Girovallando dalla Valdaso a Milano: il sogno ecosostenibile di alberghi e produttori

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Un progetto sperimentale a costo zero, per ora, visto che hanno lavorato da volontari gli architetti Manuela Pierantozzi e Antonella Nonnis, supportati da Andrea Bagalini, direttore di Legambiente.


CAMPOFILONE – Girovallando, quando un nome da solo dà importanza a un progetto, ancora embrionale. Ecomuseo e Legambiente, due lati della stessa medaglia, uniti per realizzare un progetto di turismo sostenibile e responsabile. Camping, salumifici, vigne c’è di tutto dentro Girovallando. “Itinerari a cavallo, bici e a piedi” spiega Antonella Nonnis, che l’Ecomuseo l’ha creato. Nessun pacchetto sul tavolo, “non siamo tour operator”, ma possibilità. Il 18 marzo appuntamento a Milano per presentare il piano a 30 giornalisti e agli operatori di ‘Fa la cosa giusta’ la fiera per un turismo sostenibile, le potenzialità della Valdaso.

Un progetto sperimentale a costo zero, per ora, visto che hanno lavorato da volontari gli architetti Manuela Pierantozzi e Antonella Nonnis, supportati da Andrea Bagalini, direttore di Legambiente. Di fronte, durante la presentazione alla cantina Di Ruscio a Campofilone, c’erano i protagonisti veri, ovvero i 40 imprenditori che hanno aderito mettendoci la faccia, e il nome, sul dépliant che arriverà a Milano.

Già pronti due itinerari a piedi: uno da Campofilone a Pedaso. Uno dalla torre di Ortezzano alla Cuma di Monte Rinaldo con arrivo al museo di Montelparo. Defintio anche un percorso in bici: Lapedona, Moresco, Monterubbiano e arrivo ad Altidona. Partner in questo caso è la Black Sheep, che diventa la ‘guida’ dei percorsi.

Molte le cose da limare, a cominciare dal fatto che sulla mini guida gli imprenditori vogliono arte e cultura più che sagre. Alla fine della discussione, se ne salvano tre: maccheroncini, cozze e salsicce, ovvero Campofilone, Pedaso e Carassai che tagliano il traguardo del mezzo secolo. Per il resto, spazio a musei, a itinerari legati all’ambiente e ai quadri d’autore, otre che a perle architettoniche come la torre di Ortezzano o la Cuma di Monte Rinaldo.

Se a Milano il feedback sarà positivo, i duemila dépliant stampati diventeranno il seme per far crescere qualcosa di più grande che vuole affermare Girovallando a livello nazionale. Come sempre, e prima di altri, al Valdaso ci prova a fare rete. Un po’ per uscire dal guscio, un po’ per intercettare fondi, un po’ perché rispetto alle altre valli fermane ha una peculiarità: colline verdi, montagne, vino, formaggi e tanta frutta. Cosa portare di meglio alla fiera del turismo sostenibile?

Raffaele Vitali