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La Capitaneria di P.S.Giorgio 'pesca' gli irregolari: maxi rete di 200 metri, cozze dalla piattaforma. E tante multe

controlicostiera

La rete era stata “calata” a ridosso di alcune scogliere poste a protezione dell’arenile, ad una distanza di circa 130 metri.

PORTO SAN GIORGIO – Chissà quanti pesci avrebbe preso con quei duecento metri di rete gettati in mare in posizione vietata? Il pescatore la risposta non la saprà mai, perché la motovedetta guidata dal Cosimo Carbone è intervenuta prima. Un blitz perfetto degli uomini della capitaneria di Porto di Porto San Giorgio, proprio nelle acque antistanti la cittadina costiera dove vigila il personale del comandante Ciro Petrunelli.

“Era posizionata in una zona potenzialmente pericolosa per la sicurezza della balneazione nelle acque antistanti il Comune di Porto San Giorgio.  Nello stesso momento abbiamo contrastato la pesca illegale e tutelato la pubblica incolumità reprimendo condotte potenzialmente pericolose per i bagnanti” spiega la Capitaneria.

La rete infatti era stata “calata” a ridosso di alcune scogliere poste a protezione dell’arenile, ad una distanza di circa 130 metri dalla costa, in aperto contrasto con le norme che regolano il posizionamento degli attrezzi fissi (quali reti, cestini, nasse ecc.) che nel periodo estivo devono essere posizionati ad una distanza di almeno 500 metri dalla battigia”.

I militari, con motovedetta e battello pneumatico, hanno agito poco dopo l’alba ed hanno individuato un pescatore professionista intento a “salpare” la rete da posta che aveva precedentemente posizionato. Oltre al sequestro, è stata comminata una multa da 4mila euro e la decurtazione di 6 punti.

La maxi rete è solo l’ultimo pezzo di una serie di sequestri che ha portato a 8mila euro ddi sanzioni tra Pedaso e Porto Sant’Elpidio, dove sono stati sequestrati anche 48 chili di mitili presi vicino alla piattaforma. “Con l’approssimarsi della stagione estiva i controlli della Guardia Costiera saranno sempre più mirati alla tutela ed alla sicurezza dei bagnanti e comportamenti illeciti come quelli appena accertati non saranno tollerati, anche a tutela dei pescatori professionali che esercitano l’attività nel rispetto delle norme di settore” conclude Petrunelli.

@raffaelevitali

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