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La collina che amava Licini cerca il rilancio: i Luoghi del Cuore premiano Montegiorgio

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Territori molto spesso pesantemente feriti o in attesa di rilancio, per i quali essere inseriti tra “I Luoghi del Cuore” rappresenta a volte l’unica possibilità di un futuro migliore.

MONTEGIORGIO – Solo l’abbazia di San Michele Arcangelo di Lamoli, in provincia di Pesaro, ha fatto meglio a livello regionale della chiesa di San Liberato a Montegiorgio, conosciuta dalla gente del luogo come “Lu munticillu”, che con i 5598 voti si colloca al 72esimo posto nazionale nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Un grande risultato considerando che sono stati 2.227.847 voti per oltre 37.200 luoghi oggetto di segnalazione in 6.412 Comuni coinvolti.

Il censimento promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo è diventato uno degli strumenti di coesione sociale più sorprendenti del nostro Paese. “Un rito collettivo in grado di convogliare le speranze, l’impegno e la voglia di riscatto di tanti singoli cittadini e comunità intorno a piccole e grandi bellezze d’Italia da salvare perché in pericolo o fortemente compromesse, da proteggere perché in degrado o semplicemente da far conoscere perché poco note ai più. Quello che ne emerge è una preziosa mappatura spontanea di luoghi tanto diversi tra loro quanto amati, fatta di paesaggi e di palazzi storici, di chiese e di fiumi, di castelli e di borghi, di ville e di botteghe storiche, di giardini e di sentieri, che rende “visibile” il sentimento profondo che lega le persone ai territori dove vivono o dove hanno vissuto esperienze importanti della loro vita” spiegano gli organizzatori.

Territori molto spesso pesantemente feriti o in attesa di rilancio, per i quali essere inseriti tra “I Luoghi del Cuore” rappresenta a volte l’unica possibilità di un futuro migliore. Gli oltre due milioni e duecentomila voti pervenuti alla Fondazione nel 2018 - il 41,6% in più rispetto alla precedente edizione - sono lo specchio dell’aumento della sensibilità verso l’iniziativa da parte degli italiani, sempre più consapevoli dei meccanismi virtuosi che ne possono scaturire. “Il voto del singolo infatti, se sommato a quello di altre migliaia di persone, si tramuta in un’azione di grandissimo impatto sociale e, in alcuni casi, in concreti interventi di recupero e valorizzazione: da quando esiste “I Luoghi del Cuore” infatti il FAI, grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo, ha promosso e sostenuto ben 92 progetti a favore di luoghi d’arte e natura in 17 regioni, cui si sommano i tanti interventi resi possibili grazie all’interessamento di Istituzioni e privati a seguito della visibilità offerta dal censimento” aggiungono.

Puglia, Toscana, Sicilia e Lombardia sono state le regioni con il maggior numero di voti, i votanti - di età media 50 anni – sono stati al 59,5% donne e al 40,5 % uomini mentre la tipologia dei luoghi più votati è quella delle chiese, seguita da aree naturali, aree urbane/piazze e coste/aree marine/spiagge. “Nel cuore degli italiani dunque non ci sono solo monumenti: nel 2018 si è registrata una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei beni paesaggistici e ambientali, soprattutto quelli a rischio o danneggiati da calamità naturali e incuria, particolarmente presenti quest’anno tra le prime posizioni della classifica”.

Certo, il sogno per Montegiorgio sarebbe stato di arrivare in vetta: inizia ora la fase progettuale e i primi tre classificati, in qualità di vincitori, riceveranno un contributo di 50.000 euro il primo, 40.000 euro il secondo e 30.000 euro il terzo, se ne avranno i requisiti e a fronte della presentazione di un progetto da concordare. Ma c’è un’altra chance per Montegiorgio: i luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti potranno candidare al FAI, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo, una richiesta di restauro e valorizzazione, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che assicuri un sostegno reale dai territori di riferimento. Come nelle edizioni scorse, FAI e Intesa Sanpaolo selezioneranno entro il mese di novembre i luoghi vincitori in collaborazione con i Segretariati regionali del Ministero per i beni e le attività culturali.

La speranza è alta, perché come spiega il Fai l’edificio fermano è di valore: “Come si può constatare da una deliberazione del Consiglio Comunale di Montegiorgio del 1852, il piccolo edificio in cotto risalirebbe al XIV – XV sec. A navata unica, nella parete verso l'abside si trova un affresco alquanto malconcio, recante la data 1549, attribuito a Orfeo Presutti, che raffigura due Santi: a sinistra San Liberato in paramento vescovile e a destra San Vito, con la palma del martirio. Immersa nella natura e nel silenzio diventò fonte di ispirazione per il celebre artista Osvaldo Licini – tra le personalità più originali del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo - che si recava spesso sul colle a meditare e concepire i suoi quadri. La chiesa, accessibile, vige in uno stato di semiabbandono e necessita di interventi di restauro”. Sta ora a Comune e curia realizzare il miglior progetto di restauro. 

 

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