Da confine a cerniera, il fiume Aso diventa una risorsa: progetti e idee per intercettare fondi

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Firmato il primo contratto di fiume. Porrà: "La Valdaso è partita dal rischio idrogeologico, da qui il coinvolgimento dei geologi che hanno studiato il percorso fino alla diga di Comunanza".


ALTIDONA – Il fiume per una volta non fa da confine, ma da unione con la firma su un contratto. “Un percorso che dalla foce deve arrivare fino alla sorgente dell’Aso” sottolinea Giuliana Porrà, vicesindaco di Altidona e motore del primo contratto di fiume delle provincie di Ascoli e Fermo.

Il contratto di fiume è un processo di programmazione strategica e partecipata, “uno strumento volontario di programmazione che dà contributo alla valorizzazione delle rete fluviali e alla difesa del territorio”. Senza trascurare lo sviluppo locale.

“Quali sono i bisogni e le aspettative della cittadinanza?”. La Valdaso è partita dal rischio idrogeologico, da qui il coinvolgimento dei geologi che hanno studiato il percorso fino alla diga di Comunanza. “Agli interventi fisici, poi, si aggiungono i percorsi educativi”. Si parte dalle esigenze che diventano progetti e a seguire si cercano risorse finanziarie. “Puntiamo i fondi Fesr 2014-2020 e quelli del Psr, ma – ribadisce il sindaco Lanciotti – lo facciamo invertendo le abitudini: prima idee e progetti, poi i soldi”.

Ci sono tutti seduti attorno al tavolo per la firma. Ci sono i due Gal e le due Province, ci sono 13 sindaci, in attesa che se ne aggiungano altri, ci sono le associazioni, da Legambiente a Black Sheep. Ci sono appunto i geologi: “Abbiamo fatto uno studio preliminare per poter partecipare a un bando. Un rilievo sull’asta del fiume fino a villa Pera. Abbiamo individuato anse in erosione, attraversamenti antropici. Lo studio è dettagliato e ha al suo interno proposte di intervento, strutturali e ambientali”.

Ha già una base il contratto di fiume che con il Consorzio di Bonifica lavorerà gomito a gomito. Manca l’Enel, sottolinea il consigliere provinciale di Ascoli, e manca il Comune da dove il fiume parte, Foce. “Questo è un piano inclusivo, ma dovevamo iniziare” ribadisce Barbara Toce, che dell’Aso con Altidona condivide la foce. ““Questo non è che un manifesto di intenti e quindi per sua natura inclusivo. Asse 5 dei fondi Fesr è al sfida e l’Aso è l’unico concluso come potenziale investimento. Noi non siamo volontari sciolti, ma esistiamo. E abbiamo subito al possibilità di intercettare fondi. L’Aso non è un fiume secondario, rispetto al nord delle Marche”.

Ma bisogna accelerare. “Va costituito il comitato promotore, poi una cabina di regia, un ufficio ente di riferimento per i tavoli tematici, rischio idrogeologico, turismo, ambiente, agricoltura sono tavoli tematici), e infine preparare i progetti. Ma intanto abbiamo costituito il Contratto” conclude soddisfatta e determinata bla Porrà.

@raffaelevitali