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Ciliegi, aquiloni, tamburi e ninja. Kobayashi: "Grande qualità nell'Hanami di Pedaso"

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Il consigliere delegato alla cultura dell'ambasciata: “Ieri ho potuto ammirare la mostra di stampe giapponesi allestita alla galleria Marcantoni. È di alto livello, non è facile neppure in Giappone trovare quei disegni”. Non resta che visitarla, ma visto che dura fino al 30 aprile il tempo non manca. (VIDEO-I TAMBURI)

di Raffaele Vitali

PEDASO – Luogo meraviglioso, festa originale, successo in costante crescita: ecco l’Hanami di Pedaso. Quando i tamburi giapponesi hanno cominciato a suonare, le prime centinaia di persone si sono accalcate sotto i ciliegi e si sono fatti trasportare dal ritmo (VIDEO). Davanti a loro il Consigliere Kobayashi dell'ambasciata giapponese in Italia. Che tè tornato per la seconda volta: “Due anni fa rimasi stupito. C’erano tremila persone. L’anno scorso siete arrivati a diecimila (alle 16 il record era già a un passo, ndr) e così non potevo mancare. Volevo vedere se la crescita quantitativa era seguita da quella qualitativa”. Due anni fa, infatti, il diplomatico sottolineò come ci volesse più Giappone oltre ai ciliegi. E così Luigi Bruti, proprietario della Contea, assieme agli organizzatori, la Fortezza della Scienza e il comune di Pedaso, si sono messi al lavoro e il programma si è arricchito. “È bello vedere oggi il mercatino con prodotti tipici. E poi le tante iniziative. La crescita di questa festa è stata molto rapida. E siccome la qualità è alta, l’abbiamo inserita nel cartellone delle manifestazioni che celebrano i 150anni di amicizia tra Italia e Giappone” prosegue il ‘ministro’ della cultura, che quest’anno è arrivato a Pedaso un giorno in anticipo assieme alla moglie. “Ieri ho potuto ammirare la mostra di stampe giapponesi allestita alla galleria Marcantoni. È di alto livello, non è facile neppure in Giappone trovare quei disegni”. Non resta che visitarla, ma visto che dura fino al 30 aprile il tempo non manca.

Dopo il taglio del nastro e un saluto del senatore Francesco Verducci, Kobayashi si è fermato a parlare con i protagonisti, spiegando ai turisti anche il perché dei pochi fiori sugli alberi: “Il ciliegio è una pianta speciale e il nostro popolo è affascinato dalla bellezza. I ciliegi fioriscono una sola settimana l’anno in primavera. E purtroppo la pioggia di questa notte non li ha risparmiati. Ma in questo luogo magico ci si può divertire in tanti modi”. Magari evitando di far arrabbiare i tre ninja che girano vestiti di nero, arrivati da un dojo di Ancona.

Sorridono Bruti e gli organizzatori, a cominciare dal vicesindaco di Pedaso, Paolo Concetti, che è l’anima amministrativa di una festa in cui crede profondamente il sindaco Barbara Toce: “Questa manifestazione sta attraendo persone da fuori regione e sta diventando un volano per una terra che va scoperta passo passo”. Una soddisfazione condivisa anche dall’ex sindaco, oggi tornato in pista in vista del voto, Berdini: “Una iniziativa importante per Pedaso, merita il sostegno di ognuno di noi”.

Incassati gli applausi, si riprende a girare tra le 2500 piante di ciliegi, tra gli aquiloni colorati, tra gli antichi giochi, fermandosi per un ritratto o per fare merenda, tra la pizza di Mamma Rosa, i maccheroncini di Campofilone, quest’anno partner con tanto di vicesindaco al taglio del nastro, e sushi. E per i più curiosi, anche l’imperdibile lezione su come si indossa il kimono estivo, tornato di moda e sempre più un must negli armadi delle donne occidentali. L’organizzazione è cresciuta, i problemi non sono così facili da risolvere. Perché i posti per mangiare restano pochi e le code sono infinite, la strada per arrivare ala contea diventa in poche ore un lungo serpente di lamiere, ma la sola idea di perdersi a strapiombo sul mare o di sedersi sulla panchina sotto le verdi foglie dei ciliegi, sorseggiando un tè, ogni anno rende la Pasquetta di Pedaso unica e irripetibile. Per cui, armarsi di pazienza e, come Kobayashi, sorridere e ringraziare per la meraviglia davanti agli occhi è la sola strada da percorrere. E l’hanno capito almeno in diecimila.

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Fermana, invasione di gioia in sala stampa

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