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Le stelle di nuovo al centro della volta, il Santuario dell'Ambro è pronto: 303 giorni per il miracolo della Carifermo

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È la vittoria del gioco di squadra, perché la stessa Carifermo, con i soli soldi, non sarebbe arrivata al traguardo. “L’impresa Alessandrini di Montefortino è entrata mentre ancora tremava la terra. Dentro una chiesa pericolante, affrontando un grande rischio insieme con il sindaco".

di Raffaele Vitali

FERMO – Ci sono cose che i numeri non possono raccontare. No basta dire un milione, non bastano i 16 chilometri di tubi del ponteggio, non bastano i 60mila chili di materiale ultratecnologico della Mapei non bastano i 303 giorni di lavori. Ci vogliono le parole e le immagini per capire cosa significa entrare dentro una chiesa che stava crollando e riportarla alla perfezione, con tanto di stelle dorate incastonate nella volta danneggiata. “Tutti insieme crediamo che è possibile ripartire” esordisce il presidente della Carifermo, Amedeo Grilli nel presentare il regalo più bello per il territorio: riapre il santuario della Madonna dell’Ambro, fondato nell’anno mille. Un milione di euro, forse più, è l’investimento deciso senza battere ciglio dal numero uno della Carifermo. Ma da solo anche lui non sarebbe arrivato al traguardo.

“L’Avevamo promesso, restituirlo per la sua bellezza e il suo significato, visto che è il secondo santuario delle Marche. Un plauso al presidente della Carifermo a cui va il grazie da tutti i dipendenti. La sua determinazione e battaglia al disfattismo è riuscito a insegnarci che non bisogna mai darsi per vinti. Un orgoglio che sentiamo tutti” sottolinea Alessandra Vitali Rosati, ad della Carifermo. IL VIDEO

Incassa e gioisce il sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni: “Restituire il più antico santuario mariano delle Marche a fedeli e turisti è una cosa bellissima. Due riflessioni: la prima per quando impedimmo la caduta. Penso a chi ha lavorato in quei giorni terribili, all’impresa Alessandrini. La Carifermo ha fatto il miracolo, ma loro hanno evitato il crollo. La seconda al vescovo Pennacchio, che prese un impegno e il 24 dicembre celebrerà la messa”. Che sarà alle 23 per permettere poi ai tanti fedeli che arriveranno da lontano di ripartire.

Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro no è voluta mancare, insieme a tutti i vertici istituzionali (provincia di fermo, Ascoli, sindaco di fermo, comandanti di Capitaneria, Carabinieri, Polizia) riparte dal ‘credere’ del presidente Grilli. “Ha raggiunto un obiettivo in tempi rapidi, stimolato dal vescovo che il 14 marzo ha chiesto di poter celebrare la messa e potrà farlo. Qui la tecnologia della Mapei si è sposata con la manualità e garantirà la salvaguardia della vita. Speriamo che questo diventi un simbolo del senso del futuro in sicurezza”.

Il fatto che i lavori li abbiano fatti i privati ha permesso un taglio dei tempi di almeno un anno. A dirlo è lo stesso presidente Luca Ceriscioli, rappresentato oggi dall’assessore Fabrizio Cesetti. Il video che scorre dietro le spalle di Grilli è emozionante. Si vede la ragnatela di impalcatura e poi, alla fine, il bello che torna a splendere. Sono state riprese tutte le decorazioni, l’impresa ha fatto un miracolo per stare nei tempi. Parti molto danneggiate dal sisma sono state recuperate. Rinforzate tutte le cappelline con tecnologia d’avanguardia”. Torna a splendere la volta con il suo meraviglioso azzurro dopo che la scossa l’aveva lesionata e sconnessa, ogni stellina d’oro è tornata al centro del cielo.

È la vittoria del gioco di squadra, perché la stessa Carifermo, con i soli soldi, non sarebbe arrivata al traguardo. “L’impresa Alessandrini di Montefortino è entrata mentre ancora tremava la terra. Dentro una chiesa pericolante, affrontando un grande rischio insieme con il sindaco. Il commissario che interviene: è l’inizio della squadra”. Lì è stata montata un’impalcatura particolare, che tramandiamo e inseriremo negli archivi. Non è stata fatta un’impalcatura per mettere solo in sicurezza, ma per consentire i lavori. “A quel punto è entrata in gioco la Cassa di risparmio di Fermo” precisa Grilli che decide, in accordo con i vertici, di fare qualcosa che faccia comprendere che si può ripartire. è il momento che arriva Mapei, con la famiglia Squinzi che scende in campo personalmente e mette a disposizione la tecnologia d’avanguardia. “Un professore della Politecnica, un ingegnere, un geologo tutti esperti del territorio che unito ha completato il progetto che poi la banca locale ha reso possibile”. Banca locale come catalizzatore per metter insieme risposte da dare in tempi certi per far crescere il territorio.

“Da quando sono arrivato – la conclusione dell’arcivescovo Rocco Pennacchio - è la prima vera apertura e non per una messa in sicurezza, ma per una ricostruzione. Quando a marzo, in maniera un po’ emotiva, dissi ‘concludiamo la notte di Natale’ pensavo alla festa più importante vicino alla fine dell’anno. Poi, riflettendoci, consideriamo che è la festa dell’incontro tra Dio e l’uomo, considerando questo assume un valore simbolico maggiore aprire un centro di culto. Noi abbiamo bisogno di simboli, non bastano solo le parole. Abbiamo chiesto a padre Gianfranco di fare un gioco di prestigio per risparmiare il milione di euro ma non ce l’abbiamo fatta. A lui come a tutti i Cappuccini dico grazie, perché la diocesi è proprietaria, ma loro sono chi fa vivere il santuario”.

Mentre il vescovo termina, parte il nuovo filmato. È il santuario dell’Ambro oggi: pulito, perfetto, luccicante, bello, punto ad accogliere i fedeli. “Quando sono entrato la prima vota, tra i mille tubi, mi han fatto notare che singolarmente la parte non toccata dal sisma è la parte originaria, la cappella dell’annunciazione con una bellissima Madonna. Per chi ci crede sono convinto che la Madonna abbia vigilato fin dall’inizio, dalla prima scossa. A lei dobbiamo rivolgerci”. E a lei la notte di Natale in tanti penseranno, senza dimenticare chi ha reso tutto questo possibile: la Carifermo e il suo presidente ingegnere che ama l’arte e la sua comunità.

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