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Toce, Berdini e Simonetti: promesse e attacchi nel duello finale davanti a 800 pedasini

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Questi sono i tre candidati di Pedaso, cittadina costiera con stazione del treno, casello dell’A14, differenziata al 76%, un lungomare invidiato, ma a quanto pare con ancora tanto da fare.

PEDASO – È stata la campagna più accesa e acida dei tre comuni fermani che vanno al voto. Neppure temila abitanti, ma la verve politica è degna di una metropoli. Sono volati colpi bassi, al limite della denuncia, tra i candidati. Specialmente tra due, Barbara Toce e Vincenzo Berdini, con Stefano Simonetti abile a non farsi trascinare nella bagarre. Ci tengono i futuri consiglieri a ribadire la propria ‘pedasinità’, arrivando a citare gli avi. Leggono quasi tutti, chi per emozione, chi forse perché mai si è trovato di fronte 7-800 persone, chi perché deve trovare qualcosa da dire. Alal fine restano gli applausi incassati da Berdini, la perfetta esposizione della Toce, le idee originali di Simonetti. Ma questo dopo tre lunghe ore di comizia dentor un torrido palazzetto.

ORE 21, BARBARA TOCE

La prima ascendere in campo nel palazzetto di Pedaso è Barbara Toce. Tuti schierati sul parquet i candidati. Un video che ripercorre le tavole di avvicinamento all’11 giugno per scaldare la tribuna. Il suo hasthag è #fattoefattobene

Legge il sindaco uscente il suo discorso e parte da un dato: 15 anni di attività ammnistrativa. “ci siamo trovati dentro polemiche e strumentalizzazioni, più che in una campagna fatta di contenuti” esordisce Barbar Toce, vestita con un tubino nero e la giacca bianca. “Non accettiamo di prendere lezioni da chi è sparto da questa città da decenni. Ci fa sorridere che si faccia paladino della trasparenza e della partecipazione, quando ha sempre agito in solitaria. E quindi non accettiamo proclami sulle nuove generazioni e la Pedaso città dei bambini da parte di chi del suo mandato avrebbe chiuso la scuola materna. E ne ha anche per chi – e la Toce non nomina mai Berdini, Galasso e la D’Angelo – all’opposizione non ha mai fatto nulla e oggi prova a fingere di fare qualcosa”. Parte all’attacco degli avversari la Toce e non dal suo programma, parte “dalle palazzine costruite da Berdini, visione differente della nostra Pedaso”.

Entra poi nei temi: ambiente, sociale, sport e cultura. “Sono queste i temi che hanno fatto di Pedaso una città vivibile. Oggi sono qui con una squadra coesa, eterogenea, capace. Con loro consocerete la Pedaso presente e quella del futuro”. E poi, prima di dare la parola, ricorda Guido Monaldi:” Tutto è iniziato grazie a te e tutto è proseguito in continuità”. Un grazie ai consiglieri, ma anche al suo vicesindaco “con cui non sono sempre andata d’accordo, ma che ha dato un contributo importante”.

Tra i temi toccati dai candidati consiglieri, tra cui spicca l’assessore uscente Ramini, la videosorveglianza, lo sviluppo energetico a impatto zero, le politiche giovanili, la mobilità dolce, l’attenzione alla terza età e alle politiche attive per l’occupazione. Ed è Ramini che manda un altro messaggio agli avversari: “Noi siamo puliti, noi siamo per la competenza, siamo contro la cultura del sospetto, siamo contro le verità manipolate”.

