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Come evitare i furti in casa. I consigli del capitano dei carabinieri Peluso: "Luci, tempo e rumore"

pelusopedaso

“La fascia più a rischio è quella 17-23. Vedete – prosegue – le 17-18 sono l’orario di uscita dagli uffici e quindi per il ladro è più facile muoversi nella massa".

PEDASO – La crisi aumenta i casi di criminalità. “Ma non parliamo di emergenza. Ci sono dei furti, qualche spaccata e per fortuna poche rapine. Siamo ancora una realtà tranquilla”. Ma le 30 persone che hanno riempito la Bimp, la biblioteca multimediale di Pedaso, la pensano diversamente.

Si sono seduti ad ascoltare il comandante dei carabinieri di Fermo, Roland Peluso, per oltre un’ora. Con lui il maresciallo Marra. Consigli, segnalazioni, dubbi e una domanda che a metà serata diventa scontata: “Ma se un ladro entra in casa e lo scopro, che posso fare?”. Peluso non esita: “Il ladro non cerca mai la colluttazione. Sono pochissimi i casi che diventano violenti, spesso legati a delle rapine in villa in cui chi colpisce sa con certezza che può trovare molti soldi o oro. Voi il delinquente in casa, se siete dentro, lo potete bloccare in attesa delle forze dell’ordine, ma non potete picchiarli a sangue. Diverso se ha un coltello in mano e vi minaccia, perché l’offesa prevede una difesa di pari grado. Ma non pensate che avere una pistola sia la soluzione”.

E allora, come difendersi? Il comandante che guida dieci stazioni su 18 comuni, da 13 anni nell’arma, dà dei consigli semplici ma efficaci, che i pedasini, come avvenuto in altri incontri condotti dall’Arma in provincia, ascoltano e fanno propri. A cominciare dall’indicazione temporale su quando avvengo principalmente i furti “La fascia più a rischio è quella 17-23. Vedete – prosegue – le 17-18 sono l’orario di uscita dagli uffici e quindi per il ladro è più facile muoversi nella massa. Voi siete in uscita per andare a fare la spesa, andare in palestra o a prendere i figli. Fino alle 20 per noi si parla di fascia rossa, di rischio massimo. Durante la notte, invece, i ladri non vanno nelle case, preferiscono le tabaccherie, gli esercizi commerciali, le aziende”.

Tre parole chiave per Peluso per prevenire i furti e i crimini: luce, tempo e rumore. “Partiamo dalle luci esterne: non devono essere facilmente svitabili. Installate luci sensibili al movimento. Tagliate alberi e piante che fanno ombra vicino agli ingressi e permettono a un ladro di nascondersi. Se in un palazzo tutte le luci non funzionano, non aspettate un giorno, ma fatele cambiare. Magari è un ladro che le ha svitate la sera prima. E poi, inserite timer, ma non dategli sempre lo stesso orario di accensione e spegnimento. La routine è un problema”.

Secondo, il tempo: “Dovete imparare a chiudere porte e finestre ogni volta che lasciate la casa vuota. Come se partiste. Importante, la macchina in garage non deve avere le chiavi dentro, così come la porta di collegamento interna all’abitazione, quasi sempre di legno, va chiusa a chiave. Le serrande dei garage sono di alluminio, si sventrano con un apriscatole. E dentro i garage c’è molto da rubare”.

Il rumore è un altro fattore: "I piccoli cani in questo sono perfetti. Abbaiano senza sosta e danno fastidio al ladro, che non vuole problemi e cambia destinazione. Altrimenti, un allarme. Ma di quelli moderni, con il codice variabile e collegato, gratuitamente, alle forze dell’ordine”.

Consigli semplici che il comandante dispensa con esempi semplici di supporto che tengono alta la concentrazione. Certo, il parterre è un po’ anziano, ma è anche quello che ha maggiormente timore. “Spesso a Pedaso c’è chi non attraversa il viale per paura della notte, ma bisogna stare tranquilli” ribadisce il sindaco Barbara Toce in questo supportata da Peluso. La promessa finale è semplice: “Metteremo più telecamere, ma solo in punti sensibili, quelli che accrescono la sicurezza di tutta la città”. La sottolineatura finale di Peluso, prima di perdersi nel dibattito, è per altri piccoli accorgimenti: “Mai lasciare oggetti di valore visibili dalla strada. Penso a quadri o gioielli. Il ladro spesso viene da fuori, sta in zona uno o due giorni. Fa piccoli sopralluoghi, studia le debolezze. Per questo vi do questi consigli”.

E l’ultimo è il più semplice: pulite il numero civico, altrimenti quando ci chiamate e arriviamo, tra i 3 e i 7 minuti il tempo di intervento, non possiamo perdere momenti preziosi per cercare il portone con il numero 40 che non si vede perché annerito o coperto dalle piante”. La chiusura è un auspicio: “Ripristiniamo i rapporti di buon vicinato. Solo così quando ce ne andiamo avremo qualcuno che ci prende la posta e butta magari un sacchetto di immondizia nel nostro bidone, non facendo così capire al ladro che la casa è sicuramente vuota”.

@raffaelevitali

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