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Giovani chef crescono con Wega: il recupero scolastico a Servigliano crea lavoro

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A fianco di Baratto c’è una squadra vincente, dal tutor Silvia De Santis alla professoressa biologa. Sono loro che penseranno ai giovani dai 16 ai 19 anni.

SERVIGLIANO – Il titolo è che ci sono ancora cinque posti a disposizione. La notizia è che a Servigliano è partito il corso biennale per ‘operatore della ristorazione’. Il testo è ricco, perché nessuno è voluto mancare alla presentazione della nuova opportunità che viene regalata, il corso è gratuito, a chi ha smesso di studiare e che invece vuole darsi una opportunità. Dietro tutto c’è Domenico Baratto, l’uomo della filosofia che però quando lascia i libri presenta progetti concreti e vincenti con l'associaizone Wega. “Qui c’è la prova che i soldi si possono spendere bene” commenta l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti girando per le aule e la cucina allestita al piano interrato del chiostro di Servigliano. Un angolo recuperato dal Comune dopo anni di impegno e lavori che ospita al primo piano le associazioni, al piano terra un lounge bar in via di inaugurazione e al piano interrato il regno degli aspiranti chef.

Che sono tanti, sorridenti, giovani e di ogni colore e provenienza. “qui si fa formazione e integrazione, si fa accoglienza” ribadisce Cesetti. Ascolta soddisfatto Baratto che in questo corso ha creduto con forza, trovando nel sindaco Marco rotoni un partner sicuro e affidabile. Poi, altri si sono aggiunti sul cammino per far sì che l’idea di Baratto diventasse concretamente un’occasione di lavoro. È arrivata la Provincia, “un corso biennale al fianco del triennale in una sede attrezzata e baricentrica che dà una risposta alle esigenze del territorio che ora deve rispondere dando lavoro” sottolinea Stefano Pompozzi. Poi le associazioni di categoria. La Cna con il direttore Alessandro Migliore: “Questa è una opportunità e la riprova che si può fare sinergia”. E poi Confindustria, con il presidente della Piccola Fabrizio Luciani e il responsabile della formazione Alessandro Panico: “Grande rispetto per questa finitiva che coniuga aspetti sociali con quelli lavorativi, faremo il possibile per diventare un canale di inserimento”.

A fianco di Baratto c’è una squadra vincente, dal tutor Silvia De Santis alla professoressa biologa. Sono loro che penseranno ai giovani dai 16 ai 19 anni. “Particolarità quella di prevedere moltissima pratica in modo da far acquisire le competenze concrete ed esperienziali per inserirsi subito nel lavoro. Infatti sono 1500 ore in aula tra teoriche e pratiche e 500 di stage in attività ristorative del Fermano” aggiunge Baratto che sta lavorando per potenziare gli stage creando una rete di collaborazioni, partendo proprio da Cna e Confindustria.

Il corso è iniziato, farina, pagnotte di pane, sughi e olio sono già tra le mani degli alunni, ma ci sono ancora quattro posti a disposizione, più due da osservatore, da cogliere entro metà maggio. “Al termine sarà rilasciato un attestato nazionale di qualifica professionale per lavorare nelle cucine di ristoranti, alberghi, agriturismi, pizzerie, aziende di preparazione cibi, mense, ma anche per aprire una propria attività”.

Idea vincente? Se ci fossero ancora dubbi ecco le parole di don Franco Monterubbianesi, l’uomo che la sua vita la sta spendendo da decenni per i giovani per dare un futuro alle zone interne del territorio: “Dal 2017 abbiamo lavorato per ricostruire la comunità, il mio è un messaggio di augurio e coraggio per i corsisti”.

Raffaele Vitali

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