La Toce riprende la parola dopo tutti i suoi candidati per presentarsi e ribadire la sua apertura all’Europa grazie al ruolo che ricopre a Strasburgo: “La nostra è una visione differente, anche per la figura del sindaco che deve avere competenze specifiche, essere figura di raccordo capace di capire dinamiche complesse economiche, politiche e relazionali, figura capace di andare dal paese al Paese, deve sapere a quale porta bussare e come trovare il modo id farsi aprire”. Il sindaco, secondo la Toce “deve essere un buon capitano”. e come ultimo successo il pagamento dell’Imu da parte dell’Eni per le piattaforme: Chiuderemo un accordo, almeno due milioni di euro. E poi arriveranno anche quelli dell’Enel per la centrale idroelettrica. Quella di oggi è una Pedaso che sta bene, con una chiara identità e con strutture che un tempo non c’erano, come la Bimp. Che è piccola, ma che rappresenta il primo passo per accrescere i luoghi della cultura”.

La chiusura è secca: “Per me Pedaso è l’amore della mia vita. Ci ho conosciuto mio marito”. E mentre suona la sirena di fine comizio si alza la voce di Fiorella Mannoia con il suo ‘ho imparato a sognare’ che riempie il palasport gremito in ogni posto.

ORE 22, STEFANO SIMONETTI

Si presenta ‘Simonetti Stefano’ il secondo candidato: “Faccio parte di una delle famiglie più antiche di Pedaso”. Si presenta come il sindaco “che conosce tutti, che si ferma per strada, che prende un caffè, che dà un consiglio legale”. Ha scelto di candidarsi anche se è un grande sacrifico. “Lo faccio per la voglia del cambiamento che hanno in tanti”.

I temi chiave sono il turismo, “con politiche alternative”, il lavoro, “con idee concrete”, il bilancio e la riqualificazione territoriale. Per Simonetti delle slide come sfondo, che però non si leggono. “Vogliamo avvicinare l’amministrazione comunale all’individuo. E siamo anche pronti a rispondere alla domanda: ci abbasserete le tasse?“. Simonetti non esita: “La risposta è no. Ma con il consigliere Lagrassa abbaiamo scoperto che paghiamo oltre 125 euro per l’immondizia. A nostro giudizio non è una cifra bassa, visto che siamo tra i più virtuosi a reciclare (riciclare, ndr). Quindi vedremo di agire sui disservizi”. C’è poi il nodo nuove attività: “Aboliamo la Tosap per i primi tre anni”. Parla di papà quando si riferisce al Governo “da cui dipendono molte nostre scelte”. Un cavallo di battaglia è il contesto ambientale di Pedaso: “Abbiamo una posizione privilegiata, siamo un diamante grezzo da raffinare”. Da qui la strategia di sviluppo tra la Pedaso nuova e il borgo con la sua costa: “La prima criticità è il ponte dell’autostrada, la seconda è la statale”. Da qui la soluzione di Simonetti: “Abbiamo individuato un percorso parallelo dove realizzare un percorso ciclopedonale” e Simonetti ha anche la soluzione per il porticciolo: “È graduale. Va fatta una modifica della posizione delle scogliere. Orbene in attesa di spostare gli scogli: potenziamento del mercato ittico e nuove iniziative come il finger food con il pescato e la pesca turismo, con i turisti che arrivano via mare”. Simonetti punta su dei passeggiamenti sugli scogli e, colpo di scena, “un trampolino sul molo”. Ma sull’ultimo punto ci sarà da superare, quantomeno, i controlli della Capitaneria.

E per gli ultimi dieci minuti, la palla passa alla Giammarini, la biologa vestita di nero, che spiega il Sic o Sito di interesse comunitario e la ricchezza del mare pedasino: “Nell’area costiera ci sono due habitat: una sotto la stazione con la scogliera naturale e l’altra il fondale a sabbie molli. Per questo pensiamo di creare dei corsi di snorkeling, in modo che chi ha un brevetto da sub potrebbe trovare lavoro. Parliamo di proposte di lavoro concrete. Tra l’altro ci sono le mura romane della Pedaso antica e ci sono specie protetta, come il dattero bianco”. Ma la vera protagonista per lei è la pinna nobilis, simbolo della qualità del mare: “Non la prendete, ci sono pene”.

