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La pasta di legumi di Miss Italia alla conquista del mondo: da MonteMonaco l'azienda agricola che cresce col crowdfunding

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Insomma, se uno crede nell’azienda agricola Monte Monaco ha l’occasione, con una base d’investimento di 1660 euro, di prendere una quota della società. L’azienda si è data un tetto di 600mila euro, con una base minima per il successo dell’operazione di 200mila euro.

di Raffaele Vitali

MONTEGIORGIO - Un prodotto innovativo che nasce nel cuore della storia e della tradizione, nell'azienda agricola MonteMonaco. Una pasta fatta di legumi, frutto dell’idea di un gruppo di pionieri e che in meno di due anni è già presente nei principali canali commerciali, sia fisici (Conad e Sì con Te) sia online (Amazon e Alibaba). Un prodotto che loro sognano parte integrante della dieta mediterranea, quella che il professor Lando Siliquini racconta ogni giorno, non solo con il suo libro ‘Dieta Mediterranea, il tempio della Sibilla’. “La dieta è uno stile di vita, anzi è un ecosistema. Montegiorgio, Magliano di Tenna e i Sibillini sono il cuore della dieta mediterranea. E non lo dico io, ma la storia” spiega il professore che nei legumi vede un punto fermo della corretta alimentazione.

Start up innovativa nata nel febbraio 2017 che ha investito sulle farine di legumi, dai ceci alle fave. Passano pochi mesi ed ecco il primo riconoscimento dal gruppo Conad Adriatico come premio speciale come ‘prodotto innovativo’. Ma non basta, l’azienda vuole crescere e per riuscirci punta sul crowdfunding, affidandosi alla NextEquity di Civitanova, primo portale nelle Marche autorizzato dalla Consob. “Sono diversi i modi, c’è la semplice donazione, c’è il social lending con un prestito restituito, c’è il reward con soldi in cambio di qualcosa e c’è quello, che usiamo, l’equity crowdfunding che permette di diventare soci a tutti gli effetti” spiega Michela Centioni.

Insomma, se uno crede nell’azienda agricola Monte Monaco ha l’occasione, con una base d’investimento di 1660 euro, di prendere una quota della società. L’azienda si è data un tetto di 600mila euro, con una base minima per il successo dell’operazione di 200mila euro, somma legata all’aumento di capitale previsto. “Chi investe in noi – spiegano i soci – sa che i soldi sono finalizzati allo sviluppo di un prodotto testato e verificato, all’aumento di quote di mercato. E sa che entra in una società con una posizione finanziaria in equilibrio”.

Ci sono benefici fiscali che compensano ‘il rischio’ di un investimento su una start up: “Il primo ritorno lo dà lo Stato. Per chi investe ci sono benefici, come quello fiscale con la riduzione dell’Irpef del 30% fin dalla prima dichiarazione dei redditi. L’unica richiesta è che per tre anni non si può recedere dall’investimento” aggiunge la Centioni ricordando che all’interno del portale ci sono tutte le informazioni, dal video promozionale dell’azienda ai documenti necessari per valutare l’investimento, incluso il business plan della start up innovativa.

Andrea Marziali è uno dei fondatori e ha trovato nelal storia numerosi stimoli per investire nell’azienda agricola. Cita un medico, un inventore e uno statista per definire le linee guida della società: valorizzare i prodotti tipici della dieta mediterranea, etica ambientale essendo biologica, promuovere la consapevolezza ambientale. “Siamo partiti dai legumi per più ragioni, tra cui la capacità di fertilizzare il terreno, riducendo l’impoverimento organico della terra e risparmiando risorse idriche. In prospettiva dei 30miliardi di cittaidni previsti nel mondo, serviranno sempre più proteine. Il ruolo delle proteine vegetali sarà sempre maggiore. E noi saremo pronti” prosegue Marziali

La pasta ha un solo ingrediente, 100% di farina bio di un legume. Un percorso lungo e dettagliato quello che ha portato al primo pacco in commercio. Con gli imprenditori l’università di Camerino che ha certificato l’alto contenuto di proteine e di fibre, oltre a un bassissimo contenuto di sale. “Per cui la pasta è usabile anche dai celiaci. Il tutto - aggiunge Marziali - restando gustosa”. Un’azienda che si muove tra bio (spesa cresciuta del 318% in 15 anni nel mondo), senza glutine (crescerà del 9,8% da qui al 2024), vegano e sportivo. Costa un po’ di più delle altre, ma chi la compra la sceglie per il suo essere completamente made in Italy, farine solo di filiera. Qualità molto alta, come dimostra l’essere stai selezionati da un grande brand del mondo vegano della Toscana: “Hanno fatto una selezione al buio, mettendo cinque piatti id pasta davanti agli espetti. E hanno scelto noi, a prescindere dal prezzo. Ora il nostro prodotto uscirà con il loro nome, Terranostra Vegan” aggiunge orgoglioso Marziali.

Il piano triennale dell’azienda è definito, quindi i futuri soci sanno già a quello che vanno incontro: implementazione del pastificio, incremento della produzione primaria, certificazioni internazionali, certificazioni etniche per entrare nei mercati ebraico e mussulmano, ampliamento della gamma prodotti, potenziamento organico aziendale, fiere, ricerca e sviluppo e intensificazione dell’attività di social marketing con Miss Italia Carlotta Maggiorana come testimonial.

Difficile chiedere di meglio della miss di Montegiorgio, vero volto con la sua bellezza della dieta mediterranea, che ama cucinare: “Ho scelto di dare lustro alla mia terra fin dall’elezione. Le Marche sono ricche di eccellenze e vanno illuminate. Amo cucinare, amo l’alimentazione sana e il restare in forma. Quale altro miglior prodotto della pasta di legumi. Rappresentare l’azienda è un onore. E poi posso dirlo senza problemi, la pasta la usavo prima ancora della chiamata. Come la cucino? Ricette semplici, pomodoro fresco, pesto o zucchine. È una pasta versatile che si sposa bene con diversi sughi”.

La chance di entrare in un mondo in crescita, l’azienda prevede di raddoppiare il fatturato entro il 2023, scade a fine marzo. Che il crowdfunding abbia inizio.

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