Tomassini: "Addio Romualdo Monaldi, hai reso Petritoli più bella e accogliente"

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Immaginava un finale di vita diverso, lontano dai problemi, dalle divisioni e dalle curatele, Romualdo, ma non ha resistito abbastanza per veder rivolare serene le galline.

 

PETRITOLI – In principio ci fu un mangificio, poi le prime galline, diventate centomila. Le uova pian piano hanno creato un regno e Romualdo Monaldi, assieme al fratello Aurelio, ne era uno degli artefici. Immaginava un finale di vita diverso, lontano dai problemi, dalle divisioni e dalle curatele, Romualdo, ma non ha resistito abbastanza per veder rivolare serene le galline.

Se ne è andato in silenzio e la sua città, Romualdo Monaldi è stato sindaco di Petritoli dal 1998 al 2003, lo ha salutato oggi pomeriggio con le parole del primo cittadino Tomassini. “Ricordare Romualdo significa ricordare le tante iniziative, avviate. Soprattutto il suo forte impegno per risolvere l’annoso problema dell’elettrificazione del territorio rurale, il progetto per la piazza a Valmir, l’avvio dell’iter, con un convegno, per la realizzazione della Rsa, unica in provincia”.

Aveva visione Monaldi, forse proprio per il suo essere imprenditore e il saper leggere i tempi e le possibilità: “Ma il fare era anche supportato dall’essere. Romualdo aveva una grande sensibilità di fronte a casi umani difficili, sapeva ascoltare i cittadini, a poi tornava pragmatico al momento dell’azione amministrativa”.

Non era un politico di professione, ma con i politici sapeva essere convincente quando esponeva le problematiche del territorio. “E’ con lui che è stata avviata la compartecipazione nell’intervento di illuminazione dei Tre Archi e della strada che porta al santuario della Madonna della Liberata”.

Negli ultimi anni si era allontanato dalla vita politica, ma l’attenzione ai problemi della città è sempre stata massima, come ha dimostrato la genet che si è riunita per dargli l’ultimo, dovuto, saluto.