato, seppur di facciata, per abbassare il quorum. E chi meglio di un fidato forzista come Fausto Mangiaterra? Con lui tre donne e cinque uomini per una lista minimal (Camela, Ceci, De Mattia, Laurenzi, Meda, Micucci, Palermo, Renzi). L’unico problema è che tre componenti della lista di Ceroni (Biancucci, Biondi, Caranfa, Mattei, Nardoni, Pallotti, Paoloni, Properzi, Soricetti, Terribili) resteranno fuori dal Consiglio, ma è il male minore di fronte al traguardo: puntare ai 30anni consecutivi da sindaco.

È il sistema, purtroppo: quattro liste e due sindaci già sicuri.

r.vit.

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