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Una cipolla rossa per rilanciare la Valdaso: presidio Slow Food nelle mani della chef Morganti

cipollachef

Quando si parla di presidi Slow Food si intende piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire e che invece valorizzano territori.

PEDASO – Se si crede in un progetto, bisogna lavorarci, investirci tempo e risorse, ma soprattutto, quando si parla di presidio Slow Food, di creare la base culturale necessaria. “Da anni stiamo lavorando per valorizzare questa semente autoctona, spiegano i membri del Direttivo dello Slow Food Fermano, un lavoro iniziato nel 2012 e che ha portato al riconoscimento della Cipolla Rossa Piatta di Pedaso come semente autoctona della Regione Marche, riconosciuta ufficialmente dall'Assam ente per l'Agricoltura regionale che ne ha individuato le peculiarità estetiche ed organolettiche che fanno di questa cipolla un vero valore del nostro territorio” sottolinea Paolo Concetti, fiduciario della condotta del Fermano.

Quando si parla di presidi Slow Food si intende piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire e che invece valorizzano territori. “La storia di questa cipolla è antica. Esistevano ampie coltivazioni documentate nel territorio di Pedaso già nell'ottocento ma con la prima e soprattutto dopo la seconda Guerra Mondiali tali coltivazioni sono diminuite drasticamente fino quasi a scomparire. Dobbiamo ringraziare un coltivatore di Pedaso, Arturo Ferretti, che ancora oggi le coltiva con passione, che già negli anni '70 decise di ripiantare questo seme di cipolla per evitare l'estinzione”.
Sono quattro i produttori di Cipolla Rossa che con al Fianco tutto lo Slow Food Fermano hanno deciso di intraprendere il percorso di qualificazione con la certificazione a Presidio Slow Food riconosciuto. Per questo con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale e la Proloco di Pedaso si è deciso di organizzare una cena raccolta fondi per da stanziare per aiutare i produttori ad ottenere questo riconoscimento e soprattutto per valorizzare questa antica semente locale.
Per avvicinare le persone e per lanciare il progetto, questa sera è in programma "Cipolliamo". Dalle 20,15, presso la grande sala del "Due Cigni Ristorante "di Montecosaro, locale segnalato nelle maggiori guide di settore (Guida Michelin e Ristoranti d'Italia) con un menù sensazionale dedicato ad esaltare il gusto dolce della cipolla di Pedaso, spazio all’estro della chef Rosaria Morganti “che è stata scelta per la sua attenzione e sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali dello slow food, questo menu si compone di diversi piatti, tutti a base di cipolla”.

Il menu. Benvenuto con Gaspacho di pomodoro rosso Cuore di Bue, cipolla rossa piatta di Pedaso e sfogliatina croccante con polvere essiccata di cipolla rossa piatta di Pedaso. Poi si continua con un antipasto fatto di Crema di patate, cipolla rossa piatta di Pedaso, latte di mandorle e crostone di pane integrale, testina di vitello e confettura di cipolla rossa piatta di Pedaso, mela rosa dei sibillini. Il primo sono dei Moccolotti, cipolla rossa piatta di Pedaso, baccalà e crema di granturco. Il piatto forte della cena è certamente il secondo con una Cipolla rossa piatta di Pedaso ripiena di maialino di Cinta Senese al finocchietto selvatico e salsa alla sapa, aceto balsamico, soia e pesca. Per finire un dolce Sorpresa dello Chef accompagnati da una Degustazione di Anisetta Rosati.
In abbinamento una selezione di vini offerti per l'occasione delle Cantine:
Terra Fageto Winery di Pedaso e Le Senate Az. Agr. di Altidona (entrambi cantine segnalate nella guida ai migliori vini Italiani dello Slow Wine 2018. Il Costo della serata evento, che ricordiamo è una raccolta fondi per il Presidio della Cipolla Rossa Piatta di Pedaso è di € 35 per i soci Slow Food e di € 40 per i non soci. Per info e prenotazioni 0733.865182 oppure SLOW FOOD Condotta del Fermano 3315922270.

“Crediamo molto in questo progetto della Cipolla di Pedaso che rappresenta il primo presidio della Provincia di Fermo riconosciuto, per questo volevamo spiegare in cosa consiste il presidio: organizza attività di formazione: per migliorare la qualità dei prodotti e la sostenibilità delle filiere, affinare le capacità sensoriali dei produttori. Promuove e valorizza i prodotti e i loro territori, presentandoli in occasione di manifestazioni ed eventi (come il Salone del Gusto e Terra Madre ed altri locali), facendoli conoscere ai cuochi, favorendo la commercializzazione diretta (attraverso gruppi di acquisto o Mercati della Terra). Comunica: racconta i prodotti, le storie dei produttori e i territori, attraverso tutti i mezzi di comunicazione di Slow Food: siti internet, newsletter elettroniche, pubblicazioni. Mette in rete i Presìdi con produttori di altre regioni o di altre parti del mondo, con cuochi e rivenditori, con tecnici (agronomi, veterinari…) con università, con giornalisti, con semplici consumatori”.

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