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La 'conquista' di carnevale di Pedaso fa infuriare Altidona: 're' Bruti sulla graticola

pedaso campo

La protesta è arrivata in forma ufficiale dopo il post goliardico del vicesindaco, con tanto di bandiera issata e posa regale con lo sguardo fiero che domina la vallata.

PEDASO – Non è tempo di re. Doveva saperlo Carlo Maria Bruti, vicesindaco di Pedaso, visto che per mesi si è parlato solo dell’opposizione al rientro della salma di Vittorio Emanuela III in Italia. Bruti, a dire il vero, ha puntato su un re più simpatico, uno di quelli che la storia d’Italia l’ha fatta davvero: Vittorio Emanuele II. Solo che la sua campagna garibaldina l’ha fatta finire nel luogo sbagliato, sulla torre di Altidona. Comune confinante che è stato così simbolicamente conquistato. Carnevale, si dirà. Ma non è piaciuto il gesto di Bruti, vestito in maniera praticamente perfetta, abbinato ad altri concittadini.

La protesta è arrivata in forma ufficiale dopo il post goliardico del vicesindaco, con tanto di bandiera issata e posa regale con lo sguardo fiero che domina la vallata. A scrivere su Facebook, che è la pergamena del tempo moderno, è stata la Pro Loco di Altidona, supportata dalla stessa amministrazione. “Ha offeso una collettività posizionando una bandiera con il logo di Pedaso sul luogo simbolo di Altidona, il belvedere, inneggiando alla conquista attraverso un post sui social. Ha offeso una collettività che li ha ospitati e accolti con il pieno spirito di collaborazione. Non si tratta di becero campanilismo superato da decenni, ma di rispetto degli altri. riteniamo che tali comportamenti non possono essere derubricati a semplice goliardi e che il ruolo di amministratore imponga un senso di responsabilità diverso” si legge sulla pagina ufficiale della Pro Loco di Altidona.

Bruti ha poi rimosso il post, scusandosi: "Ribadisco il mio rammarico per aver contribuito a suscitare in qualcuno sentimenti di offesa o mancanza di rispetto verso la comunità di Altidona. Non era questa l'intenzione". Ma l’incidente diplomatico resta. Dopo Teano, l’Aso. Il ponte sul fiume è sempre più necessario. 

Raffaele Vitali

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