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Caso Straccia, ricorso ammissibile: il 7 giugno la Cassazione può riaprire le indagini

stracciatarga

L'avvocato: “È stato superato il primo filtro e adesso siamo fiduciosi - prosegue l'avvocato - non significa che il ricorso verrà accolto, ma anche la famiglia è molto contenta perché per la prima volta qualcuno si è accorto che ci sono i fondamenti per indagare in altre direzioni”.

MORESCO – La speranza, quella che i genitori non hanno mai perso, torna a soffiare sul giallo della morte di Roberto Straccia. È stato ritenuto ammissibile dalla Corte di Cassazione il ricorso contro l'archiviazione delle indagini sulla morte dello studente universitario di 24 anni, scomparso a Pescara il 14 dicembre del 2011 e rinvenuto cadavere il 7 gennaio del 2012 nelle acque antistanti il litorale di Bari.

“Abbiamo presentato ricorso per due ragioni - spiega il legale della famiglia Straccia, Marilena Mecchi - la prima è per questioni di competenza territoriale, visto che su questa vicenda ci sono state rivelazioni di alcuni pentiti della criminalità organizzata e dunque la competenza è della Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila. La seconda - prosegue l'avvocato - riguarda violazioni del diritto di contraddittorio, dato che il caso è stato archiviato nel marzo del 2017 senza che a noi sia stata data alcuna comunicazione né dell'udienza né della decisione”.

Il caso, dunque, il 7 giugno approderà davanti alla prima sezione penale della Corte di Cassazione. “È stato superato il primo filtro e adesso siamo fiduciosi - prosegue l'avvocato - non significa che il ricorso verrà accolto, ma anche la famiglia è molto contenta perché per la prima volta qualcuno si è accorto che ci sono i fondamenti per indagare in altre direzioni”.

r.vit.

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