ORE 23, VINCENZO BERDINI

È pronto da dieci minuti, in piedi davanti allo schermo, a è alle 23 in punto che prende la parola Vincenzo Berdini, l’ingegnere imprenditore nel settore edile, già sindaco dal 1993 al 2002. Come in un curriculum parte dalle motivazioni, riassunte in una slide: “Voglio migliorare i servizi, voglio ottimizzare la spesa, voglio rendere il comune più efficiente, per migliorare la manutenzione ordinaria fatta di piccole attenzione, vorrei più partecipazione, coinvolgendo imprenditori, commercianti e cittadini”. Le parole chiave sono partecipazione, esperienza, competenza e determinazione. E questo lo dico anche se qualche mio oppositore dive che sono rincoglionito”. E poi la prima promessa: “rinuncio allo stipendio di sindaco”. Scatta il boato. La claque è calda. “Poteva farlo anche la mia antagonista, valente avocato. Rinuncio a 78mila euro in cinque anni”. Promette di non chiamare assessori esterni: “Li scelgo tra i miei candidati”. E poi passa al ‘fango’ gettato su di lui, parlando del Niagara: “Sono comproprietario dell’ex parco, che ha tutte le autorizzazioni amministrative per essere realizzato. Ma non lo realizzerò, lo vendo. Quindi altro che conflitti di interesse, che invece ci sono altrove”. Definisce la sua lista ‘civica’: “Non mi interessa il loro orientamento politico, ma la capacità di essere una squadra”. Cede così la parola ai candidati. Si parte dalla cultura, “se sana genera una sana condotta morale”. Momento particolare quando prende la parola Federica Monaldi, figlia dell’ex compianto sindaco che attacca la ‘consulta giovani’ “mai stata democratica. Noi la renderemo aperta e diventerà il luogo del confronto coni giovani, negli ultimi cinque anni da questa amministrazione”. E cita il padre, attaccando duramente la Toce: “Il custode degli ideali di Guido Monaldi è la sua famiglia e non altri. E nessuno può evocarne il nome, strumentalizzando il suo nome parlando di una riappacificazione mai avvenuta”. A seguire i punti chiave snocciolati dagli altri consiglieri: politiche sociali per le famiglie e i diversamente abili; tavolo permanente tra docenti, genitori e amministratori per i problemi delle scuole; sport; commercio e turismo con un gruppo di ascolto; ripresa, sviluppo e sicurezza nell’area nuova sulla Valdaso; zone per i cani lungo l’Aso e nella zona nuova; videosorveglianza e illuminazione.

Riprende parola Berdini che, come tutti, torna a leggere: “Pensiamo al turismo. Il lungomare sembrava un’opera irrealizzabile ma con me divenne realtà. Eppure, la spiaggia è inesistente, ne abbiamo 400 metri, incluso il molo su un litorale di 2.8 chilometri. La vogliamo incrementare con nuove scogliere, usando meglio le risorse rispetto a quanto fatto oggi”.

Contesta poi il progetto del platano verde fatto di panchine e fontane a terra senza pista da ballo: “E noi diciamo di no alla chiusura di via Leopardi. Le firme sono state tante contro questo progetto e noi non vogliamo chiudere una strada che da Comunanza arriva al mare, se non ci fosse la ferrovia”. Unico punto in comune con la Toce è lo spostamento del Comune nella scuola, dopo la realizzazione del nuovo polo scolastico”. Incassa gli applausi Berdini che chiude con il progetto di una rotatoria all’uscita dell’autostrada al posto del cavalcavia e un ulteriore duro attacco alla Toce, accusa di raccontare cose non vere, anche se il termine è un altro e risuona nonostante le note di Battisti sull’abbraccio tra i candidati della sua lista.

Questi sono i tre candidati di Pedaso, cittadina costiera con stazione del treno, casello dell’A14, differenziata al 76%, un lungomare invidiato, ma a quanto pare con ancora tanto da fare.

@raffaelevitali

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