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L'autonomia in ottanta metri: Ilaria, l'alunna non vedente che rivoluziona il liceo di Montegiorgio

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Un serpentone di erba sintetica è ora il suo cammino. Si interrompe di fronte al primo gradino della scala, l’aula è al primo piano, ma il corrimano svolge la stessa funzione di sicurezza. Poi riprende e la conduce fino al banco.

di Raffaele Vitali

MONTEGIORGIO – Un percorso verde che dà serenità a tutti. Ma soprattutto a Ilaria. Alunna del quarto anno deli liceo Medi di Montegiorgio (Polo Urbani), non vedente dalla nascita, Ilaria arriva a scuola ogni giorno accompagnata dall’ambulanza della misericordia. “All’inizio veniva presa in braccio e potata dentro l’ingresso. Poi, una volta entrata, di nuovo veniva sollevata e portata in classe”. Questa è stata la sua vita per i primi anni di scuola. Poi, un anno fa il primo passo con l’uso del bastone. “Abbiamo capito che lei sapeva riconoscere il tappeto esterno alla scuola, aveva un suo primo riferimento di spazio e questo dettaglio mi ha dato lo spunto” spiega il professore di sostegno, Enrico Pompili Pagliari. Che meriterebbe un articolo a parte per come ha preso a cuore la situazione e il modo in cui ha trovato la strada per realizzare il percorso.

80 metri percorre Ilaria ogni mattina, sono quelli che separano la porta di ingresso dalla sua classe, dal suo banco. Un serpentone di erba sintetica è ora il suo cammino. Si interrompe di fronte al primo gradino della scala, l’aula è al primo piano, ma il corrimano svolge la stessa funzione di sicurezza. Poi riprende e la conduce fino al banco. “Lei ora fa tutto da sola, scende dall’ambulanza, entra, percorre il tragitto, apre e chiude la porta della classe” aggiunge il docente che passa 18 ore a settimana con Ilaria. Poi, il pomeriggio, un’altra assistente. “È l’unica cosa che ci copre come spese lo Stato, per il resto è tutto a carico nostro. Ma è incredibile i progressi che vediamo, anche a casa, da quando Ilaria è diventata autonoma negli spostamenti a scuola” aggiunge la madre Mariella.

Per riuscirci il professore ha dovuto superare le forche caudine della burocrazia e soprattutto dei fondi, che non aveva. “HO mandato decine di email, fino a che un giorno non mi risponde la Italgreen di Bergamo e mi dicono che mi avrebbero donato l’erba sintetica, tra l’altro di alto livello visto che la scuola ha dei requisiti molto particolari”. C’è gente generosa in giro per l’Italia. tanto che anche un calzaturificio si è fatto carico di fornire il biadesivo speciale, e resistente, per attaccare il percorso e renderlo meno invasivo possibile, senza gradini.

Un lavoro di squadra, da scuola. “Il docente di sostegno a volte si pensa che serva solo di supporto all’attività didattica, invece il suo compito è proprio quello di sviluppare e accrescere le possibilità di autonomia dell’assistito e questo il nostro docente lo ha fatto al meglio” ribadisce il preside Roberto Vespasiani. Al suo fianco la presidente della Provincia Moira Canigola: “Questa è una vera best practice, un modello interessante da portare in altre scuole, in tutto il territorio nazionale. Tra l’altro è bello anche esteticamente perché porta un pezzo di esterno, di natura, dentro la scuola”.

Il percorso all’inizio era stato accompagnato con dei sensori, acquistati dal professor Pompili Pagliari: “Sono stati utili per monitorare i sui progressi, il movimento. Avremmo anche potuto lasciarli, ma ho deciso di toglierli, anche per non vincolarla a uno spazio troppo controllato. Anche perché Ilaria ormai è davvero autonoma, ha acquisito una serenità e tranquillità perché comprende di poter raggiungere i luoghi necessari senza essere accompagnata sotto braccio”. C’è il suo bagno, identificato sula porta da un fiore di carta, c’è l’aula che ha all’esterno una mattina attaccata con lo scotch e c’è il suo banco.

Un merito – conclude il docente – va ai suoi compagni di classe che sono una risorsa incredibile nel cammino di integrazione e superamento delle barriere. Insieme a loro abbiamo realizzato un file di Excel che ci serve per inserire i vari dati e portare avanti un monitoraggio collettivo. Entriamo nell’ottava settimana di utilizzo e tutti i parametri migliorano, anche quello del tempo di percorrenza” conclude il docente guardando la mamma e la sorella di Ilaria, due colonne nella vita di una ragazza nata senza occhi, ma capace di andare in piscina, in palestra, di prendere la cintura blu di judo e non smettere di vivere.

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